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Combattere il razzismo e l’antisemitismo ma non con il giorno della memoria2 min read

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Iniziamo dicendoci che quello che è accaduto agli ebrei nella seconda guerra mondiale è una cosa orrenda e inaccettbile per una società che vuole dirsi civile, sull’argomento sono stati scritti fiumi di parole, chilometri di carta stampata, metri e metri di pellicola e qualunque altra misura si voglia immaginare per un mezzo artistico atto a descrivere quello che succedeva nei paesi sotto la dominazionenazista e nei lager come Auschwitz, Dachau, Treblinka e Birkenau e Sobìbor, per citarne solo alcuni tra i più noti, Schindler’s List ma anche “se questo è un uomo” di Primo Levi, che sull’argomento ha scritto anche “La Tregua”Le Benevole” di Jonathan Littel, che racconta i fatti d aun punto di vista originale, quello di un ufficiale Tedesco non direttamente implicato con quello che avveniva nei campi di sterminio, ma comunque implicato in quello che succedeva nell’est europa in attuazione del Fall Gelb, il Caso Giallo, che però avvenne agli inizi del 1940 sul fronte occidentale invece che orientale.

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In ogni caso l’applicazione della tecnologia moderna allo sterminio non poteva dare che i risultati noti e ben descritti da hannah harendt in la banalità del male , che, al contrario dei libri precedentemente descritti, è un saggio storico che si occupa del processo ad Eichmann a Gerusalemme e nel descrivere ciò che accade spiega anche come si sia potuti giungere a certi picchi di disumanità .

Alcuni di questi libri Ci sono e Vi sono stati propinati, direi imposti, a scuola, soprattutto per chi ha frequentato le scuole medie negli anni ’80, e i fatti sono noti anche per memoria culturale e generazionale, non per fortuna, per averli vissuti in prima persona, ma dalla cultura generale anche se, in Italia questa sta scomparendo come neve al sole grazie ad un processo di abbattimento della cultura che è in corso almeno a partire dal 1968, ed è uno di quei processi dei quali è inutile cercare il colpevole, perchè certe dinamiche sociali, semplicemente si pongono e portano le loro conseguenze senza per forza dover ipotizzare una teleologia o un qualcuno che le architetta. Ma lo stato della cultura italiana è in larghissima parte dovuta alla tragica situazione del comparto dell’educazione, dagli asili alle università e, soprattutto, dalla mania, tutta italiana, di non leggere, che, dato che l’ignoranza da sempre fatto comodo a chi governa, è dilagata senza che alcun governo provasse a rallentarla o, almeno, a contrastarla. Detto questo, non è certo con il giorno della memoria, triste occasione, annuale di ritirare fuori ed esporre qualche anziano sopravvissuto, come la senatrice Segre ed altri anziani testimoni e nemmeno propinando a tutti una rassegna delle solite pellicole che si farà crescere una memoria che, ormai, a suon di ripetere le cose, è ormai stata assorbita da chiunque

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