Continuare o fermarsi?3 min read

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Credo di averlo già scritto, ma lo scorso anno, di questi tempi, 7mesi dopo la laurea triennale, conseguita il 21 febbraio 2018, mi sono iscritto ad un corso di laurea specialistica, in sociologia e ricerca sociale, scrivo questo perchè? perchè, per me, scrivere è un modo e un’occasione per riflettere, mettere in ordine le mie idee ed arrivare ad un giudizio sulle mie decisioni, quindi, perchè l’ho fatto?, da una parte perchè:

xv

mi sono reso conto che l’Italia non offre nessuna prospettiva e, tuttavia non sono in grado di emigrare in quanto ho mia madre 81enne con cui vivo, che ha bisogno di assistenza e pensare di metterla in una casa di riposo è troppo costoso, quindi sono costretto a rimanere in Italia e sperare di trovare un lavoro, penso forse che una laurea specialistica, mi aiuterà a trovare lavoro? sinceramente

non lo credo in quanto al momento c’è un clima che vede con sospetto chiunque abbia studiato, e la conoscenza ha un valore di mercato pressoché

pari a zero, se non inferiore, e quindi perchè studiare ancora?

non ho una risposta, la sto ancora cercando, credo che in parte sia perchè,

non trovo la forza di dire a me stesso che, a quasi 48 anni, è l’ora di dirmi adulto e smettere di perdere tempo in quella che ormai da molti anni, in Italia, è l’università: un parcheggio di gente in attesa di trovare un futuro ed iniziare a vivere, mi rendo anche conto che iniziare a vivere alla mia età è tardi, come è tardi per fare qualsiasi cosa, in parte sono rassegnato a quello che vuole il destino, anche se la mia rassegnazione è, appunto, parziale, il mio spirito si sente ancora quello di un 20enne che, per citare guccini: a 20 anni è tutto ancora in piedi a 20 anni si è stupidi davvero, a vent’anni è ancora chi lo sa?, citazione letterale da Questa domenica in settembre: “Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età,
oppure allora si era solo noi non c’ entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu… “. Ma i vent’anni li ho vissuti già, 27 anni fa, nel 91 e le scelte stupide le ho fatte, o non fatte, allora, ed ora non posso tornare indietro perchè la freccia del tempo va solo in avanti e le acque del fiume della vita scorrono una sola volta e in una sola direzione e, una volta passate, non ripassano più, almeno non per chi, come me non crede in un aldilà, per me, una volta che cessa la circolazione e la mente muore, è finita, stop, fade to black [dissolvenza al nero] the end, la fin, it’s over, il disco è finito, la partita è chiusa e non c’è altro, non c’è un bis e neppure un qualche teaser del sequel o altro spezzone in mezzo ai titoli di coda, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, ma è finita e le parti del corpo torneranno all’universo come polvere di stelle, i pensieri pensati scompariranno come una memoria non più alimentata e, quel che rimarrà di ciascuno di noi sarà la memoria che abbiamo lasciato nelle persone che continueranno a vivere dopo di noi

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