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Scienze della comunicazione, non si direbbe

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Marco sono io… ma non ditelo in giro

A Pistoia, nel 2018 e anche nel 2019 ci sono molti, non dico moltissimi per non essere additato come fomentatore di odio, ma solo come additatore di verità, ma ci sono in giro tanti, almeno per me, non sono in grado di offrire una misura standard che non so neanche se esista, ma comunque ci sono in giro molte persone che chiedono l’elemosina, alcuni personaggi storici, altri, come la signora maria, che credo lo faccia occasionalmente, ma molti vivo di espedienti ed alltri sono utili e simpatici come le zanzare d’estate, e vivono parassitando la, società civile, appostandosi fuori da tutti i supermercati a chiedere qualche spicciolo, ne ho già scritto varie volte qui, nel corso del 2018 quando cercavo di avviare un piccolo negozio in franchising con il risultato di aver speso tutti i miei pochi risparmi e dovendo vedere entrare numerosi accattoni che entravano in negozio salutando e chiedendo qualche spicciolo io, fesso, quando potevo glieli ho dati, dopotutto un negozio si può privare di un euro o due, poi alla fine, chiude, è naturale, se non c’è lavoro si chiude e, infatti, il toner discount di pistoia ha chiuso e non riaprirà, i signori epson, brother, hewlett packard, hp, invece continueranno a incassare i prezzi assurdi delle loro cartucce originali, visto che le persone sembrano preferire gli originali e pagarli volentieri 1,5 volte più dei prezzi che gli facevo io, ma pur di comprarli online ci pagavano anche le spese di spedizione, convinti di risparmiare, affari loro, comunque nel tragitto casa-bottega andata e ritorno, circa 1 km andare e uno a tornare ho calcolato che, in media, incontrassi un accattone ogni 250 metri, la maggior parte sono ancora tutti negli stessi punti e ogni volta che vedono un passante gli chiedono qualche spicciolo o il pane o l’acqua perchè hanno fame, c’è chi gli dà qualcosa, chi si offre di portarli a mangiare qualcosa in un bar, ma a quel punto scatta il “dai almeno dammi 2 euro per un caffè, oppure il “sì” ma dammi almeno cinque euro o il “ma poi mi dai anche qualche soldino?” perchè evidentemente devono dare quei soldi a qualcun altro che del cibo non se ne fa niente. Una volta un anno fa e anche di più uno di questi diversamente bianchi, perchè la correttezza politica non ammette che si definiscano le cose con il loro nome proprio quindi guai a dire che la bandiera italiana è bianca rossa e verde, al massimo, si può definire un tricolore e, grazie, che si possa ancora dire gli azzurri per la nazionale, quando un più corretto, la squadra blu con la casacca di un colore simile al blu ma mescolato con il bianco ed altre panzane simili, comunque a questa persona di colore che mi rivolse la parola per chiedere l’elemosina, risposi cordiamente ed intavolai un dialogo, da persona civile. Gli chiesi da dove venisse e mi rispose “ma da pistoia” si ed io vengo da marte, ovviamente. Comunque mi chiese il mio nome ed io, invece di dirgli il mio, inventai un estemporaneo “marco” perchè temevo che poi mi avrebbero chiamato per nome ogni 2×3 ed io preferisco girare anonimanente solo per farmi i fatti miei, ad oltre un anno di distanza, invece quello che succede è che

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servirebbero gli Schiavi

Davvero, sembra che in Italia, nel 2019 andrebbe reintrodotta la schiavitù, in quanto tutti vogliono guadagnare con il lavoro degli altri,

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priorità

O mancanza di priorità, ci sono vari titoli che potrei usare ma in generale credo che il mio scrivere sia solo un modo per crogiolarmi nella depressione, se di depressione si tratta, o qualunque nome abbia la mia condizione umana anche se, a dire il vero.

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Erpetologia meristematica comparata

Signore e signori, state per assistere alla nascita di una nnuova disciplina, un momento, più unico che raro, nasce infatti in questo momento l’erpetologia meristematica comparata, della quale il sottoscritto è

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Indietro Savoia!

Emanuele Filiberto di Savoia, figlio del figlio dell’ex Re d’Italia, Umberto 2°, ha annunciato che la Famiglia Savoia è pronta a Tornare in Italia, paese dal quale sono stati espulsi, esiliati per la precisione, in seguito all’entrata in vigore della Costituzione del 1948 il primo gennaio del 1948 appunto, Emanuele Filiberto, nato e cresciuto in svizzera e che ama farsi chiamare principe di Piemonte, per quanto il piemonte sia una regione da ormai 70 anni e quindi non abbia più un Principe, non essendo un principato, per me se lo desidera, può anche farsi chiamre principe di Galles o delle Asturie e, perchè no? anche principe di piemonte… in Italia, al momento, nel 2019 l’idea di monarchia sembra un filo anacronistica a l sottoscritto almeno e sarebbe un grande salto indietro nella nostra storia, un po’ come se, visto che la Raggi non riesce a fare molto a Roma, si proponesse di reintrodurre i Cesari ed il senato Romano, un salto indietro di circa 2000 anni che ignorerebbe, appunto 2000 anni di progresso sociale, politico e umano che, piaccia o no, sono intercorsi da quando Roma fu fondata, si stima intorno al 750 avanti Cristo, ma nel tempo e , al tempo, non c’era l’attenzione al tempo che è una ossessione che come genere umano abbiamo sviluppato solo recentemente, tra il 19 ed il 20esimo secolo, ma il tempo scorreva come prima e come sempre ha fatto, solo che, presi da cose più impellenti, come il sopravvivere, l’uomo semplicemente, ci faceva meno caso, oi l’esistenza dell’uomo  e anche dell’intero mondo è cambiata da una serie di cambiamenti che si sono affastellati sempre più rapidamente, direi a partire dalla rivoluzione industriale in avanti, è stato creato l’orologio, prima,e  poi i trasporti veloci, vapori, treni ecc. e siamo diventati più attenti agli orari e anche al passaggio dei giorni, dei mesi e degli anni, ma, al contempo, si è persa anche la sensazione della dimensione del tempo, nel senso che, se diciamo, ci vuole un secolo, anche se si intende che occorreranno 100 anni, non sarà molto diverso, nel sentire della persona, dal dire, no ci vogliono altre 4 ore, sensazione che viene anche modificata dal senso interiore di dover fare qualcos’altro o dover essere in qualche altro posto.

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Concludendo, l’uscita di Emanuele filiberto a me sembra perfettamente calata in questo nuovo mondo e nuovo tempo e una società dominata da un sentire nuovo che si forma sui e nei social network, al quale e e ai quali non siamo abituati e che ci lasciamo scorrere addosso e intorno, travolti dal torrente dei media (cit. Todd Gitlin) ma unritorno alla monarchia per me sarebbe del tutto anacronistico e, se mi fosse chiesto se votare a favore o meno, io voterei contro, anche se, nella realtà dei fatti, la democrazia o la monarchia in italia non sarebbero molto diverse, rimarrebbe un Paese basato sulle relazione, solo che invece di essere amici del politico di turno, si cercherebbe l’amico dell’amico del re, e parlo di amicizia nel senso del rapporto amicale vero e differente di per sé dall’amicizia su facebook, Ripeto Savoia? INdietro.

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Recensione di “Pasolini Maestro Corsaro”

Recensione di “Pasolini Maestro Corsaro” di Emanuela Audisio (Italia 2015) di Carlo Amoretti, Elaborato realizzato nel corso del master in comunicazione e Giornalismo Comunika- recensito qui

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Un documentario che esplora la figura e narra la memoria, di Pierpaolo Pasolini a quarant’anni dalla morte (la recensione è del 28 ottobre 2018), il lavoro di Emanuela Audisio è realizzato in modo che, risulta, contemporaneamente, molto efficace e molto personale, con un ampio ricorso a dati biografici insieme a spezzoni cinematografici delle pellicole e degli scritti di Pasolini, inframmezzati, con un efficace montaggio, ad interviste realizzate da persone, quasi tutti intellettuali che hanno conosciuto e, spesso, hanno lavorato insieme a pasolini, ma anche con amici del poeta che aiutano la Audisio a tratteggiare una figura decisamente difficile e, “spigolosa”, aggettivo che ricorre spesso nel documentario per descrivere la personalità, ma anche l’aspetto fisico, del Poeta. Il risultato è un documentario che riesce ad essere coinvolgente ed attuale pur essendo stato realizzato a distanza di tre decenni dalla scomparsa dell’intellettuale Friulano. Il documentario è fedele alla biografia di cui ricalca i passaggi salienti, dalla gioventù a Casarsa della Delizia all’emigrazione a Roma negli anni 50; ma senza evitare di affrontare gli aspetti più conflittuali del personaggio, come la sua omosessualità, la militanza nel partito comunista in un periodo, in particolare quello a cavallo degli anni ’60 e ’70 che pone la sua figura in contrasto con i movimenti sociali dell’epoca, che vengono riassunti nel documentario ed esplorati in rapporto alla Storia e alla biografia di Pasolini, anche in questo caso con ricorso ampio a interviste, quasi sempre con l’intervistato ripreso in primo piano, in modo da dare all’intervista stessa una notevole forza ed una potenza scenica che pone le loro parole in rapporto diretto, quasi personale, con lo spettatore. Sono frequenti anche i richiami alla storia e all’opera di Pasolini, dalle opere d’esordio nella narrativa “Ragazzi di Vita”, al cinema a l’”accattone” fino al tragico epilogo rappresentato dall’uccisione di Pasolini il 1° novembre 1975 ad Ostia. Un Film che sarà, o forse già è, un documento imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi alla Figura,difficile, di un Intellettuale tanto noto quanto poco familiare e poco conosciuto nella Cultura e nella Storia del nostro Paese.

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il 30% degliabitanti della terra sono su Facebook

il 30% degli abitanti del nostro sferico pianeta, lo dico a beneficio di eventuali terrapiattisti che passassero di qui e che, per me hanno tutto il diritto di credere che la terra sia piatta ma non lo è, è sferica, piaccia o no è sferica!

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un nuovo giorno nel mondo nuovo

E così, nonostante la mia volontà, mi sono svegliato anche oggi, 5 novembre 2019, nel mio leto e non in un letto di ospedale o sotto un ponte, quindi dovrei, forse, essere grati di queste piccole, ma significative cose, perchè lo scrivo?

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Documento Identità sì, identità no

La proposta di legge del Deputato Marattin, di Italia Viva (Già PD), di legare il possesso di un account social alla registrazione di un documento di identità, per fortuna, si è arenata prima ancora di iniziare l’iter parlamentare, e, per una volta, forse è un bene che sia andata così, visto che più che una proposta di legge, sitratta, credo, di una boutade per cavalcare la vicenda della senatrice Segre e dimostrarsi allineati a valori identitari della sinistra, come l’essere contro a prescindere, in questo caso contro il nazifascismo, e anche per approfittare dell’occasione per infangare la lega dichiarandoli fascisti e quindi, ipso facto, ineleggibili, sic transit gloria mundi. il fine elettorale non ha funzionato molto bene alla luce dei risultati delle elezioni in Umbria ma tant’è. Il punto che vorrei esprimere non è nemmeno tanto politico o di opportunità, quanto piuttosto, dire che la proposta in se e per se è una stupidaggine, perchè gli offensori anonimi in realtà non lo sono affatto. d’altro canto su internet di anonimo c’è ben poco. ogni qualvolta il nostro laptop o computer fisso o smartphone, va online, specialmente in ambienti wi-fi, in particolare se si usa il sistema DHCP , l’accesspoint wi-fi o il router in caso di rete cablata, assegna al dispositivo, PC o Smartphone che sia, un indirizzo IP, cioè un numero che lo identifica ai fini dei pacchetti di dati che vengono ricevuti ed inviati da tale dispositivo, lo stesso accade anche con connessioni su doppino telefonico, e non c’è dietro un complotto nè nessuno che gestisce la cosa, oppure internet funzionerebbe solo quando gli addetti sono al lavoro e stanno lavorando, tutto sommato meglio un sistema automatizzato il più possibile, più rapido e non dipendente dalle manchevolezze umane. In ogni caso, da quando si riceve quell”indirizzo IP, chiave portante del sistema che si basa, per altro, sul protocollo TCP-IP (per i pochi eletti che volessero approfondire, quihttps://en.wikipedia.org/wiki/Internetworking la spiegazione su wikipedia. In altri termini, l’anonimato delle chiamate non rintracciabili, è un concetto da film di spionaggio, invece questo nuovo mondo. tende ad identificare ciascun abitante sesso, se non di continuo e tenere traccia, grazie ai computer diffusi in sempre più luoghi computer appunto di cosa fa, quando la fa e dove va… una quantità di dati difficile da immaginare nella sua sterminata ampiezza, descritta ad esempio piuttosto bene in un libro come  Mondo Dato di Cosimo Accoto, che, se volete, trovate su amazon https://www.amazon.it/mondo-dato-lezioni-filosofia-digitale-ebook/dp/B01N6SBLYX. si potrebbe pensare che la filosofia abbia poco o niente a cnhe fare o a che vedere con il mondo dei computer, infatti, si tratterebbe più che altro di un problema politico, ma visto che la politica non se ne occupa, la filosofia può, quantomeno, indicare alcune linee di riflessione su cui, è importante che ognuno si formiuna propria opinione

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