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Curriculum Vitae

Il mio CV o, CV. acronimo di Curriculum Vitae, anche se talvolta si trova ancora la forma antica Curriculum Vitae et Studiorum è  stato molto in giro dal 2015 ad oggi, in questi cinque anni di quasi spasmodica ricerca di un lavoro, ne ho spediti circa 200, ottenendo circa 3 risposte, un tasso di risposta di appena lo0,00000235 o, meglio dello 0,000000002% , QUINDI lo pubblico anche qui, chissà che venga utile…

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spasmodica attesa per il PAziente Zero

Prima di tutto voglio chiarire la definizione di PAziente Zero, non è la prima persona ammalata di una qualsiasi malattia. PernonsbagliarmiscelgodiriprendereladefinizioneriportatatadallaTreccanionline:

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perseguitato dal numero 3

oggi 21 febbraio 2020 sono due anni da che ho preso la laurea, preso nel senso che due anni fa, come oggi, ho discusso la mia tesi nell’aula del D15 alle ore 9, i numeri sono numeri, non significano niente e al lotto li ho già giocati, non ho giocato il voto 104/110 perchè al lotto non ci sono, ma le altre combinazioni, inclusa la data dell’ultimo esame, 14 13 2016 li ho provati giù io inutilmente, la numerologia per me è, è sempre stata e sempre sarà una stupidaggine, e non mi addentro nelle follie numerologiche di Gregory Grabovoi perchè hanno ancora meno senso della numerologia spicciola basata su fatti storici,infatti hanno accesso esclusivamente perchè in questi anni la crescita dell’ignoranza ed il regresso della cultura generale, hanno portato ad un ritorno di cose che si sa da secoli che sono pie illusioni, eppure la gente, in questo nuovo medioevo crede di nuovo nella magia alla harry potter, sena naturalmente averlo letto, ma crede che Dire Pugnakkulum possa servire a difenderli dal coronavirus, allo stesso tempo evita i vaccini ed il pensiero magico si diffonde sempre di più. Resta inteso che ognuno ha titolo e diritto ad avere una opinione diversa e credere in quello che vuole, per quanto assurdo sia, per dire, c’è anche chi crede nell’esistenza di Dio, meno male che siamo ancora in un paese libero, ma io rivendico il diritto di pensarla a modo mio su questo e su mille altre cose che non condivido con “tutti” quei tutti della frase “ma fanno tutti così quindi è giusto!” da cui l’unica conseguenza che logicamente si può trarre è mangiate la merda, dopotutto piace a milioni di mosche… appunto, quasi quasi faccio un punto d’onore di distinguermi dalla massa non pensante, nel senso che non pensa, e non perchè non abbia cervello ma perchè, pur avendolo non lo usa per pensare, non si pone domande e dubbi e, in definitiva vive bene, per citare come mi capita Spesso, Francesco Guccini che in un concerto disse: “Purtroppo in tanti, e molti qui davanti, ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero”

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uno scherzo, un esperimento sociologico o una candid camera? il dubbio resta

Aspettarsi che in Italia, una folla possa autogestirsi può essere solo uno scherzo, un esperimento sociologico o una candid camera, altra spiegazione non si può dare, veniamo ai fatti:

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Stamani intorno alle 8 mi sono recato al centro prelievi di via del ceppo a Pistoia, normalmente al mattino c’è una folla immensa di vecchi che occupano quasi militarmente il posto fin dagli orari più assurdi, ce ne ho trovati in numero consistente anche alle 5.50 del mattino a lamentarsi che ancora non aprivano e loro erano lì già da 4 ore, il che significa che ci erano andati nel pomeriggio, il posto chiude alle 14 e ci avevano passato le successive 14 ore, niente mi stupisce di fronte ad un anziano che vuole usufruire della sanità pubblica ed ha, come tutti gli anziani pensionati, fretta di muovere verso il successivo cambiamento della vita, ora, considerando che il cambiamento definitivo è la morte, non capisco come mai abbiano, contemporaneamente, fretta di morire eppure facciano l’impossibile per rimanere aggrappati alla vita, o forse solo alla pensione? chissà? ma già sono incazzosi per ragioni a me ignote e mettono in dubbio che chiunque abbia il titolo per passare loro avanti, una cosa fastidiosa di per sé specie quando il funzionamento del posto è regolato da sistemi di prenotazione numerica per cui si va quando è il proprio turno, eppure ad ogni persona che, terminata l’attesa, si accinge ad entrare nel gabinetto prelievi viene chiesto, con malagrazia:

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lettera aperta al Presidente della repubblica

Egregio Presidente, spero che Egregio vada Bene, anche se, mutatis mutandis, sì ed anche  habens imbrem facit, cioè avendo fatto la doccia, per assicurarsi la pulizia in presenza di tali auguste persone, o antonine, o cesaree o neroniane, insomma di imperatori ce ne sono stati tanti dopo augusto, quindim scegliete quello che preferite da usare come aggettivo,  un misero professore universitario è già appellato egregio ed un rettore addirittura magnifico, un ministro Eccellenza, un Presidente della repubblica sarà quantomeno un Eccellentissimo o Stupefacente, nel senso che provoca stupore non che assume droghe, lungi da me voler adombrare di queste assurdità. ma l’occasione mi è gradita per esternare un pensiero, non sarà che tutte queste misure per rivolgersi a quella che, in ultima analisi altro non è che una persona, sia un ulteriore tentativo di separare i cittadini dal potere e, quindi, consentire ai portatori di questo potere di gestirlo nei propri interessi, come sappiamo che spesso accade? leggete qui che cosa comporta parlare con una persona anzi con un cittadino che di lavoro fa il giudice . complicato nevvero? intanto chiamatelo magistrato, non giorgio, Pierpaolo o quale che sia il suo nome proprio, no un titolo che non è comune, magistrato e sticazzi? non lo dico per giovanilistico spregio all’autorità, ho 48anni e diciamo che il mio approccio all’autorità è, appunto, il mio, non la forma comune che i cittadini credono di dover adottare per contattare chi ha più potere, o status, di loro.. Enough said.

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lo stato del giornalismo in italia, una crisi da cui si uscirà?

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lo stato del giornalismo in italia, una crisi da cui si uscirà?

Leggo in un articolo di Marco Chinicò su giornalisti.net, un agggregatore interessante di notizie sul giornalismo e sui giornalisti

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che “Disoccupazione, cassa integrazione, esodati, precari, il defunto art. 18, famiglie che non arrivano a fine mese o ci arrivano in pieno affanno, il dilemma della pensione: arriveremo mai a smettere di lavorare? E’ il ritratto di un mercato del lavoro italiano, sempre più instabile, vicinissimo al baratro, molto lontano dalla via della resurrezione. Il mondo del giornalismo, in particolare, soffre da anni questo stato di crisi. Una crisi, in parte aggravata dagli effetti della crisi economica generale che ci ha colpito nel 2008, in buona parte causata da un sistema i cui effetti, con l’esplosione del periodo critico, si sono incancreniti.

L’origine di questa situazione difficile a dir poco, dobbiamo cercarla andando parecchio indietro nel tempo; la storia insegna che i primi giornali ad essere diffusi, sono stati i bollettini d’informazione dei partiti politici. Un fatto che spiega, a chiare lettere, il forte connubio o sodalizio tra la classe politico-dirigente e l’informazione italiana. Un sodalizio talmente forte che ha “colpito” gli organi di comunicazione e informazione degli enti pubblici, i cui vertici sono decisi dal leader del momento, fino ad arrivare al servizio pubblico. Il Cda della Rai, la nostra TV di Stato, è interamente guidato dai partiti; la ciliegina amara su una torta già avariata.

Questa crisi di sistema si è aggravata ancor di più con tre episodi, storicamente parlando, molto significativi: la grossa controversia legale, legata alla Mondadori, e che ha visto protagonisti due grossi editori: Silvio Berlusconi da una parte e Carlo De Benedetti dall’altra. Il tutto cominciò fra la fine degli anni ’80 e i primissimi anni ’90. Ci pensò un discusso e controverso lo arbitrale a risolvere, parzialmente, la questione. Da questa disputa, si può dire che nacquero due poli editoriali. I giornalisti di quel tempo dovevano fare una scelta: o con Berlusconi o con De Benedetti. Il secondo fatto storico è la discesa in politica di Silvio Berlusconi, padrone del Gruppo Fininvest ed editore di diversi giornali e riviste. Discesa che aprì, ufficialmente, l’intricata questione del conflitto di interessi. Un problema di fondo, mai affrontato e, tantomeno, risolto dalle forze di opposizione. Con l’exploit del web, avvenuto ufficialmente dal 2005 in poi, è venuto meno il monopolio e la conseguente supremazia assoluta della carta stampata. Il grande errore commesso dai vecchi editori è stato non aver considerato il web la nuova risorsa o frontiera sulla quale, almeno, provare a investire. Con il passare del tempo, il dominio del web, dell’informazione online, della tecnologia sempre più sofisticata, complice una non indifferente crisi-politico internazionale e l’entrata sullo scenario globale di personalità discutibili, ha favorito il repentino diffondersi delle fake news, togliendo così i riflettori all’informazione di qualità, l’informazione che nasce ogni giorno dal lavoro delle redazioni.” al di là dell’ottima analisi sulle ragioni della crisi del giornalismo, in buona parte dovute alla disintermediazione resa possibile–non causata– da internet credo che andrebbe fatto un appunto ulteriore anche alla Politica, il movimento M5S in primis che, fin dai suoi esordi, ma a aguardar bene, già dalla fase dei meet-up ed anche dei V-day, una fase falla quale, purtroppo per l’italia, non si è ancora evoluto, un po’ come un bambino che fosse bloccato ancora ai primi stadi evolutivi, ma proprio il loro ideologo Beppe Grillo, che come ideologo e maitre à penser fa molto più ridere che come comico, sapete com’è l’età avanza per tutti… ma proprio durante i V day che, per loro natura e anche per strategia dei M5S erano un magnete per i media, ma i M5s stessi, affamati di visibilità mediatica al contrario assunsero inspiegabilmente un approccio, anche in questo si sono bloccati, di additare i giornalisti come Kasta e come ingranaggi del sistema, volendoli a loro volta, disintermediare con lo streaming fai da te, che tanto osannato e decantato, non è mai di fatto decollato o, piuttosto, è decollato, ma si è schiantato al suolo quasi subito, un po’ come il movimento stesso, hanno poi continuato ad inseguire i media, più che altro le telecamere a dire il vero, ed hanno un po’ allentato il loro atteggiamento ostruzionista, in occasione delle campagne elettorali, specialmente quella del 2018 che li ha portati, a causa dell’insipienza degli elettori, al governo da dove hanno continuato a cercare di demolire il giornalismo italiano, assegnando a vito crimi a delega per l’editoria, il quale crimi ha il dente avvelenato con l’ordine dei giornalisti, chissà poi se per ragioni personali, come ho ipotizzato qui oppure per ordini di scuderia del movimento

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cultura generale nuovi media

è solo questione di tempo

o, meglio, del tempo che servirà perché

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politica società

la scienza lo conferma niente è più odioso della frase

“gli operatori sono momentaneamente occupati, siete pregati di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita” una ricerca della facoltà di psicologia dell’università della kamchatka orientale, ha dimostrato che questa frase è capace di far salire la pressione all’80% dei soggetti che la sentono, e questa frase è una delle molte tattiche che vengono messe in azione, implementate, ma questo verbo mi fa schifo, dai call center istituzionali per fare in modo che i lavoratori che lavorano circa 6 ore al giorno, un paio di giorni alla settimana, non debbano rispondere troppo spesso al telefono e possano avere il tempo di andare al bar per la 3a, 4a e forse anche quinta colazione della giornata oppure abbiano tempo di finire il cruciverba che stanno facendo, perchè, una volta ottenuto un impiego pubblico, grazie a una amicizia o parentela possano rilassarsi senza di fatto lavorare, perchè lavorare, in attesa della pensione è faticoso e va evitato ad ogni costo.

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come vincere le prossime elezioni

Attualmente non sono in politica, ma ho una laurea triennale che, ai fini dei concorsi pubblici, è  equivalente ad una laurea in scienze politiche e inoltre sono iscritto al corso di laurea magistrale in sociologia e ricerca sociale, quindi di politica qualcosa ne so, e oggi mi va di dare un consiglio a chi vuole essere eletto alle prossime elezioni, se e quando ci saranno, data impossibile da prevedere dato che i M5S- tutti falliti nella vita privata, pre-politica non hanno assolutamente alcuna carriera da riprendere al termine del loro mandato parlamentare e, quindi, staccarli dalle poltrone sarà molto più difficile del normale(che già è piuttosto complicato)– e cercheranno di portare avanti il governo giallo rosso il più a lungo che potranno…. per poi tornare a casa a godersi la pensione, che i giovani che hanno un lavoro, o fortunati, e questo lo dico con invidia da non più giovane e disoccupato da quasi 5 anni.

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