Volevo scrivere un articolo2 min read

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qui sul blog, ma la voglia mi è passata non appena ho cominciato a scrivere sulla tastiera, forse sto diventando matto o, forse, semplicemente sono nella fase down di un disturbo bipolare che mi sto autodiagnosticando in completo isolamento dalla realtà, that way lies madness, nel caso stia davvero impazzendo, così sia, una volta impazzito, ma davvero, potrò dire che davvero non mi importa più niente del resto del mondo, pechè scrivo questo? grazie della domanda, lo scrivo perchè una psicologa 4 anni fa mi ha consigliato di scrivere, e, quindi scrivo, che vorrei anche che diventasse la mia professione, in vita mia mi hanno detto che leggo e penso troppo, del leggere sono drogato, il mio problema è trovare qualcosa di nuovo da leggere, qualcosa che sia appassionante, poi penso e penso e i miei pensieri tendono ad attorcigliarsi in un circolo vizioso che non porta ad alcuna conclusione ma solo ad altri pensieri che si avvolgono su se stessi, fino ad arrivaread un gomitolo inestricabile perfino da me stesso, figuriamoci da un altra persona, d un’altra ci vuole l’accento o no, boh chi se lo ricorda e, fondamentalmente, chi se ne fotte? un adoratore della grammatica, io no di certo, mi disse un professore di lettere in seconda superiore che mancavo di rigore perchè non riuscivo a finire di leggere quello che lui chiamava un capolavoro:

La montagna Incantata di Thomas Mann 755 pagine di immensa, iniminnaginabile sfracellamento di coglioni su due ricoverati in uun sanatorio di montagna, in Svizzera o in Baviera, ma -in realtà. sarcazzo dove e chi se lo ricorda, Google forse, vediamo dov’era?

in Svizzera, nel sanatorio per tubercolotici di Davos, dove il protagonista Hans Castorp trascorre un periodo e conosce il signor Nafta, forse Ebreo, ma dopo oltre trent’anni il ricordo si fa nebuloso e, comunque, come ripeto, m’importa una sega, citazione di bassa lega raggiunta da Massimo Ceccherini,fine pensatore che ha detto, o gli è stato attribuito “ho capito che non posso stare simpatico a tutti ma, m’importa una sega!” appunto. Comunque un massacro testicolare pari a quello provocato dalla montagna incantata, mi era capitato solo con Goethe, i Dolori del Giovane Werther che, almeno, Spoiler, alla fine si spara in testa, poteva farlo magari a pagina 2 e risparmiare a milioni di lettori, la sofferenza tra ‘inizio e quel mai raggiunto troppo presto finale?

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