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incontro con il fennecvulpes,zerda, fennec

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fennec egizianoHo già menzionato varie volte il fatto che, quando avevo un lavoro, viaggiavo spesso per lavoro, e, lavorando nel settore della subacquea, mi capitava abbastanza spesso chela destinazione fosse un qualche villaggio sulla osta del mar rosso egiziano, immersioni bellissime, acqua tiepida anche in pieno inverno, spiagge comode e villaggi bellissimi con centri immersione, solitamente adeguati, come l’ottimo IDive Makadi Bay presso il Fort Arabesque di Hurghada o l’altrettanto eccellente Sinai Divers posto nell’immenso villaggio Domina Coral Bay di sharm el sheik. Immenso perchè si estende dalla strada fino alla spiaggia in pratica occupando una parete della collina che, appunto discende fino al mare e può ospitare fino ad 8000 OTTOMILA… persone non esattamente un piccolo villaggio quanto piuttosto una raccolta di vari hotel nel contesto di un grande giardino con vari servizi e opzioni per il relax ed il divertimento, inclusi numerosi ristoranti, un casinò varie aree per spettacoli, al punto avere una propria linea interna di autobus, chiamati chissà perchè Taf Taf, forse una corruzione della parola egiziana usata per descrivere questi pulmini aperti, in circolazione 24 ore su 24 da esta ad ovest su e giu. per le strade di san francisco, direte voi, su e giù per le salite del villaggio, un ottimo modo per tornare in camera alla fine di una giornata trascorsa in spiaggia.

xv

L’episodio che mi accingo a raccontare  però si riferisce ad un viaggio al Fort Arabesque di Hurghada. Una sera, per telefonare in italia a mezzo skype perchè il cellulare con scheda italiana significava spendere un botto di soldi e l’azienda non rimborsava quelle spese, cercavo una connessione wi-fi allora presente al fort arabesque oggi non so, comunque allora, tanto anni fa, era il 2009….C’era il wifi in tutto il villaggio, sia nelle aree interne e nelle camere che in molte zone all’aperto, tra queste la connessione migliore ed affidabile era al bar sulla spiaggia, il beach clu, che la sera alle 18, dopo il tramonto, era chiuso ma la connessione rimaneva e, spesso, vi si radunava una strana popolazione di italiani fra i 50 ed i 60 anni, in ciabatte e pantaloncini da bagno, spesso con una felpa intorno alle spalle o spesso, anche un semplice asciugamano, perchè in gennaio anche in mar rosso può fare freschino, specialmente se si alza il vento come accadeva spesso quell’anno. Dunque, una sera ero arrivato al beach bar con il mio portatile con batteria carica e mi ero seduto ad un piccolo tavolo in un angolo dello spazio vagamente rettangolare antistante il bancone, sotto una pergola utile, di giorno a provveder eun po’ di frescura riparando i clienti dal sole egiziano che, anche in gennaio, è pur sempre sole dell’africa quasi sahariana e insomma, picchia parecchio, da cui gli anziani pensionati di cui sopra dotati quasi sempre di occhiali da sole e cappellino con visiera, oltre all’asciugamano al colloe al telefonino all’orecchio,spesso anche loro per usare skype, a quei tempi cominciava a vedersi qualche smarphone ma i più erano ancora feature phone e quindi niente skype per il momento. Comunque faccio la mia telefonata via skype con la solita eccellente qualità di voce e poi  chiusa la chiamata rientro nel luogo da cui mi ero momentaneamente astratto parlando con l’italia, so che questa può sembrare una cosa strana per i giovani di oggi, ma meno di quanto crediate, insomma dopo questa esperienza di simil.bilocazione almeno bilocazione mentale, torno al luogo ed al tempo presente e, chiuso il laptop, rimetto a fuoco i dintorni e mi accorgo di una piccola presenza sulla sedia accanto alla mia, l’ per li, nella luce vagamente arancione di un lampione lontano dalla spiaggia che però permetteva di vedere benissimo, lo scambio per un gatto, animale che mi piace e spesso mi si avvicinano chissà perchè, poi lo riguardo meglio e mi rendo conto che non è affatto un gatto, ha orecchie troppo grandi e occhi troppo rotondi, infatti si trattava di un fennec, una piccola volpe del deserto, niente a che fare con Erwin Rommel, anche lui chiamato con il soprannome di “volpe del deserto” dal titolo di un film del 1951, ma una vera e propria volpetta del deserto nota anche con il nomedi Fennect o Vulpes Zerda, nome scientifico di questo piccolo canide, giù perchè le volpi, anche quelle europee sono. appunto. canidi, in specialmodo i volpini, così chiamati abpowsta.. Cosa successe poi?

Niente, io lo gurdai, lui, o lei, non lo so perchè la posizione non consentiva di vedere il sottocoda, mi guardò, insomma ci guardammo per qualche secondo, poi lei, o lui, decise che aveva da fare altrove e se ne andò zampettando, io rimasi colpito da quell’incontro con un animale che non avevo mai visto e comunque decisamente simpatico che frequentava la costa, alla faccia di wikipedia che dice che i fennec si trovano nel continente nordafricano tranne che sulle coste… boh sarà stato in vacanza, chissà.

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