Scrittura di quasi 40 anni fa 1983-1984 o giù di lì- già “In un Castello Feudale”3 min read

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A quel tempo frequentavo la seconda media ed avevo 12-13 anni, se gli anni nel mondo nuovo contano e si contano come nel mondo vecchio e rimangono valide le regole dell’aritmetica del secolo scorso, alle scuole medie ci facevano scrivere, come nel caso del tema “Vita in un Castello Feudale” che di seguito trascrivo da un quaderno ritrovato dopo anni di giacenza in soffitta, fino al q993, poi in un sottotetto che a chiamarlo mansarda sarebbe glorificarlo troppo, poi una ventina di anni, dal 1997 al 2016, poi un nuovo sottotetto che qui viene chiamato tuttavia, soffitta e, finalmente estratto nel 2019 a rivedere la luce in attesa di essere conferito al riciclaggio della carta, un filo di ecologia suvvia,

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Lavita nel castello d imio padre nel sud della Francia, comincia all’alba, Oggi mio padre, poichè è il giorno in cui compio 12 anni, come regalo mi porterà a caccia con lui insieme con alcuni nobili nostri amici.

I Servi stanno strigliando i nostri Cavalli, Ora siamo nel cortile davanti al ponte levatoio che si abbassa cigolando. Partiamo in sei al galoppo verso la foresta, passiamo per un sentieri stretti fra gli alberi e facciamo attenzione a che i vavalli non si feriscano, altrimenti i loro proprietari saranno costretti ad andare a piedi.

Mio padre davanti a tutti, vede un bellissimo Cervo a poche decine di metri di distanza, in una radura, i cani fiutano una pista e corrono verso un cespuglio dove, da bravi levrieri stanano un altro cervo.

Io, armato di arco, a differenza degli altri, armati di spiedi, lancio una freccia che colpisce l’animale alla zampa, questo si mette a correre e, stavolta, con un altra freccia riesco a colpirlo in pieno collo, la bestia stramazza a terra, perdendo molto sanguee muore poco dopo. Gli altri del gruppo mi fanno le congratulazioni ed Io sono molto emozionato, è la mia prima preda e salto dalla gioia, il mio cavallo, impaurito, si impenna e mi sbalza di sella, gli altri ridono e io mi rimetto in piedi, constatando di non aver riportato danni, fortunatamente sono caduto in un prato con erba molto alta che ha attutito il colpo, intanto i guardiacaccia prendono il cervo che ho abbattuto ed uno ucciso dagli altri del corteo e lo portano al castello; uno del gruppo ha un falcone di nome “artiglio” che parte in volo 3 appena avvistata una martora, si lancia in picchiata e la afferra con i suoi potenti artigli e la riporta al proprietario il falco viene incappucciato di nuovo e legato, mentre la martora finisce nel carniere. E’ il momento di rientrare e ci avviamo di nuovo verso il castello. Là, dopo un pasto frugale andiamo a riposare sui pagliericci, duri, delle nostre stanze, nelle torri d’angolo del muro a cortina. Stasera si terrà un banchetto e mangeremo la selvaggina catturata che sta venendo cucinata dal personale addetto, io vengo mandato a letto, mentre mio padre parla con i nobili, ascoltando il suono di una cetra suonata dal menestrello. Anche oggi ci siamo alzati all’alba, per andare a ritirare le corvée dai contadini, mio padre indossa la sua armatura e costringe anche me a farlo, per timore che i contadini si ribellino in armi. Invece le cose si svolgono nella maniera consueta: i contadini, intimoriti dalla scorta di 50 uomini, non pensano neanche  ad attaccare e ci consegnao le tasse guardando preoccupati il convoglio, nel pomeriggio si terrà un torneo al quale parteciperà anche mio padre. Siamo arrivati tutti nel luogo del Torneo, dopo un rapido e leggero pasto, mio padre si preparerà per il torneo, sfiderà il vincitore di altre quattro tornate, I Cavalieri Sir FRancis, Ser George e Ser Jacob I torneo è molto emozionante, i primi due a sfidarsi, Ser Francis e Ser George sono entrambi eliminati, cadendo entrambi al primo scontro, poi è il turno di mio padre, Ser Gerard, che si scontrerà con Ser Jacob. Vince quest’ultimo perchè a mio padre si spacca lo scudo e cade a terra senza danni.

Giudizio del Docente “La tua Cronaca della vita al castello è piacevole, sufficiente per le notizie che offre, abbastanza curata nella ricerca di un linguaggio appropriato, Potevi fare delle considerazioni, attenzione all’ortografia.

 

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