L’illusione di internet2 min read

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O, meglio, la disillusione di una rete globale che é stata spinta a forza in gola agli italiani negli anni 90, italiani che la hanno prima avvicinata con diffidenza perché straniera e perché molti che non si erano mai spinti oltre la periferia del luogo dove sono nati ed hanno sempre vissuto, e quindi tutto quello che è nuovo e viene da fuori è, implicitamente, sosèetto e pericoloso e, comunque, da avvicinare con la stessa cautela con la quale ci si approccerebbe ad un cavoscoperto dell’alta rensione, l’introduzione di internet è stata aiutata e promossa da decine di offete di accesso gratuito, in dial-up ovviamente, chi non ricorda in quesgli anni le decine di riviste, sì erano gli anni, gli ultimi, in cui la carta stampata ancora andava di moda, che regalavano un CDRom per l’accesso ad internet e ricorderete anche il tempo atteso ad ascoltare i versi del modem che corteggiava un altro modem al di là della linea telefonica, occupata, per stabilire la connessione, questo suono qui, che a me fa nostalgia a voi, chissà https://www.youtube.com/watch?v=5qWg6cgFnIU . Erano anni diversi e la gente ancora credeva nel progresso, anche gli italiani, per quanto già si stessero gettano i semi dell’ignoranza che poi sarebbe esplosa nel mondo nuovo, fatto di social media e di smartphone, che avrebbero inondato il popolo, quello italiano, che già aveva accolto con entusiasmo i cellulari, nonostante le tariffe elevate dei primi tempi, mentre gli smartphone, sono arrivati, nel 2009-2010 in un mondo già assuefatto ad avere un telefono sempre in mano e, più colorati ed attraenti, sono stati adottati, in massa e solo oggi, dieci anni da allora, si è cominciato a notare atteggiamenti come quelli di chi passeggia con nonchalance. mentre conversa tranquillamente in vivavoce con chi vuole e lo fa a tale volume da raccontare i suoi affari a chiunque condivida con looro lo stesso pezzo di strada o, meglio, la stessa parte di mondo, e così una semplice passeggiata in qualunque, temo, parte del mondo, ormai ci espone a varie lingue e a racconti tipo, la consistenza della cacca del bambino, che a nessuno propriamente nteressano, ma che ci vengono forzatamente fatti ascoltare da genitori orgogliosi, nonni orgoglioni e varie altre persone che non concepiscono nemmeno l’idea che la loro libertà non è assoluta, ma si ferma dove comincia quella degli altri e quindi continua a passeggiare gridando al mondo i propri affari al telefono, molte volte in lingue non familiari e, quindi a volume ancora più alto.

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