Subacquea e Farmaci3 min read

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Traduzione in italiano di un articolo pubblicato su immersed del  e tradotta da Carlo Amoretti a maggio del 1998, secolo scorso, quasi 21 anni fa.articolo originale Subacquea e Farmaci di Barbara Kroos PhD

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Mentre indossi la muta un membro della tua squadra di spedizione inghiotte furtivamente una pillola. Questo avrà un qualche effetto sull’abilità del vostro compagno, come membro della squadra, di ritornare dall’immersione in salute e felice o, perfino,… vivo? Il medicinale ti renderà più disposto a narcosi da azoto, tossicità dell’ossigeno, malattia da decompressione, EGA o blocchi inversi? O prenderete semplicemente la peggiore scottatura solare della vostra vita? Data la nostra conoscenza attuale, è difficile da dirsi.

Il medico medio -per quanto familiare con gli effetti di un medicinale sulla terraferma- potrebbe non essere in grado di predire accuratamente come quello stesso medicinale reagirà quando sarà soggetto alle pressioni dell’immersione, che possono alterare il metabolismo. Questo è specialmente vero per i farmaci psicoattivi.

Dal lavoro pionieristico di J.R. Thomas e K.G. Walsh, che negli anni 70 documentarono gli effetti comportamentali dei medicinali a profondità basse fino a 50 piedi / 15 metri, è stata fatta poca ricerca scientifica reale nel campo dei farmaci e dalla subacquea. Delle revisioni della letteratura esistente possono essere trovate in: Textbook of Hyperbaric Medicine di Jain, 2a edizione, Deeper Into Diving di Lippman e Diving Medicine for Scuba Divers di Edmonds ed altri.

Molti fattori ostacolano la ricerca. Come nota Lippman gli effetti dei farmaci non sono sempre costanti in ambienti ed individui diversi. Gli effetti del medicinale possono essere alterati oltre da pressione, cambiamenti nei livelli di azoto, biossido di carbonio ed ossigeno, freddo, fatica, stato mentale, esercizio ed input sensorio alterato. Jain indica che differenti membri della stessa famiglia di farmaci possono variare i loro effetti sotto pressione.

Inoltre potremmo non sapere mai se un subacqueo ha dei guai a causa di un medicinale. La minimizzazione o la negazione dei sintomi possono risultare in problemi che non vengono riferiti. I rapporti di incidenti fatti presso gli ospedali o le camere iperbariche sono post hoc, e spesso le vittime non possono o non vogliono dare i dettagli dei farmaci, prescritti o altrimenti. Anche se queste informazioni vengono fornite non esiste alcun database o sistema di registrazione dei dati stabile. I medicinali non sono uno dei fattori seguiti sistematicamente nei database delle camere iperbariche e nel rapporto annuale del DAN sugli incidenti subacquei. E anche se questi dati venissero raccolti in quantità statisticamente signficative non sapremmo ancora quanto degli effetti dei medicinali sotto pressione siano confusi da altri fattori come idratazione, esercizio, profilo d’immersione, stress, carico di compiti e miscela gassosa respirata.

L’ambiente controllato della camera iperbarica fornisce una migliore fonte di dati scientifici, ma viene fatto sorprendentemente poco lavoro rilevante per la subacquea. Gli esperimenti ottimamente controllati con umani sono rari a causa di problemi etici e di costo ed alcuni ricercatori (es. Feldmeier e altri) sostengono che in medicina iperbarica non sono necessari studi doppi-ciechi. I dati che vengono raccolti tendono ad occuparsi dei farmaci utilizzati per trattare infezioni, ustioni, ferite ed ictus ed è probabile che si occupino di ossigeno iperbarico. L’ossigeno iperbarico (HBO) è ossigeno puro, non le miscele ossigeno-azoto o heliox usate dai subacquei. Esiste della ricerca con animali ma

 

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