Marco sono io… ma non ditelo in giro3 min read

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A Pistoia, nel 2018 e anche nel 2019 ci sono molti, non dico moltissimi per non essere additato come fomentatore di odio, ma solo come additatore di verità, ma ci sono in giro tanti, almeno per me, non sono in grado di offrire una misura standard che non so neanche se esista, ma comunque ci sono in giro molte persone che chiedono l’elemosina, alcuni personaggi storici, altri, come la signora maria, che credo lo faccia occasionalmente, ma molti vivo di espedienti ed alltri sono utili e simpatici come le zanzare d’estate, e vivono parassitando la, società civile, appostandosi fuori da tutti i supermercati a chiedere qualche spicciolo, ne ho già scritto varie volte qui, nel corso del 2018 quando cercavo di avviare un piccolo negozio in franchising con il risultato di aver speso tutti i miei pochi risparmi e dovendo vedere entrare numerosi accattoni che entravano in negozio salutando e chiedendo qualche spicciolo io, fesso, quando potevo glieli ho dati, dopotutto un negozio si può privare di un euro o due, poi alla fine, chiude, è naturale, se non c’è lavoro si chiude e, infatti, il toner discount di pistoia ha chiuso e non riaprirà, i signori epson, brother, hewlett packard, hp, invece continueranno a incassare i prezzi assurdi delle loro cartucce originali, visto che le persone sembrano preferire gli originali e pagarli volentieri 1,5 volte più dei prezzi che gli facevo io, ma pur di comprarli online ci pagavano anche le spese di spedizione, convinti di risparmiare, affari loro, comunque nel tragitto casa-bottega andata e ritorno, circa 1 km andare e uno a tornare ho calcolato che, in media, incontrassi un accattone ogni 250 metri, la maggior parte sono ancora tutti negli stessi punti e ogni volta che vedono un passante gli chiedono qualche spicciolo o il pane o l’acqua perchè hanno fame, c’è chi gli dà qualcosa, chi si offre di portarli a mangiare qualcosa in un bar, ma a quel punto scatta il “dai almeno dammi 2 euro per un caffè, oppure il “sì” ma dammi almeno cinque euro o il “ma poi mi dai anche qualche soldino?” perchè evidentemente devono dare quei soldi a qualcun altro che del cibo non se ne fa niente. Una volta un anno fa e anche di più uno di questi diversamente bianchi, perchè la correttezza politica non ammette che si definiscano le cose con il loro nome proprio quindi guai a dire che la bandiera italiana è bianca rossa e verde, al massimo, si può definire un tricolore e, grazie, che si possa ancora dire gli azzurri per la nazionale, quando un più corretto, la squadra blu con la casacca di un colore simile al blu ma mescolato con il bianco ed altre panzane simili, comunque a questa persona di colore che mi rivolse la parola per chiedere l’elemosina, risposi cordiamente ed intavolai un dialogo, da persona civile. Gli chiesi da dove venisse e mi rispose “ma da pistoia” si ed io vengo da marte, ovviamente. Comunque mi chiese il mio nome ed io, invece di dirgli il mio, inventai un estemporaneo “marco” perchè temevo che poi mi avrebbero chiamato per nome ogni 2×3 ed io preferisco girare anonimanente solo per farmi i fatti miei, ad oltre un anno di distanza, invece quello che succede è cheQuando giro in centro città a piedi, incontro spesso, migranti, termine che spero sia accettabile, che, anche da qualche centinaio di metri di distanza, mi apostrofano come “marco” e poi mi chiedono degli spiccioli che non do più a nessuno, perchè non li ho più, sembra incredibile, ma giro senza soldi in tasca, per evitare problemi, alcuni di loro, magnanimi mi dicono “non hai nulla? no! ok, allora me li darai”e io vivo di questo credito accordato e di un debito che non onorerò pwerchè finchè l AIsituazione rimarrà come quella attuale continuerò a girare senza monete in tasca.

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