news e giornalismo sensazionalistico7 min read

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Iltesto che segue è una tesina da me elaborata nel 2004 per l’esame di giornalismo online 1, che ho sostenuto anovembre 2004, riportando una votazione di 30 e lode, nel corso di laurea in media e giornalismo sotto una scansione del mio libretto universitario

libretto

http://www.bbc.com/earth/story/20161109-the-truth-about-a-strange-blood-sucking-monsterAbstract
Una non-notizia locale ottiene rilevanza internazionale e viene fatta passare per un fatto quasi certo, senza nessun fine se non quello di attirare l’attenzione dei lettori, giocando su elementi di sicura attrattiva e sul nome suggestivo di un animale misterioso.

“UCCISO CHUPACABRAS IN TEXAS!” Notizia o bufala?

Il ciclo di vita di una notizia è legato a procedure e logiche fissate dalla consuetudini dell’attività giornalistica. Per questo motivo si verificano talvolta dei cortocircuiti che fanno sì che una notizia poco importante, dubbia o di nicchia, venga ad avere una importanza ed una rilevanza che a cose normali non avrebbe. Per fare un esempio potremmo citare i telegiornali del periodo estivo, dove le notizie di colore legate alla cronaca mondana diventano protagoniste per riempire gli spazi lasciati vuoti dalla politica.

Credo che si sia verificata una cosa del genere il 16 ottobre 2004, quando vari TG (particolarmente ampio il servizio di Studio Aperto, testata news di Italia 1) hanno lanciato la notizia “UCCISO CHUPACABRAS IN TEXAS”, come se fosse, al di là del titolo ad effetto, un fatto ormai accertato e che sarebbe stato spiegato nel relativo servizio. In realtà la cosa lasciava molti dubbi, sia per come si è svolta la vicenda che per la scarsa somiglianza tra l’animale effettivamente ucciso e l’aspetto che un chupacabra avrebbe secondo i racconti dei testimoni. La parte interessante della vicenda non è l’esistenza o meno dell’animale misterioso ma la facilità con la quale è stata appiccicata alla carcassa l’etichetta di animale alieno, senza presentare alcun tentativo di verifica o, quantomeno, proporre un taglio del servizio che lasciasse adito a qualche dubbio in più.

Il giorno dopo la notizia veniva riportata anche da alcuni quotidiani, ad esempio La Stampa, che però tratta la vicenda con più rigore e meno sensazionalismo, concludendo con appena un cenno al chupacabra “Nell’impossibilità di arrivare a conclusioni certe c’è anche chi ha fatto riferimento al Chupacabra, che secondo il folklore messicano vive nelle zone rurali «ingoiando pecore”. (Da La Stampa del 17/10/2004). Al contrario l’edizione online del quotidiano aveva di nuovo un titolo forte “IN TEXAS, HA MASCELLA DA LUPO E CODA DA TOPO – Ucciso un Chupacabra E’ il mostro dei misteri” (Da La Stampa Web del 16/10/2004) probabilmente nell’intento di farlo meglio risaltare tra le altre notizie pubblicate in rete.

Nelle 24 ore successive alla prima messa in onda comunque la notizia sparisce nel nulla, non viene ripresa in alcuna edizione successiva, nemmeno per smentire o aggiungere qualche particolare.
Probabilmente la ragione della rapida e relativamente ampia diffusione della notizia va ricercata in un argomento di sicura presa sul pubblico che è arrivato in un momento in cui mancavano altre hard news ed inoltre “comodo” per i giornalisti perché dotato di immagini sufficientemente crude da impressionare il pubblico. Una volta che ne aveva parlato un TG, gli altri non hanno voluto correre il rischio di bucare la notizia e quindi l’hanno riportata anche loro con un taglio praticamente identico.

Che la notizia non fosse rilevante di per sé è dimostrato da un comunicato Ansa del 5 febbraio 2004 (http://www.ansa.it/ansalatina/notizie/notiziari/mexico/20040205192032835353.html) che dava conto di una battuta di caccia a questi misteriosi animali svoltasi in Messico e che non è stato rilanciato dai media italiani. Ed un altro evento, simile a quello di ottobre, verificatosi a Elmendorf., sempre in Texas, il 31 luglio 2004 (http://www.earthfiles.com/news/news.cfm ID=759&category=Environment)

Un alieno fra noi?
Domandiamoci allora perché lo sfortunato animale è riuscito ad accendere così facilmente l’interesse dei media e a farsi identificare quasi immediatamente in un probabile essere alieno.

La risposta la troviamo nell’alone di mistero che circonda i fantomatici Chupacabras, che negli anni sono diventati oggetto di speculazioni fantasiose -pur non essendone mai stata accertata l’esistenza- che li hanno fatti catalogare nei modi più vari: animali domestici alieni sfuggiti a degli extraterrestri che evidentemente avevano deciso di portare il cagnolino a spasso sulla Terra, incroci tra cani selvatici e coyote, il cane da compagnia di Satana (el perro diabòlico) o risultato di esperimenti genetici andati fuori controllo e ovviamente noti ai governi che ne nascondono l’esistenza.
Con questi elementi, che sono comuni alla maggior parte delle leggende metropolitane con in più qualche accenno a complotti governativi aggiunti per buona misura, tanto per rendere il piatto ancor più appettibile per gli appassionati di vicende misteriose.

Ma il Chupacabra è un’altra cosa
In realtà quello che in Sud America viene chiamato Chupacabra (http://www.crystalinks.com/chupacabras.html) è descritto come un essere antropomorfo in grado di mantenere la stazione eretta, di muoversi a balzi, dotato di grandi occhi rossi luminosi, una serie di creste o spine lungo la schiena ed una fisionomia che ricorda molto il tipico alieno dal volto triangolare protagonista di tanta iconografia fantascientifica. Quindi ben poco a che vedere con l’animale ucciso a Lufkin in Texas che, secondo il veterinario che ha eseguito l’autopsia, sarebbe un coyote ammalato di rogna e con una frattura alla mandibola che gli avrebbe conferito lo strano aspetto della bocca, per altri si tratta di un topo-canguro del Texas (Texas kangaroo rat). In ogni caso un animale decisamente terrestre che ha solo avuto la sfortuna di farsi vedere da un fattore particolarmente agguerrito che ha provveduto prontamente ad abbatterlo. Per di più quando è stato ucciso l’animale di Lufkin stava mangiando delle more di gelso, un bel passo indietro per un feroce predatore dalle presunte abitudini vampiresche.

La notizia però è stata raccontata in modo da mettere in risalto tutti i dettagli che potevano sembrare “alieni”, la pelle quasi del tutto glabra evidente sintomo della rogna, la mancanza di sangue, che in realtà andava attribuita ad uno stato di forte disidratazione – inoltre le ferite hanno sanguinato anche se non in quantità-, la strana anatomia della bocca, dovuta alle cause esposte sopra.
Nell’immaginario popolare un animale che: “non sanguina”, ha denti sporgenti, è privo di pelo è il candidato ideale per essere eletto al poco invidiabile ruolo di mostro ed ucciso appena se ne presenta l’occasione.

Notizie o leggende metropolitane?

Altre storie e apparenti avvistamenti sono frequenti in Cile, Messico e altri Paesi dell’America Latina e Centrale, ma i Chupacabras apparentemente sono emigrati anche negli Stati Uniti e sarebbero stati visti in Florida, New Mexico e, come abbiamo visto, in Texas.
In particolare una delle storie che si trovano in rete (http://paranormal.about.com/library/blstory_december03_10.htm) ha ancora più elementi che potrebbero inserirla di diritto nel novero delle leggende metropolitane: è un racconto che una madre fa al figlio di 10 anni, al quale dice che un’amica ha visto uno strano essere vicino a casa. La stessa persona riferisce di una altro caso in cui questa creatura avrebbe attaccato un uomo che si sarebbe salvato a stento riportando ferite al volto, delle quali avrebbe le foto -che comunque non mostra-, ma che non si sarebbe rivolto alla polizia “perché non lo avrebbero creduto”. Un altro aneddoto ancora riferisce di un coniglio domestico che dorme in giardino e del quale all’alba non si trovano che pochi resti: qualche organo e del pelo.
Nell’insieme gli elementi tipici delle leggende sono molti:
-il fatto che la storia sia riportata (2 volte: l’amica alla madre e la madre al figlio).
-la possibile utilità di spaventare il bambino ed assicurarsi che non esca da solo o non si allontani da casa (potremmo considerarla una specie di morale)
-l’uomo che ha le prove ma non può mostrarle perché verrebbe preso per folle.
-l’animale che sparisce lasciando solo qualche resto.

Ad un argomento come questo non desidero dare una conclusione, anche perché sarebbe solo un’altra congettura in un campo che, per definizione, vive solo di esse, credo però di poter affermare che qualche cosa l’abbiamo scoperta: l’animale misterioso forse adesso lo è un po’ meno mentre i mitici chupacabras devono ancora fare la loro prima apparizione pubblica documentata, siamo anche riusciti a ipotizzare quali potrebbero essere le ragioni che fanno arrivare in prima pagina certe notizie, nei casi in cui l’opera di selezione giornalistica risente di fattori esterni (mancanza di altre news, facile presa sul pubblico). Il giudizio definitivo è “bufala”.

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