Resilienza4 min read

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Resilienza

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Negli ullimi anni, la parola Resilienza ha acquisito una vasta popolarità e una altrettanto ampia, diffusione, al punto quasi, da poterla definire un termine decisamente in voga.
Come accade a tutte le parole che entrano in voga, anche Resilienza vive un periodo in cui è molto usata, diffusa e, diciamo, portata in palmo di mano, per poi, quando la moda o la voga, cesserà, Resilienza tornerà ad occupare il suo posto di pari rango con tantissime altre parole della lingua italiana, in una pagina, non necessariamente oscura, del dizionario o di una enciclopedia, ma proprio perchè “parola di moda” rendiamole omaggio co un approfondimento su cosa si intende con questo termine e al concetto stesso di Resilienza che, proviene dalla Psicologia, e vediamo in che modo è stato preso dal pubblico ed in che modo viene utilizzato nella sua parabola effimera ma attualmente al picco della sua diffusione-sempre che anche per i vocaboli, si possa-come credo-utilizzare il modello di “ciclo di hype” che negli ultimi decenni del 20° secolo e-in modo particolare-con la nascita e la diggusione di internet si è affermato anche in questi primi quasi 20 anni del XXI° secolo come un percorso ideale che molte idee, e novità di mercato, attraversano nella loro carriera di passaggio dall’oscurità, più o meno profonda, attraverso un periodo di luce che, fatalmente, le riconduce poi nell’oscurità di partenza che, nel caso di resilienza si nasconde addirittura tra i lemmi del dizionario di Latino, a scelta o a preferenza del lettore se IL Castiglioni e Mariotti o altro dizionario con cui si è diventati “amici” ai tempi della scuola.
Resilienza, infatti, ha origine dal verbo latino resiliere che nasce dall’unione del prefisso “re-” ql verbo “salire” che significa l’azione del salire come attualmente in italiano ma anche saltare indietro, ritornare rapidamente, di colpo e poi, si è esteso al significato di rimbalzare, ripercuotersi e simili termini tutti, per caso, adatti anche a descrivere anche l’atteggiamento della persona resiliente ovvero di chi ha la caratteristica della resilienza. Oggi sempre più apprezzata come caratteristica psicologica più che come semplice caratteristica fisica di un materiale per cui il termine era originariamente in uso. In particolare vale la pena di notare come Resilienza, pur derivando, come abbiamo appena detto, dal latino, è arrivata in italiano non direttamente ma, di rimbalzo, dal francese e dall’inglese, per il tramite della rete, e di quale rete? Questa domanda non può avere, nel 2019, che una risposta: ma internet ovviamente, che, negli anni ha preso su di sé, fino a racchiudere e a identificarsi interamente con il significato stesso di rete, con una traslazione, da “rete di computer” a Rete tout-court”. Internet è nata e si è sviluppata negli Stati Uniti e , quindi, è nata in inglese e sulla base della lingua inglese, e poi, quando si è allargata a partire dai server del Cern di Ginevra dopo l’idea di Tim Berners Lee, di creare il sistema del world wide web, ovvero la rete mondiale, e, ritornando al nome originale, possiamo ricordare che ce ne è rimasta traccia in quel www, che sono le tre lettere iniziali del protocollo, o, più propriamente, servizio: W3, appunto iniziali dell’acronimo World Wide Web che ancora oggi troviamo alla radice di ogni URL o indirizzo internet, le celeberrime “www”come, ad esempio in , “www..il sito che mi pare…” e così, resilienza è partita dal latino, ha poi girato quasi tutto il mondo per poi tornare a noi, in forma quasi immutata come ortografia ma, durante questo viaggio di lunghissima durata, quasi 2000 anni, si è caricata di moltissimi significati ed ha giocato diversi ruoli, in diversi ambiti: dalla filosofia alle scienze sociali, passando anche per la psicologia e per l’ingegneria e la scienza dei materiali, in ogni caso è rimasto sostanzialmente identico il significato: un materiale o una persona, il cui carattere o, meglio, le caratteristiche del cui carattere, hanno un’attitudine, un talento o una qualità tali da consentirgli di “rimbalzare” dopo l’urto contro una difficoltà, un ostacolo o, metaforicamente, uno scoglio che gli si para di fronte, sempre in modo metaforico potremmo identificare la resilienza con i mare le cui onde battono e ribattono su uno scoglio che, per la natura rocciosa che gli è propria, usualmente non si sposta nè si altera, almeno nel breve periodo, sotto l’azione delle onde, e poi, l’acqua si ritira e torna a scontrarsi con la roccia, ancora e ancora, senza lasciarsi abbattere dalla inamovibilità della roccia stessa.

Può trattarsi di un’attitudine, di un talento, di una risorsa positiva, di una qualità che ci appartiene. Una volta scoperta possiamo perfezionare quella qualità e pensare all’ambito della nostra vita in cui la utilizziamo naturalmente per estenderla anche alla situazione problematica che stiamo vivendo. In questo modo è possibile un cambiamento.

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