Sarà perchè il futuro è brutto2 min read

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che mi sono rintanato nel passato, nel senso dei ricordi, ho trovato uno scatolone di vecchi quaderni di circa 37-38 anni fa, primi anni 80, 1983 perla precisione, quando ero in 1 e seconda liceo insieme ad altri delle scuole medie, e so che andava di moda il diario invicta e, stranamente, la NFL e le sue squadre, oltre ad altre cose del periodo, come i quaderni di fiorucci e think pink e mazinga Z, insomma sono finito in pieno trip anni ’80 del secolo scorso e, proprio perchè da quasi 48enne single e non occupato, che pare suoni meglio di disoccupato, ridotto a vivere con mia madre, uso badante, di una 81enne furba ed abituata ad avere sempre ragione lei, insomma una vita brutta con prospettive di peggiorare… in un paese, l’italia che ha un futuro che non è quello che immaginavamo egli anni ottanta, the future is not what it used to be.

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Certo, l’ascensore sociale è fermo da decenni e non da alcun segno di essere prossimo a ripartire e, giusto per dare soddisfazione all’istinto umano di trovare un colpevole, dirò che la crisi e la globalizzazione, insieme a classi dirigenti povere non economicamente ma culturalmente e mentalmente ci hanno ridotto a questo, insomma in realtà sto cercando una seconda opportunità di vita e, spero, di futuro, ma, come disse Yoda “difficile da prevedere è il futuro, sempre in movimento esso è, credo si riferisse al fatto che il futuro dipende dalle scelte del passato e su questo, non oso contraddire la saggezza di yoda, ma nella mia esperienza pur essendo vero, penso che in massima parte, se non del tutto, il futuro dipenda dal caso e che le cose che si possono fare, od omettere di fare, abbiano ben poca influenza su di esso, cioè se io avessi avuto i soldi per aprire una rivendita di tabacchi, so per certo, che la gente avrebbe smesso di fumare, tutta insieme e , di botto, e allora? allora nulla, mettiamoci anche il fatto che il mondo è del tutto nuovo e la scuola degli anni 80 non ci ha minimamente preparato al futuro che non poteva -oviamente-prevedere e quindi continuo a pensare che la migliore formazione sia una formazione aperta a tutto, che dia gli strumenti da adattare ad ogni situazione contingente, invece di preparare schemi di gioco che, poi, non saranno applicabili perchè a che pro imparare a memoria le sequenze di mosse di apertura degli scacchi se si finirà a giocare a bowling o a flipper?

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