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Smarrimento4 min read

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Smarrimento perchè, nel volgere di pochi anni, diciamo dalla metà deglianni 90 del secolo scorso, abbiamo, involontariamente assistito, come cittadini e, quindi come testimoni muti e impotenti ad un progressivo sfaldarsi delle ideologie con le quali chi, come me è nato negli anni70 dle XX° secolo, avevamo convissuto da una vita e, credo, che la cosa sia ancora più sentita da chi è nato qualche anno prima, e perchè la metà degli anni 90 è uno spartiacque così preciso?per varie ragioni, ovviamente non sono uno storico e quindi le mie saranno impressioni ed opinioni piuttosto che teorie storiograficheperò ritengo che gli anni ’90 del XX° secolo siano uno spartiacque osì definito, perchè si pongono anzi, capitano in una congiuntura particolare, initalia come altrove ma, io essedo in Italia edessendo stato qui in quegli anni, non posso sapere come siano andate le cose altrove e quindi mi limito alla prospettiva locale ell’italia, qui, in quegli anni esatti si concludeva un ciclo politico e ideologico che risentiva della recente caduta del muro di berlino e della collegata scomparsa dell’Unione Sovietica che, in ogni caso era sempre stata un saldo punto di riferimento per quella sinistra, cocciutamente o forse stolidamente rivoluzionaria che, fuori tempo, era ancora confusa e ancora attaccata ai sogni di gioventù dei politici che erano ancora prigionieri del sogno rivoluzionario del 968, ad esempio i molti, moltissimi professori di scuola, la maggior parte docenti di lettere, ben rappresentati dai personaggi e dalla trama di film come “la scuola del, guarda caso 1995, ma comunque persone che credevano che il 1968 e la stagione della lotta armata, gli anni di piombo, avrebbero visto inItalia una Impossibile, allora come adesso, sollevazione del popolo che avrebbe trasformato la repubblica nel loro sogno di una repubblica socialista di stampo sovietico, sogno impossibile,ma  legittimo appunto in qualità di sogno che all’alba svanisce, grazie anche a Enrico Berlinguer che non ha mai supportato le spinte più oltranziste interne al PCI ed ad altri leader come Aldo Moro e Bettino Craxi che hanno fatto sì che la repubblica parlamentare reggesse il colpo anche di fronte all’attacco delle brigate rosse e dei movimenti operai degli anni ’60e ’70, come si suol dire, da li in poi è stata tutta discesa, una discesa verso la dissoluzione della politica come la si intendeva negli anni ’50 verso la politica television diretta, come illustra benissimo il politologo, compianto, Giovanni SArtori (13 maggio 1924 – Roma, 4 aprile 2017) nel libro “Homo Videns) che di seguito, insieme all’arrivo ed alladiffusione di Internet, ha segnato e sta segnando questi anni bui dal 2010 in poi, contemporaneamente questi anni, a partire dalla crisi dei mutui subprime in america che, insieme alle conseguenze degli attentati dell’11 settembre 2001, ha innescato la crisi economica Globale che ancora ci affligge a oltre 10 anni di distanza all’avvio della crisi economica americana, questo contesto economico è anche servito a mostrare che il modello di sviluppo capitalistico ha dei seri limiti e che lo sviluppo economico non può in genere, essere eterno perché nulla cresce per sempre, se non, forse i debiti, d’altro canto se il modello capitalistico non è sostenibile, non abbiamo ancora un modello con il quale sostituirlo, un po’ come la democrazia, che si è dimostrato che non è un sistema perfetto, ma è il migliore che abbiamo a disposizione, per citare di nuovo, Sartori “Sarà, questa, maggiore democrazia. Ma per esserlo davvero a ogni incremento di demo-potere dovrebbe corrispondere un incremento di demo-sapere. Altrimenti la democrazia diventa un sistema di governo nel quale sono i più incompetenti a decidere. Il che vuol dire un sistema di governo suicida.»”.Io Sono Convinto che serva un nuovo modello che superi quello Capitalistico, ma tale modello ancora non si vede, il mercato globale sono certo che lo farà emergere nel giro di pochi anni, ma al momento attuale non ho idea, io, di quale potrà essere o su quali principii sarà imperniato, ma è ovvio che serva un modello più adatto a questo nuovo mondo, globale e alle nuove forme di lavoro, mentre il modello economico comunista e marxista si appoggiava sulle dinami del lavoro ottocentesco con i proletari che vendevano la loro manodopera ai “padroni del vapore” oggi non c’è più il vapore e non esistono più le catene di montaggio e, quelle poche manifatture che le usano sono state o sarabbo presto, sostituite da produzioni robotizzate che non espongono i lavoratori ai ritmi alienanti della catena di montaggio dell’industria prototipica Fordista e Taylorista

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