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lavooro furbetti e furbastri

del lavoro ho scritto qui e qui, ma anche qui, oggi ne ho scoperta una nuova, mi arrivano newsletter di varie agenzie interinali e, messaggi su facebook messenger, di cui ho scritto qui e qui, ma la cosa di fondo è la stessa: con la scusa di predare e fare leva sulla voglia di lavoro di chi è disoccupato, cercano di attirare le persone a cliccare sui google ads posti su siti farlocchi creati a bella posta e che promettono posti di lavoro, in portoghese con siti del brasile o dell’estonia. altri giocano su url che richiamano atri siti, come i diffonditri di fake news usano url che richiamano nomi di giornali: “il fatto quotidaino per il fatto quotidiano, ” corriere della siera, per corriere della sera”, stanza, per la stampa, e via discorrendo, ora ci sono anche neuvoo, che non so chi scimmiotti di preciso, ma wickedin, mi pare una simil-clonazione evidente di linkedin, social network incentrato, appunto, sul lavoro

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siti lavoro, capito l’inghippo, forse?

Sono disoccupato da quasi quattro anni, lo scrivo spesso e non me ne vergogno perchè, non è colpa mia se questo paese non è in grado di offrirmi un posto di lavoro, al centro per l’impiego, mi prendono in giro e mi offrono solo corsi assurdi, l’ultimo è stato un corso per imparare a scrivere un curriculum, e poi, per rimediare alla mancanza di formazione, ho solo una laurea, mi hanno proposto un corso per diventare nail artist e acconciatore, poi ho frqeuetato un master in comunicazione e giornalismo, sempre con la speranza di trovare un lavoro nel settore della comunicazione, nel quale sguazzo ormai da tanti anni, e visto che anche per fare il magazziniere ormai chiedono massima età di 19 anni ma, al contempo, almeno 20anni di esperienza, il che vuol dire che uno avrebbe dovuto già lavorare come magazziniere 10 anni prima di nascere, oltre che durante la gestazione, lavoro minorile?

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immersione notturna

Ripubblico un mio articolo sulla immersione notturna, o night dive, per chi vuol fare il fighetto, pubblicato su Sub nel 2007 o ditorniImmergersi di notte è una delle esperienze più affascinanti del mondo subacqueo, anche il punto di immersione più spoglio e privo di interesse col buio si ammanta di mistero e si anima di vita, l’esperienza dell’immersione notturna non cela particolari difficoltà ma richiede un minimo di preparazione.

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Il primo elemento a cui viene da pensare è sicuramente come fare a portare la luce in un luogo, o meglio in un momento, che ne è privo. La soluzione è prontamente disponibile in qualunque negozio di attrezzature subacquee e in ogni centro noleggio di un diving center, ed assume la forma delle innumerevoli lampade, torcie ed illuminatori tra cui scegliere quello che meglio si adatta alle nostre necessità. Per quanto riguarda la luce, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, nella notturna il senso della misura è imperativo: “poco è meglio”. Infatti è con apparecchi di illuminazione non esageratamente potenti si ottengono i migliori risultati, si ha una lunga autonomia, si illumina ugualmente bene ciò che vogliamo vedere e si riduce la probabilità di abbagliare il compagno (e di essere, a nostra volta, abbagliati). Piuttosto sarà molto importante pensare alla fonte di luce più in termini di ridondanza che di potenza, infatti, sarà opportuno dotarsi di almeno una fonte di luce secondaria da affiancare alla prima e con un ruolo di backup se questa dovesse avere dei problemi. Se ci è possibile portare anche una terza luce, magari una microtorcia riposta nella tasca del jacket, non ci procurerà un intralcio eccessivo e ci assicurerà di non rimanere mai al buio. Tanto per fare chiarezza, se mi perdonate il gioco di parole, il problema non è il “rimanere al buio” che in sé non comporta particolari problemi, ma le difficoltà sorgono al momento di navigare in immersione senza luce e, soprattutto, nel leggere gli strumenti. A questo proposito c’è da ricordare che disporre di un computer con display retroilluminato ci risparmierà qualche fastidio, non nell’eventualità, come vedremo remota, di non avere alcuna luce, quanto perché potremo leggere comodamente i dati senza essere costretti a scomode manovre per illuminare il display.

Trovarsi completamente al buio in condizioni normali è particolarmente improbabile in quanto significherebbe che si sono esaurite le batterie, o si sono allagate, almeno quattro fonti di luce. Infatti, dovrebbero cessare di funzionare le nostre luci ed anche quelle del compagno; se poi siamo in gruppo e portiamo due torce o illuminatori a testa l’evento “buio” praticamente diventa impossibile. Da quanto detto appare evidente come di notte il sistema di coppia arrivi ad assumere un ruolo più importante del solito, infatti il buio, oltre alle difficoltà pratiche che abbiamo appena visto, è un fattore predisponente allo stress e un problema anche minimo, come potrebbe essere l’incaglio in una lenza, si trasforma più facilmente del solito in panico. Ecco che il non essere soli può essere un “calmante” perfetto che mantiene l’eventuale difficoltà entro limiti più che gestibili. Ecco che per aiutarci a mantenere il sistema di coppia ci faremo di nuovo aiutare dalla tecnologia, dotandoci, e facendo dotare il compagno, di una lambada stroboscopia o lampeggiante che segnali immediatamente la nostra posizione nel caso di separazione. Una valida alternativa, anche se meno potente come erogazione luminosa, può essere l’impiego delle cosiddette luci chimiche, attenzione però al tipo che si utilizza, alcune hanno problemi a resistere alla pressione e, se si allagano, hanno una durata ed una intensità molto ridotte dalla diluizione dell’elemento chimico luminescente.

D’altro canto c’è da dire che individuare il compagno dal quale ci siamo eventualmente separati, in notturna è molto più facile. Infatti, la sua luce ci permetterà di localizzarlo in pochi istanti, anche se nascosto da qualche elemento del fondale, grazie all’alone di luce prodotto. Per aiutarci a trovarlo possiamo anche prendere in considerazione di spegnere per qualche istante la nostra fonte luminosa.

Sempre a proposito di luce c’è da ricordare che in acqua la luce si diffonde più che in superficie e quindi le fonti luminose nostre e del compagno creeranno una sorta di “bolla” illuminata che si sposta con noi nell’esplorazione della zona, difficilmente quindi sarà davvero buio.

L’immersione di notte ci permette di scoprire i posti già conosciuti sotto un aspetto totalmente nuovo e, le prime volte, sarà addirittura consigliabile immergersi proprio in luoghi con i quali si ha già confidenza. La zona immersa probabilmente non la riconosceremo che in parte, però avremo dimestichezza con le particolari caratteristiche del punto di entrata ed uscita dall’acqua. A questo proposito non dobbiamo dimenticare di predisporre qualche luce che ci aiuti a ritrovare “la strada di casa” al termine dell’immersione. Una tecnica piuttosto comune è quella di posizionare due luci, molto usare quelle gialle di segnalazione dei cantieri stradali, poco distanti l’una dall’altra e ad altezza leggermente diverse. Rientrando sapremo che, se le vediamo una sopra l’altra stiamo navigando nella corretta direzione, se le vediamo come punti luminosi separati staremo seguendo una rotta diversa da quella prevista. Da ricordare che dobbiamo adeguare anche la segnalazione di “uomo immerso” e quindi adottare una boa che, al posto della bandiera segansub, abbia una luce intermittente bianca o gialla. Le cose cambiano, ma di poco, se ci immergiamo dalla barca, qui avremo solo da assicurare una lampada stroboscopica sulla catena dell’ancora, in modo da avvistarla con facilità al ritorno. Se ne disponiamo potremo anche metterne più di una a varie quote per semplificare ancora il compito di chi guida. Se scegliamo di posizionarne soltanto una in fondo alla cima, sarà importante non porla in prossimità del fondale. Infatti, se la posizioniamo a 4-5 metri da esso la renderemo molto più visibile e ci assicureremo anche che non venga danneggiata da eventuali movimenti della catena.

 

La preparazione all’immersione, oltre ai punti già visti, comuni a tutti i casi, dipenderà poi dal nostro livello di esperienza. Se è la prima volta che ne effettuiamo una sarò opportuno pensare ad alcuni altri aspetti, in particolare ai segnali e all’attrezzatura. I segnali più comuni, come Ok e “ho un problema” si trasformano: il primo in un ampio cerchio effettuato con la torcia, che vale sia come domanda che come risposta, ed il secondo in un movimento alternato della stessa in senso verticale. Per richiamare l’attenzione il movimento sarà invece orizzontale. Gli altri segnali, quelli più complessi come, ad esempio, far vedere il manometro, richiedono l’uso della luce per illuminare la mano che esegue il segnale o lo strumento che si desidera mostrare. Durante queste procedure è motlo importante non puntare mai direttamente la luce in volto al compagno, in quanto ne sarebbe abbagliato e i suoi occhi dovrebbero ricominciare da zero il processo di adattamento alla visione notturna. A questo proposito è importante ricordare che in condizione di scarsa luminosità i nostri occhi vedono meglio gli oggetti posti nelle zone laterali dell’area di visione, è quindi meglio non fissare direttamente qualcosa di non illuminato, ma guardare leggermente a lato.

 

Prima di effettuare la nostra prima immersione notturna, un utile esercizio sarebbe indossare l’attrezzatura a casa al buio, magari senza bombola per praticità. In modo da acquisire familiarità , ad esempio, con le varie regolazioni del gav e poterle effettuare e trovare al tatto, senza farci guidare dalla vista. Questa pratica poi ci sarà comunque utile in tutte le immersioni. Sempre se si tratta della prima volta potrebbe essere consigliabile iniziare con una immersione da terra, entrando in acqua bassa e procedendo verso la profondità in modo graduale. Magari faremo in modo di iniziare l’immersione al tramonto così da immergersi quando c’è ancora un po’ di luminosità residua per ammortizzare il primo impatto con lo stupendo mondo subacqueo notturno.

Una regola che vale un po’ per tutte le notturne è comunque quella di scendere in acqua con le fonti luminose già accese, così da accertarsi che funzionino ed anche, cosa da non sottovalutare, facilitarne il recupero nel caso che ci sfuggissero di mano e non fossero assicurate al resto dell’attrezzatura.

Per la cronaca si deve ancora registrare il caso di chi ha fatto un’immersione notturna ed ha sinceramente detto che non la trovava affascinante e interessante, con la giusta, e semplice, preparazione che abbiamo visto sarà uno scherzo aggiungere una nuova entrata al nostro libretto di immersioni, e spianare la via per nuove esplorazioni.

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biografia

lavoro

Domani tornerò per l’ennesima volta al centro per l’impiego, sperando che mi aiutino a trovare lavoro, cosa di cui dubito, le mie esperienze le ho già raccontate qui e qui, mz proverò ugualmente anche se il fatto che mi abbiano detto che preferiscono che il lavoratore si trovi lavoro da solo mi pare indicativo della loro capacità e voglia di trovarmi lavoro. oltre che dell’utilità dei centri per l’impiego al di là della loro funzione di dare un lavoro pubblico a chi ha le giuste conoscenze,  e non intendo, una profonda cultura giuslavoristica o amministrativa, ma chi conosce le giuste persone che attive nella politica locale, sono in grado di dare loro un impiego

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biografia Europa media viaggi

inviato all’estero

Bruxelles

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Ho fatto l’inviato-ordinario-non speciale-a pasqua nel 2007, per la rivista SUB, per la quale ho scritto da giornalista per un po’ di anni, così che quando, nel 2007 la redazione fu invitata a mandare un giornalista a seguire una conferenza  del DAN EUrope, mi chiesero se sarei stato disponibile ad andare, fare qualche foto, scrivere un pezzo e loro mi avrebbero rimborsato le spese di viaggio e Hotel, ovviamente accettai e fu così che passai il week-end di pasqua 2007 a giro per Bruxelles,

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Pensate

Una televisione accesa 24 ore al giorno 7giorni su 7 -24/7-che trasmette un unico canale , sul quale chiunque, in qualsiasi momento, può trasmettere quello che vuole, senza: giornalisti, registi, conduttori o alcun altro tipo di intermediazione… ed avete una immagine di cosa sono i social network:

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spazi nei quali chiunque trasmette, condivide, icontenuti che vuole, siano essi scritti di propria produzione o copiati da altre fonti, fotografie, realizzate da loro o riprese da altri siti web, e via discorrendo

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biografia

Ci siamo?

Inizia così ma è una china ripida e scivolosa, temo

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ritrovato in una vecchia cartella del pc

ho ritrovato questo testo in un file rimasto in fondo ad una vecchia cartella di chissà quanti PC fa, è del 2006, mq io lo trovo tutt’ora divertente e quindi lo posto quile NOTE D’INSTALLAZIONE di moglie 1.0

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L’anno scorso un mio amico ha effettuato l’aggiornamento da Fidanzata 6.0 a Moglie 1.0, ed ha scoperto che quest’ultima ha una tale occupazione di memoria da lasciare pochissime risorse di sistema per altre applicazioni.

Egli ha anche notato che Moglie 1.0 ha la tendenza a generare processi-figli, che consumano ulteriori preziose risorse. Vi e’ inoltre un altro fenomeno negativo, non indicato sulla documentazione del prodotto, la cui probabile presenza era stata ravvisata da altri utenti.

Non solo infatti, Moglie 1.0 si installa in modo tale da essere lanciata per prima all’inizializzazione, e controllare cosi’ tutte le attività del sistema; ma inoltre, come lui ha

avuto modo i scoprire, alcune applicazioni, come Poker Notturno 10.3, Ubriacatura 2.5 e NotteAlPub 7.0 non riescono più a partire, mandando in stallo il sistema appena lanciate, anche se esse funzionavano perfettamente prima dell’installazione di Moglie 1.0. L’applicazione Calcetto 2.2 inoltre funziona a tratti.

All’installazione, Moglie 1.0 installa anche alcuni “Plug-in” indesiderati come Suocera 55.8 e Cognato in versione beta. Di conseguenza, le prestazioni del sistema

decadono inesorabilmente con il passare del tempo.

Ecco alcune caratteristiche che sarebbero gradite nella versione 2.0 di Moglie:

1) un pulsante “Minimizza” o “Disabilita Temporaneamente”;

2) un pulsante “Dacci un taglio” o “Vatti a fare un giro”;

3) un programma di disinstallazione che, senza perdite di tempo e di risorse, permetta di

rimuovere Moglie 1.0 senza conseguenze future sulle funzionalità del sistema;

4) un’opzione che consenta di far funzionare il gestore di rete in modo promiscuo, e che

consentirebbe di fare un uso maggiore della funzionalità di prove hardware.

Personalmente, per evitare i problemi causati da Moglie 1.0, ho deciso di installare piuttosto Ragazza 2.0.

Anche cosi’, comunque ho avuto parecchi problemi. Apparentemente e’ impossibile installare Ragazza 2.0 direttamente su Ragazza 1.0; occorre prima disinstallare

Ragazza 1.0.

Altri utenti mi hanno detto che si tratta di un bug di vecchia data.

Da prove effettuate mi sembra che le due versioni di Ragazza entrino in conflitto nella gestione delle porte I/O. E’ strano che non abbiano ancora corretto un errore cosi’ evidente. Cosa ancora peggiore, il programma di disinstallazione di Ragazza 1.0

non funziona bene, lasciando alcune “fastidiose tracce” nell’applicazione del sistema.

Ma il fatto più fastidioso e’ che tutte le versioni di Ragazza aprono continuamente una finestra di dialogo che decanta i vantaggi del fare l’aggiornamento a Moglie 1.0.

AVVISO DI BUG (questo e’ veramente grandioso)

Moglie 1.0 ha un bug non documentato. Se si prova ad installare Amante 1.1 prima di disinstallare Moglie 1.0, Moglie 1.0 cancella, senza possibilità di recupero i file Soldi.dll e Casa.dll prima di effettuare l’auto disinstallazione.

Quindi Amante 1.1 rifiuterà d’installarsi, segnalando la mancanza di risorse di sistema.

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MUTA SCUBAPRO NOVA SCOTIA 6.5

 – Nino Toci – foto Matias Civitella

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La prova in mare di pochi numeri fa si è concentrata sulle caratteristiche della muta semistagna Nova Scotia 4 millimetri che è una delle novità proposte da Scubapro per la stagione 2012. Nova Scotia esiste anche nella versione da 6,5 millimetri che, per l’azienda, è da anni un vero e proprio “classico”. Infatti, il primo modello di Nova Scotia è stato presentato una dozzina di anni fa, intorno al cambio di secolo. Questo potrebbe portare a considerare Nova Scotia una muta ormai vecchia, tanto come concezione che come materiali e taglio. In realtà in questi dodici anni l’unica cosa che Scubapro ha lasciato immutato è il nome del modello, mentre le caratteristiche della muta hanno continuato ad evolversi costantemente, anno dopo anno, con l’applicazione di nuovi materiali, con l’utilizzo di modelli di taglio aggiornati e con l’aggiunta di caratteristiche.

Ecco che la Nova Scotia 6,5 che abbiamo ricevuto per questa prova in mare è praticamente una muta totalmente nuova, eccetto che nel nome, come abbiamo detto. Di fatto anche il taglio della versione 2012 è stato rinnovato per migliorare ulteriormente la vestibilità dei modelli da uomo e da donna ed adattarsi alle rinnovate caratterstiche del tessuto.

Nell’estrarre Nova Scotia 6,5 dalla confezione la prima cosa che si nota è che è molto leggera per essere una muta da sei millimetri e mezzo. La spiegazione di questo fatto la dobbiamo ricercare nel tipo di neoprene con la quale è confezionata. Scubapro, infatti, ha portato alla sua semistagna il materiale della linea di mute Everflex, linea di mute umide realizzate da vari anni in neoprene, appunto, Everflex.

Questo tessuto è realizzato con una spugna di neoprene estremamente flessibile ed elastica, le cui celle sono in grado di estendersi in tutte le direzioni, rendendo quindi la muta molto comoda e poco limitante nei movimenti. Nell’indossarla prima dell’immersione scopro che il rivestimento interno è realizzato in microplush, con un rivestimento di heliospan, di colore rosso. L’heliospan è un rivestimento capace di trattenere un sottile strato di acqua che, riscaldandosi rapidamente a contatto con il corpo e non potendo fuoriuscire dalla muta, si comporta a tutti gli effetti come un ulteriore strato isolante che si aggiunge alla protezione termica già fornita dai 6,5 millimetri di neoprene. L’indossamente risulta facilitato dal plush, che facilita lo scorrimento del tessuto sulla pelle, anche se a prima vista Nova Scotia sembra essere più stretta della reale taglia. Questo è dovuto proprio all’elasticità del neoprene Everflex, che essendo molto elastico tende a fasciare molto il corpo. La vestione è solo apparentemente più difficile e, una volta che la muta è indossata, non ci sono pieghe o spazi che possono fare “effetto soffietto” e quindi creare una circolazione d’acqua che ridurrebbe la protezione termica. In particolare l’elevato livello di isolamento termico è dovuto alle tenute presenti a collo, caviglie e polsi. In queste due ultime zone troviamo degli “acquastop” costituiti da uno strato interno ed uno esterno, con quello interno rivestito in silverskin per facilitare lo scorrimento sulla pelle ed aumentare la tenuta. Il doppio strato consente di indossare il guanti e i calzari “a sandwich” tra i due strati in modo da rendere la chiusura quasi stagna. A livello del collo si trova un doppio strato, di cui il lembo interno, di 3mm per assicurare il comfort, è rivestito in glideskin sulla superficie a contatto con la pelle e che è progettato per essere risvoltato all’interno come si fa con l’acquastop dei collarini delle mute stagne in neoprene. Entrando in acqua si nota come questi accorgimenti siano efficaci: infatti non c’è praticamente alcun ingresso di acqua e manca totalmente la sensazione spiacevole dovuta all’acqua fredda che si infiltra nella muta. Questo doppio strato si abbina al collare del cappuccio che si inserisce tra i due strati per ultimare la chiusura.

La cerniera stagna è in posizione convenzionale, cioè posiziona posizionata da spalla a spalla. Ma si tratta di una nuova cerniera prodotta da TIZIP. Finora Scubapro aveva utilizzato la TIZIP classica, realizzata in gomma e con i denti della cerniera posizionati all’interno delle due bande di materiale plastico. La nuova TIZIP si chiama MasterSeal e funziona con un tessuto robusto e rivestito in poliuretano termoplastico che si completa di robusti denti. Quando il cursore, realizzato in lega metallica per resistere alla corrosione, unisce i due lembi. i grandi denti in plastica li bloccano in posizione con una forza notevole. Inoltre il cursore lavora sui denti ma senza toccare la parte di nastro in tessuto o la superficie che realizza la tenuta delle guarnizioni, in questo modo aumenta la longevità della cerniera. Questo nuovo tipo di TIZIP si rivela particolarmente flessibile e non dà fastidio addosso, un dato molto interessante visto che la Nova Scotia è così elastica che un elemento rigido si avvertirebbe in modo rilevante. Come detto in apertura, Scubapro ha aggiunto anche delle nuove caratteristiche. Tra queste troviamo un robusto rivestimento in tessuto antiabrasione che è applicato alle spalle e sulla seduta, cioè nei punti più sollecitati; rispettivamente dal contatto con gli spallacci dell’equilibratore e con la panchetta della barca o gli scogli su cui ci si siede per entrare in acqua dalla riva o per mettere o togliere il gruppo scuba o le pinne. Anche le ginocchiere, che sono realizzate in Tatex, servono a proteggere il neoprene.

Tra le altre novità troviamo una tasca con cerniera che è applicata a livello della parte esterna della coscia destra. In acqua la tasca si rivela molto pratica, consentendo di ospitare vari accessori come un pedagno o una lavagnetta che risultano più facili da raggiungere rispetto a quando sono stivati nelle tasche del jacket. Inoltre un anello all’esterno della tasca fa il paio con il piccolo moschettone in plastica che è stato applicato al cappuccio e che si rivela l’ideale per avere il cappuccio con sé prima dell’immersione, senza doverlo tenere necessariamente in mano.

Nova Scotia 6,5 millimetri porta l’eredità di questo modello classico ad un nuovo livello che riteniamo possa soddisfare le necessità di tutti i subacquei, anche i più esigenti e con una versatilità che la rende ideale praticamente tutto l’anno in acque temperate.

Dati della prova: Nova Scotia è stata testa in immersione nelle acque dell’isola del Giglio nei giorni 27 e 28 aprile 2012.

Caratteristiche principali
Materiale: Neoprene 100% Everflex
Spessore: 6,5 mm, cappuccio 6mm con giroviso da 3mm
Cerniera: posteriore “spalla-a-spalla” T-zip MasterSeal,
Colori: nero con motivo decorativo grigio scuro sul petto, grafiche silver

Caratteristiche: doppio sigillo in a polsi, caviglie e collo, ginocchiere in Tatex, rinforzi interni sulle giunzioni delle cuciture,
Versioni disponibili: uomo e donna
Taglie: Uomo S, M, ML, L, XL, XXL – Donna XS, S, M, L, XL

Didascalie

Acqua…acqua4= foto di apertura

Collo.jpg Il collo di Nova Scotia è in due strati da 3mm. Quello interno si ripiega per assicurare la tenuta.

Tasca.jpg La tasca posta sulla coscia destra può accogliere accessori e ospita l’occhiello per agganciare il cappuccio.

Tizip.jpg La nuova cerniera Tizip MasterSeal utilizza un nuovo sistema di chiusura, estremamente robusto.

Heliospan.jpg Il rivestimento interno di colore rosso è in heliospan, un tessuto in grado di aumentare la protezione termica.

Muta.jpg NovaScotia aderisce bene al corpo grazie all’elasticità dell’everflex, quindi il nuoto non risente particolarmente di attriti dovuti ad eventuali pieghe.

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Europa politica Senza categoria società

Ius Soli

Si è tornato recentemente a parlare di Ius Soli dopo che l’argomento negli ultimi mesi, era scomparso dai Radar dell’informazione italiana, ma vi era stato spesso negli scorsi anni, comunque, lo Ius Soli, è come l’Herpes, scompare ma, poi, ritorna a farsi vivo, che cos’è? è il diritto ad acquisire la cittadinanza di un Paese, in questo caso l’italia, semplicemente perchè la nascita è avvenuta in tale paese, è contrapposto allo Ius Sanguinis, latino per diritto di sangue, che indica, invece, il diritto di cittadinanza acquisito perchè i genitori hanno una data cittadinanza e quindi, la trasmettono ai figli, una specie di cittadinanza congenita, per semplificare, perchè si riparla di Ius Soli? credo che, purtroppo la ragione sia la stessa di tante altre cose: la Politica non sa come affrontare determinati problemi, come la stagnazione economica, anzi ormai recessione conclamata del Paese e, quindi, cerca di distrarre i Cittadini con argomenti che i cittadini stessi riterranno troppo complicati e quindi rinunceranno a capirli o anche solo ad informarsi in merito, ma saranno comunque distratti dalla realtà e quindi  non faranno attenzione a quanto avviene davvero in Italia e quindi non criticheranno la Politica che, intanto veleggia, come può verso le elezioni europee. Cosa ne penso dello Ius Soli? ne penso poco, anche ammesso che la mia opinione in merito interessasse a qualcuno, dello Ius Soli o non Ius Soli onestamente non potrebbe importarmi di meno, perchè l’interesse non può scendere nella scala negativa, e perchè ne scrivo allora? semplicemente perchè vorrei farmi una opinione e scrivere è un modo di costringermi ad informarmi per scrivere in base a fatti e dati acquisiti, invece che in base al sentito dire, comunque che il fatto che uno nasca in un Paese e ne diventi un cittadino, penso che abbia, nella situazione attuale di immigrazione selvaggia e priva di regole, un bel po’ di aspetti rischiosi, negativi, e ben pochi positivi, al di là della mera questione in punta di diritto.

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Ritengo, infatti, che essere cittadini, corrisponda ad acquisire una identità nazionale e che questo, specialmente nel caso dell’Italia, non sia banale,e, comunque, comporti molto di più del nascere in uno specifico territorio, quindi il criterio geografico mi sembra poco adatto, perchè carente, a definire una nazionalità, come avverrebbe con lo Ius Soli. infatti, è evidente che il solo fatto di avere i Natali in un posto invece che in un altro, non comporta, al contrario del crescerci ad esempio, una trasmissione divalori identitari e culturali, per banalizzare, è come andare in viaggio una sola volta nella località X, della quale in precedenza nulla si sapeva, e certo nulla si sa al ritorno dal viaggio, e dirsi cittadini del tal posto, voi che avete visitato una sola volta parigi, vi direste Francesi o Parigini? io non credo.

Per altro, nella situazione attuale di emergenza migratoria, dare il via allo Ius Soli, significherebbe vedere moltiplicare il numero di donne migranti che affronterebbero il viaggio nelle ultime settimane di gravidanza al solo scopo di partorire in italia o, quantomeno su una nave battente bandiera italiana e che naviga nelle nostre acque territoriali, per poter far avere ai figli la cittadinanza italiana dalla nascita, quindi non sarebbe una gran furbata, ma vallo a spiegare all’attuale classe politica… che punta solo a rimanere nelle posizioni che ha vinto, alla lotteria della fortuna?

secondo me sì