stay and play vs scoop and run4 min read

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Mi è tornata in mente la questione, un tempo piuttosto dibattuta in altri ambiti dello stay and play vs scoop and run, due approcci molto diversi al soccorso, ancora più rilevanti in questo tempo di auto, e moto- mediche e meno di ambulanza, una volta, tantotempo fa, ricorrere all’autoambulanza o, come veniva chiamata da molti ex-contadini ignoranti, alcuni lo fanno ancora o lo facevano nel 2018, nel 2019 non so, la “tombulanza” o anche l’atombulanza, gli apostrofi, materia e argomento spesso dubbio, sono ormai in via discomparsa grazie ai cellulari, sui quali paiono essere difficili da digitare, di certo, almeno in certe zone dei sociale, sicuramente più complicati rispetto al 111!!! che di solito segue lo sveglia!!! 1!1!1!!!!111, e il “massima diffusione” che a me fa scattare la voglia di prendere a ceffoni l’autore, sia beninteso, non a scopo di violenza gratuita, lungi da me, ma a scopo di rieducazione, se necessario con metodo ludovico (cit.) altro mododi dire che è un misto tra una moda e, temo, una passiva imitazione di altri, se non forse un vero e proprio meme.. Comunque a prescindere dalla autoambulanza o dall’automedica,la questione di fondo è nell’approccio al soccorso, se una persona cade a terra- anche perchè al momento, non si è ancora dato il caso e non si darà finchè l’universo manterrà la tradizione della forza di gravità, una delle poche cose su cui ormai si può fare affidamento- il caso di una persona o altro grave, inteso come massa dotata di peso, che cada verso il cielo, di solito, come tutti siamo abituati a vedere, le cose e le persone, se cadono, tendono a cadere verso il suolo, in realtà verso il centro della terra, per la gravità, nonostante che siano passato 400 anni da quando newton ne enunciò la presenza.

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Facciamo un piccolo scenario, un marciapiede o una pubblica piazza, al centro di cui, il centro per praticità, vale ugualmente un lato o un angolo, ma diciamo il centro, un passante inciampa e cade, un altro passante lo vede e, in un attimo di attenzione, sempre più rara, per il prossimo, decide di chiamare il 118 o, meglio il112 che dovrebbe essere il nuovo numero europeo di emergenza, o comunque un qualche soccorritore professionista, seppure sarebbe bene che la gente tornasse a dare una mano in prima persona invece di delegare sempre ai professionisti, cosa che, cela, credo, la voglia di fare il proprio dovere nel modo più indolore possibile e senza farsi coinvolgere in prima persona e , men che mai, senza assumersi alcuna telefonata.
A quel punto l’operatore del 118 o 112 che si voglia, invierà un mezzo di soccorso dal quale, una volta giunto sul posto, scenderà un soccorritore e/o un medico che si approccerà al caduto e dovrà stabilire le sue condizioni e quindi decidere cosa è meglio fare per lui, la metofologia scoop and run prevede che il caduto venga raccolto su una barella, caricato a bordo dell’ambulanza e portato rapidamente, più o meno a seconda di quanto grave sarà valutata la situazione, in ospedale dove altri accerteranno le condizioni, faranno una diagnosi e, imposteranno una terapia, ovvero quello che deve fare un medico, questa è la metodologia scoop and run, ovvero, in italiano “raccogli e corri”, lo stay and play invece prevede che, lì, sul posto il medico,valuti, diagnostichi ed inizi la terapia, un esempio può essere la CPR in caso di arresto cardiorespiratorio, o la steccatura di una frattura che non ha bisogno di essere operata, stay and play può essere tradotto con rimani e gioca, cioè fermarsi sul posto e cercare di fare quello che si può con i mezzi a disposizione

è chiaro che sono approcci diversi, ogni ente di soccorso avrà le proprie politiche in merito, sulla base dei protocolli e delle direttive della asl, oltre ad altre considerazioni come, ad esempio la distanza dall’ospedale, ad esempio un soccorso in zona remota dovrebbe teoricamente deporre a favore dello stay and play, mentre nel caso di un soccorso di fronte all’ospedale sarà più indicato, o più pratico l’approccio scoop and run, magari il pronto soccorso è pochi metri, ma ci sono stati casi di cronaca in cui una persona caduta, collassata, davanti all’ingresso del pronto soccorso, è rimasta a terra perchè quel giorno, o quell’orario specifico, era il turno di intervenire di un’altra unità di soccorso o ente di assistenza, credo che una occhiata alle cronoche deglianni scorsi potrebbe far scoprire che i casi di mancato soccorso “perchè non “toccca a noi” sono più di quelli che si potrebbe ritenere

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