L’Era dei CMS3 min read

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Io sono arrivato tardi alla realtà ed al lavoro di Internet, solo ai primi del 2000, poi ho recuperato ed ho avuto una partita IVA dal 2002 al 2009 e realizzavo siti web per terzi, a quei tempi si creavano le pagine HTML, prima, poi HTML più CSS e per imparare c’era internet e i manulai, ma, dalla prospettiva di oggi 2019, quella era la preistoria, eppure i dinosauri non c’erano già più, eccetto che in Jurassic Park, già i siti web dinamici, cioè che mostravano, sulle pagine HTML dei fati estratti da un database erano visti come una tecnologia più futuribile che attuale edi i CMS ancora erano in fase embrionale, si cominciava allora ad affacciare sulle scene il PHP, che poi sarebbe esploso e diventato una tecnologia comune ed alla portata di chiunque, ma allora era, ripeto, appena una novità, c’erano ancora in giro siti web realizzati con Coldfusion, io lavoravo principalmente con Dreamweaver che al tempo, era ancora un software, costosissimo, sviluppato da Macromedia, che lo avrebbe poi ceduto ad Adobe nel2005, ma al tempo era uno standard, così come, in precedenza lo era stato, per fortuna per breve tempo, Microsoft Frontpage, che, divenuto celebre e famigerato perchè faceva molte cose con tecnologie allora oscure come Intellisense che, poi, sono state sussunte (dal verbo, italiano sussumere, spiegato qui da Javascript e dalle librerie di funzioni preconfezionate presenti ad esempio in Adobe Dreamweaver, comunque, a quei tempi, una volta creata una pagina web, statica o dinamica che fosse, era necessario caricarla sul server web, di solito una cartella specifica indicata dall’hosting scelto, per anni ho usato, con soddisfazione, Seeweb che poi, è diventato la base di Tophost, che uso con soddisfazione e consiglio, a chiunque anche prima dei più celebri Aruba e certamente prima di Wix e Squarespace, innanzitutto perchè la server Farm è in italia e ciò semplifica molto gli adempimenti se si devono rispettare le prescrizioni del GDPR e raccogliere dati degli utenti, altrimenti con server all’estero diventa una cosa davvero complicata soddisfare quanto previsto dalla normativa e dalle imposizioni della mai abbastanza maledetta, normativa sulla privacy, che ono 16 anni che ci impone di mettere firme in quantità su moduli assortiti per fare qualunque cosa, anche se stiamo utilizzando dati nostri e non sensibili e non siamo personalità politiche, insomma una complicazione del tutto non necessaria della burocrazia italiana che più che un vezzo è un vero e proprio vizio tutto italiano, non proprio definibile come un vanto nazionale. Comunque, avanti veloce fino agli anni 2010 e questa dimensione artigianale del web sostanzialmente scomparsa, travolta ed affossata dalla diffusione massiccia dei CMS, cosa sono i CMS? prima di tutto spiego l’acronimo Content, Management, Sistem, ovvero, Sistema di Gestione dei Contenuti. Wikipedia lo definisce: “In informatica un content management system, in acronimo CMS (sistema di gestione dei contenuti in italiano), è uno strumento software, installato su un server web, il cui compito è facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando il webmaster da conoscenze tecniche specifiche di programmazione Web.” che di fatto è quello che fa, articolo originale qui.
Fondamentalmente si tratta di una serie di interfacce che semplificano all’utente finale il lavoro di inserire i propri contenuti nel sito web, se fosse così facile sarebbe bello non vedere più le pagine news, o i blog aziendali, aggiornati a una data ormai passata da qualche anno come spesso accade, ma sic transit gloria mundi e far capire ad un titolare di azienda per quanto piccola “giovane e dinamica” si descriva nelle brochure aziendali, che le news, per essere tali, devono essere aggiornate quotidianamente, è una sfida quasi impossibile, da qui l’agenzizzazione dilagante, cioè l TENDENZA DI CHIUNQUE Dalle aziende ai piccoli artigiani di rivolgersi non più ai webmaster professionisti, artigiani come loro, ma sempre più spesso affidarsi ad una agenzia che si occupa di tutto, o promette di occuparsi di tutto, con costi promozionali che sono più bassi di quelli del singolo e che, dovrebbe, grazie al supposto maggiore personale, poter curare ogni aspetto del sito internet, ivi compresi SEO e SEM senza costi aggiuntivi, ma quando mai?, la chiave sono gli account manager, bravissimi a vendere pacchetti di servizi, un po’ eno a garantire che i servizi vengano effettivamente erogati, ma tando nessuno controlla mai…

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