Il Paese del non lavoroschadenfreude

Spread the love

E’ quasi il 1° maggio, festa del lavoro, ma “il Paese del non lavoro”Potrebbe essere il titolo di un libro sull’italia, ma…il solo titolo sarebbe lapidario e non chiarisce il concetto, non voglio dire che in Italia non c’è Lavoro o che gli Italiani sono tutti Pigri e Svogliati, bensì, riflettere sulla deriva antropologica e storica, che ci ha portato ad una decrescita infelice, contrapposta alla decrescita felice descritta da Latouche, insomma da un paese che alla metà del secolo scorso, 1950 e 1960, era celebre per le sue piccole e medie industrie e per l’artigianato di qualità, ad un paese di pensionati o aspiranti tali, nel quale chi lavora si dà un solo obiettivo, fare il meno possibile e guadagnare il massimo, non più lavoro uguale più guadagno, no, non lavoro ma vengo pagato di più, il tutto, come sempre condito dall’invidia per il prossimo .  e la gente pur di danneggiare il prossimo, si causa perfino volentieri, dei danni, ma gode della disgrazia altrui, è così dai tempi dei comuni, 600 e passa anni fa, e così è  anche con i vicini di casa, sia in senso locale che in senso esteso, paesi europei, per cui se c’è un prblema che colpisce la francia o la slovenia o l’austria o la tunisia, cosìda aver toccato tutti i confini in giro da es a ovest e da nord a sud… si è contenti perchè gli altri hanno un problema o subiscono un danno, anche se tale danno poi, inevitabilmente, si ripercuoterà anche su di noi, non ci interessa, li’importante è che il vicino abbia subito un danno, quale che sia… siamo oltrela schadenfreude e direttamente nella celebre storia dell’uomo che si taglia i coglioni, rendendosi impotente, per fare dispetto alla propria moglie

Liked it? Take a second to support Carlo Amoretti on Patreon!