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biografia

Scrittura di quasi 40 anni fa 1983-1984 o giù di lì- già “In un Castello Feudale”

A quel tempo frequentavo la seconda media ed avevo 12-13 anni, se gli anni nel mondo nuovo contano e si contano come nel mondo vecchio e rimangono valide le regole dell’aritmetica del secolo scorso, alle scuole medie ci facevano scrivere, come nel caso del tema “Vita in un Castello Feudale” che di seguito trascrivo da un quaderno ritrovato dopo anni di giacenza in soffitta, fino al q993, poi in un sottotetto che a chiamarlo mansarda sarebbe glorificarlo troppo, poi una ventina di anni, dal 1997 al 2016, poi un nuovo sottotetto che qui viene chiamato tuttavia, soffitta e, finalmente estratto nel 2019 a rivedere la luce in attesa di essere conferito al riciclaggio della carta, un filo di ecologia suvvia,

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biografia Europa politica

il gande male del nostro Paese

Oggi andrò a sostenere la prova preselettiva per un concorso per un posto di lavoro al comune di Prato, so già che non la passerò perchè, come ogni concorso i 21 posti in palio, sono ambiti, si sono iscritte più di 5000 persone e, più che “posti in palio” direi posti già assegnati perchè, in un Paese nel quale il 70% di chi cerca lavoro, in realtà, cerca un posto dove essere seduto al caldo e fare il meno , ma portare a casa uno stipendio che li traghetti verso la pensione, comunque il 70% degli italiani sogna ed agogna un posto pubblico, poche responsabilità, nessuna tolleranza per l’iniziativa personale e “spalle arrotondate” che si lasciano scivolare addosso qualsiasi lavoro venga loro assegnato, a fronte di csì tanti aspiranti ci si aspetterebbe che la selezione del concrso servisse solo a selezionare i più qualificati…

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Sarà perchè il futuro è brutto

che mi sono rintanato nel passato, nel senso dei ricordi, ho trovato uno scatolone di vecchi quaderni di circa 37-38 anni fa, primi anni 80, 1983 perla precisione, quando ero in 1 e seconda liceo insieme ad altri delle scuole medie, e so che andava di moda il diario invicta e, stranamente, la NFL e le sue squadre, oltre ad altre cose del periodo, come i quaderni di fiorucci e think pink e mazinga Z, insomma sono finito in pieno trip anni ’80 del secolo scorso e, proprio perchè da quasi 48enne single e non occupato, che pare suoni meglio di disoccupato, ridotto a vivere con mia madre, uso badante, di una 81enne furba ed abituata ad avere sempre ragione lei, insomma una vita brutta con prospettive di peggiorare… in un paese, l’italia che ha un futuro che non è quello che immaginavamo egli anni ottanta, the future is not what it used to be.

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Certo, l’ascensore sociale è fermo da decenni e non da alcun segno di essere prossimo a ripartire e, giusto per dare soddisfazione all’istinto umano di trovare un colpevole, dirò che la crisi e la globalizzazione, insieme a classi dirigenti povere non economicamente ma culturalmente e mentalmente ci hanno ridotto a questo, insomma in realtà sto cercando una seconda opportunità di vita e, spero, di futuro, ma, come disse Yoda “difficile da prevedere è il futuro, sempre in movimento esso è, credo si riferisse al fatto che il futuro dipende dalle scelte del passato e su questo, non oso contraddire la saggezza di yoda, ma nella mia esperienza pur essendo vero, penso che in massima parte, se non del tutto, il futuro dipenda dal caso e che le cose che si possono fare, od omettere di fare, abbiano ben poca influenza su di esso, cioè se io avessi avuto i soldi per aprire una rivendita di tabacchi, so per certo, che la gente avrebbe smesso di fumare, tutta insieme e , di botto, e allora? allora nulla, mettiamoci anche il fatto che il mondo è del tutto nuovo e la scuola degli anni 80 non ci ha minimamente preparato al futuro che non poteva -oviamente-prevedere e quindi continuo a pensare che la migliore formazione sia una formazione aperta a tutto, che dia gli strumenti da adattare ad ogni situazione contingente, invece di preparare schemi di gioco che, poi, non saranno applicabili perchè a che pro imparare a memoria le sequenze di mosse di apertura degli scacchi se si finirà a giocare a bowling o a flipper?

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biografia società

Cronache dalla surrealtà o vicende surreali

Pistoia, mercoledì 9 ottobre 2019, sono a mangiare una pizza con un compagno di classe delle scuole elementari, al tavolo accanto c’è una coppia composta da un signore sulla 50ina ed una signora di età simile, accompagnati dal loro cane, un meticcio di razza imprecisata e molto tranquillo che tenevano accanto al loro tavolo e non dava fastidio a nessuno anche se, con la pioggia che c’era fuori, un po’ di odore di cane bagnato si sentiva, e non è piacevolissimo, ma i proprietari lo tenevano tranquillo a pacche sulla testa, non difficile visto che era di altezza medio alta, insomma un cagnolino tipo un pony, decisamente non un taglia toy o nana e altrettanto certamente nemmeno un bassotto, mangiamo una pizza per uno e la coppia non so cosa perchè non sono uso ad occuparmi di cosa fa al suo tavolo chi ha un tavolo vicino a quello dove sonoseduto io. io ed il mio amico parliamo di cose del passato e lo aggiorno su alcune cose del gruppo di amici che abbiamo brevemente condiviso negli anni ’90, il tutto conun tono di voce assolutamente normale, giusto il minimo per sentirsi in un locale mediamente rumoroso ma nella norma. Le Pizze, ottime, sono presto finite ed anche la coppia all’altro tavolo ha finito la sua cena e si alza per uscire, cane compreso, il signore si avvicina al tavolo e si rivolge a me dicendo “scusi, lo sa che questo è un locale pubblico e non si può parlare degli affari propri… io rimango interdetto perchè, ripeto, sono certo di aver parlato a volume normale, comunque mi scuso e la cosa finisce lì. -Poi ci ripenso tipico caso di esprit d’escalier– che è spiegato qui . Comunque la riflessione è semplice:

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  1. non ero, e non sono al corrente di una legge che vieti di parlare in pubblico degli affari propri, o altrui se per quello.
  2.  il signore non era obbligato ad ascoltare, poteva, ad esempio infilarsi, a fondo, un coltello nell’orecchio, con una ragionevole certezza di non fare danni al suo cervello.
    Per me la cosa è spiegabile solo come: bisogno di riaffermare la propria importanza, forse agli occhi della compagna,  frustrazione da  ipo-dotazione, visto il maxi cane, che spesso, come la macchina grande è un tentativo di compensare carenze peniche o, più spesso, cerebrali, ma comunque sono certo di aver incontrato un elettore a cinque stelle dell’8 marzo 2018 e un esemplare di scemo del villaggio, purtroppo tanti ce ne sono in giro e “essere un idiota è spiacevole ma non illegale” (cit. da Codice d’onore).

 

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viaggi

le mucche sulla luna e su marte

Siamo ormai vicini a tornare sulla Luna, e probabilmente a costruirci una Colonia che, nei prossimi 20, 30 anni, sarà usata comebase e come fabbrica èer fare da scalino per raggiungere, e colonizzare, Marte. la rotta è tracciata, da decenni ma in questi ultimi tempi c’è un’accelerazione nella percezione e nella coscienza comune, lentamente, si sta facendo spazio l’idea che era normale negli anni 60 ma che, in seguito all’arrivo sulla luna nel 1969 si è affievolita anche se allora molti erano printi a partire per sfuggire ad una Terra che veniva vista come pronta a slatare in aria per un riscaldamento, avvertito come imminente, della guerra fredda, inoltre le voglie rivoluzionarie poi esplose nel ’68 erano un’altra spinta alla conquista dello spazio, certo era un altro mondo, ma mi sento di invidiare gli adolescenti di oggi che saranno ancora giovani tra trent’anni e  pronti ad essere esploratori dello spazio, mentre la mia generazione allora sarà una generazione di vecchi o di morti, chissà, che di esplorare avrà poca voglia, a 47 anni mi sento già pantofolaio e non pronto a cambiare non Città o Paese ma, addirittura pianeta, ma comunque quello che sto pensando è che sulla luna come, poi, su marte, serviranno delle mucche per produrre latte e formaggio, e non è una sfida da poco visto che sulla luna le mucche non possono pascolare, e al momento neppure su marte, sia perchè è poco pratico fare indossare ad una mucca una tuta spaziale da superare tuta spaziale, sia perchè non c’è nulla da brucare nè sulla luna ne su marte e, quindi diventa giocoforza più semplice farle vivere in habitat pressurizzati e riforniti di fieno, ma il problema è che, presumento che la fisiologia delle mucche non cambi anche nello spazio la produzione di latte dovrebbe proseguire comunque, ma il problema è di logistica, non è facile ne economico portare sulla luna l’acqua e il fieno per e mucche, anche se la produzione di gas, in ottica amarziana, potrebbe aiutare con la terraformazione e con la produzione di una atmosfera di metano e contribuire ai biocarburanti, ma ci saranno sicuramente sfide tecniche e agroalimentari d superare, ma non credo che i coloni vorranno bere solo latte di soia o di riso che, nella mia esperienza almeno, non sono nemmeno lontani succedanei del latte di mucca e non è che i formaggi o i loro surrogati, tipo il tofu, siano molto migliori

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