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la scienza lo conferma niente è più odioso della frase

“gli operatori sono momentaneamente occupati, siete pregati di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita” una ricerca della facoltà di psicologia dell’università della kamchatka orientale, ha dimostrato che questa frase è capace di far salire la pressione all’80% dei soggetti che la sentono, e questa frase è una delle molte tattiche che vengono messe in azione, implementate, ma questo verbo mi fa schifo, dai call center istituzionali per fare in modo che i lavoratori che lavorano circa 6 ore al giorno, un paio di giorni alla settimana, non debbano rispondere troppo spesso al telefono e possano avere il tempo di andare al bar per la 3a, 4a e forse anche quinta colazione della giornata oppure abbiano tempo di finire il cruciverba che stanno facendo, perchè, una volta ottenuto un impiego pubblico, grazie a una amicizia o parentela possano rilassarsi senza di fatto lavorare, perchè lavorare, in attesa della pensione è faticoso e va evitato ad ogni costo.

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come vincere le prossime elezioni

Attualmente non sono in politica, ma ho una laurea triennale che, ai fini dei concorsi pubblici, è  equivalente ad una laurea in scienze politiche e inoltre sono iscritto al corso di laurea magistrale in sociologia e ricerca sociale, quindi di politica qualcosa ne so, e oggi mi va di dare un consiglio a chi vuole essere eletto alle prossime elezioni, se e quando ci saranno, data impossibile da prevedere dato che i M5S- tutti falliti nella vita privata, pre-politica non hanno assolutamente alcuna carriera da riprendere al termine del loro mandato parlamentare e, quindi, staccarli dalle poltrone sarà molto più difficile del normale(che già è piuttosto complicato)– e cercheranno di portare avanti il governo giallo rosso il più a lungo che potranno…. per poi tornare a casa a godersi la pensione, che i giovani che hanno un lavoro, o fortunati, e questo lo dico con invidia da non più giovane e disoccupato da quasi 5 anni.

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riflessioni su Sanremo 2020

Perchè riflessioni?

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Analfabetismo Funzionale e disinformazione

CONTINUO A PUBBLICARE CAPITOLI  della mia tesi di laurea in media e giornalismo/sociologia/scienze politiche che non serve per il lavoro ma seolo per poter scrivere Dott sul campanello, le pubblico perchè spero così di contribuitre a quella cultura generale che è tanto in calo in italiaLa situazione attuale di ignoranza, semplice, o aggravata dal cosiddetto analfabetismo funzionale,ritengo che sia adeguatamente fotografata dai dati che l‚ÄôIstat ha pubblicato in ‚”Percorsi Evolutivi dei Territori Italiani, 60 anni di storia socio-demografica attraverso i dati

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censuari‚”, pubblicato nel 2017, i dati dell‚’Istituto nazionale di statistica, infatti, mostrano un Paese che tutt’oggi legge ancora molto poco, per non dire Pochissimo, e che, per questo Motivo ha un livello di ignoranza elevato che espone i cittadini, specialmente quelli con i

livelli più bassi di scolarizzazione, ad essere facile preda delle numerose bufale e leggende metropolitane che circolano sia in internet e che, ormai, dilagano anche sui media tradizionali. quelli che il cittadino spesso utilizza come fonte principale, quando non esclusiva, di informazioni , attraverso i quali si forma un‚’opinione sulla politica e costruisce ed orienta anche la propria visione del mondo. Questo si vede anche nell‚’uso che viene fatto dei social media e nel ritorno di interesse per temi che si ritenevano superati, nel senso di passati di moda, come il complottismo ed un rinnovato interesse per l‚’occultismo ed i misteri in genere. I media tradizionali che oggi si trovano ad essere sussunti e, in buona parte, rimpiazzati dai nuovi media e dai social media (come dimostrano i dati del rapporto 2017 del Reuters Institute “Digital news report” 1. I sono degli aggregatori e dei contenitori di UGC( iniziali di User Generated Content) () – Ovvero ; se da una parte questo equivale a dire che la produzione ed il consumo di notizie si trovano ad essere riuniti nella stessa persona, spesso, se non addirittura sempre, priva di professionalità specifiche ed ancor più spesso particolarmente ignorante e quindi priva dei mezzi culturali e, spesso purtroppo, anche intellettivi per leggere e descrivere la realtà (ma che si autovaluta spesso un esperto a causa dell‚’effetto Dunning Kruger2. La situazione della Cultura degli Italiani o, meglio, della loro Incultura è esaminata e ben descritta da Tullio de Mauro (ExMinistro dell‚’istruzione scomparso agli inizi del 2017) che ne ha scritto sia in “ Storia Linguistica dell‚ÄôItalia Repubblicana ed anche in “LA Cultura degli Italiani”3 Saggio pubblicato da Laterza nel 2010 dove illustra anche ‚Äll‚”effetto meno cinque‚” ovvero la regressione di circa -5 anni di istruzione una volta che si interrompono gli studi per dedicarsi ad altro quindi, per capire l‚£entità del problema, chi è uscito dalle superiori da più di cinque anni sarebbe regredito al livello di conoscenza cheaveva al conseguimento della licenza di terza media anche se ha proseguito negli studi ma in un settore differente da quello in esame, per esempio le conoscenze di matematica se ha completato le superiori ma poi si è laureato, per esempio,in lettere.

Capitolo 3 1Definizione di Analfabetismo Strutturale e Analfabetismo Funzionale

3.1 Facciamo chiarezza sui termini Analfabetismo e Analfabetismo Funzionale. L‚’Analfabetismo deve essere ulteriormente distinto in illetteratismo (o Analfabetismo strutturale) che indica quelle persone per le quali una pagina di testo è solo un insieme di segni che loro non riescono a tradurre in alcun significato, il termine‚’Analfabetismo funzionale invece indica chi è in grado di decifrare i segni dello scritto ma non è in grado di ricavarne il significato, analoga descrizione può essere fatta per l‚’analfabetismo numerico e ancora De Mauro (opera citata) riporta i dati dell’indagine PIAAC(Programme for the International Assessment of Adult Competencies) Programma per la valutazione internazionale delle competenze degli Adulti condotta dall‚’Organizzazione per la cooperazione Economica e lo sviluppo (OECD). che dimostrano come l‚’Italia o meglio gli italiani si piazzino all‚’ultimo posto rispetto agli abitanti degli altri 40 paesi oggetto dell‚’indagine ‚livello intermedio (3) o superiore (4 o 5) nella scala delle competenze linguistiche. In particolare, solo il 3.3% degli adulti italiani raggiunge livelli di competenza linguistica 4 o 5 ‚ i più alti ‚ contro l‚’11.8% nella media dei 24 paesi partecipanti e il 22.6% in Giappone, il paese in testa alla classifica. Inoltre, solo il 26.4% raggiunge il livello 3 di competenza linguistica‚” Secondo me questo chiarisce il perchè i contenuti generati sui social media siano, quando si tralasciano i selfie e le fotografie di qualità altrettanto scadente, siano caratterizzati da un”espressione scritta con grammatica e ortografia, a dir poco, traballanti; Per non parlare dei dei contenuti scritti in lingue straniere, praticamente sconosciute all’atto pratico, e che costituiscono una parte rilevante del Web; nonostante il vezzo italiano di vantarne comunque una conoscenza, seppur minima, con risultati che vanno dal sembrare il Pieraccioni de ‚”Il Ciclone‚” (1996),secondo cui parlare spagnolo basta aggiungere una ‚”S‚” alla fine delle parole, ¶≤≤≤≤ uso dell’inglese da parte dei nostri Esponenti Politici (Spesso usato come bersaglio dalla Satira in quanto produce effetti più comici che comunicativi proprio a livello di significato, tralasciando quindi la pronuncia approssimativa che imita più i suoni che il parlare di un parlante reale della lingua in cui si sta cercando di esprimersi.).

Considerando la lingua conosciuta meglio, il 7,6% degli intervistati che parlano almeno una lingua straniera ritiene di avere un livello di competenza ottimo, il 24,3% un livello buono, il 37,7% ritiene di avere un livello di competenza s)ufficiente e il 30,4% scarso (dati da leggere ricordando l‚’effetto Dunning Kruger sopra citato). Sommando coloro che ritengono di avere un livello di competenza buono o ottimo, , si nota che tale quota è più elevata tra le donne (34%) rispetto agli uomini (29,9%) e tra i giovani di 25-34 anni (34,1%) (cfr. Tavola 11). Forti le differenze legate al titolo di studio: tra i laureati la quota di coloro che ritengono di avere un livello di competenza buono o ottimo è del 58,3% rispetto al 33,2% dei diplomati e al 22,8% delle persone con licenza media. Le persone intervistate dichiarano, dunque, un livello di conoscenza delle lingue straniere abbastanza modesto. Per l‚’inglese il livello di conoscenza √® scarso per più del 30% degli intervistati. La quota di persone che dichiarano una conoscenza ottima dell‚’inglese è ristretta, il 5,7%, mentre il 23,6% dichiara un buonlivello di conoscenza.

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 http://digitalnewsreport.org

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 Effetto Dunning Kruger, Una distorsione cognitiva che viene attribuita all’incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori.] Il possesso di una reale competenza, al contrario, può produrre la distorsione inversa, con un’affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della fiducia in sé stessi, poiché individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio. David Dunning e Justin Kruger, della Cornell University, hanno tratto la conclusione che: «l’errore di valutazione dell’incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri». e Dunning e Kruger ne hanno scritto nel 1999 nel loro lavoro “Unskilled and unaware of it” (Justin Kruger, David Dunning,  How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments, in Journal of Personality and Social Psychology, vol. 77, nº 6, 1999, pp. 1121-1134, DOI:10.1037/0022-3514.77.6.1121PMID 10626367.)

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 sia in Storia Linguistica dell‚’Italia Repubblicana, Laterza 2010

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la vecchia Italia ha paura dell’influenza ma l’isteria ha altre radici…

grafico di 30enni e 60enni a confronto 2018e quali sono le radici della reazione isterica delle persone che si sono chiuse nel razzismo e che evitano, ad esempio di andare a prato perchè Prato ha una popolazione di quasi 30000 cinesi immigrati e lavoratori, ma l’italia mentre i cinesi discendevano su prato e, di fatto, la colonizzavano in modo pacifico, ed i Russi per un breve periodo colonizzavano altrettanto pacificamente, Montecatini e Santa Croce, con decine di Amanti che sono tornate in russia appena la crisi economica ha colpito duro, con lo slogan “Finiti i soldi, finito Amore” Cinico ma realistico, -mentre tutto questo avveniva negli anni 90 del secolo scorso, in contemporanea con le prime ondate di invasione dall’albania anche queste pacifiche e a distanza di una 25 di anni tutte ben integrate nel tessuto sociale della toscana- che, al contrario ad esempio, del veneto non si è chiusa nel razzismo della Lega, quella di bossi e, oggi, anche quella di Salvini.- mentre queste cose accadevano cosa facevano gli italiani non intesi come singoli cittadini ma come comunità?

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La guerra

Continua, avrei voluto poter scrivere

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Spiaggiato

Come le balene,

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chiariamo i termini

Prima di procedere con la trattazione, credo che sia utile chiarire alcuni termini, in modo da rendere il seguito più chiaro e poter avere un testo più scorrevole, senza troppe divagazioni per dedefinire i termini via via che li userò nel prosieguo del testo:‚Social Media.o media sociali Il termine social media è stato definito dai professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein come ‚”un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0 (TErmine a sua volta creato dall’editore TimO’Reilly nel 2004 come racconta Sergio Maistrello in Giornalismo e Nuovi media,1 che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti (User Generated Content)‚” ‚ClickBait il termine significa letteralmente ‚”esca per click”‚ presumo all‚’interno della stessa metafora che vede Internet e il World Wide Web non tanto come un sistema di reti interconnesse ma come un “mare da navigare” (o da ‚”surfare‚”), metafora che ci ha dato anche dato espressioni come ‚”pescato in rete‚” ‚lo stesso ”surfare”‚ e ‚”navigatore‚” per riferirsi ai programmi per usare internet che in inglese si chiamano browser. A prescindere dalla metafora, si parla di clickbait o ‚”clickbaiting‚” per indicare il fenomeno nel suo complesso, quando si trovano titoli come ‚”Disperazione, morto il Sig. X‚” o altri del tipo ‚”vuoi fare soldi? Ti Spieghiamo come‚”. Che si trovano spesso sotto agli articoli postati nei blog e sotto gli articoli dei giornali online e che hanno un solo scopo, ovvero quello i invogliare ed attirare la curiositàdel lettore ed invogliarlo a cliccare su quel titolo (che è chiaramente un link) ed aprire un nuovo articolo o un altro post facendo così registrare una visualizzazione di pagina (pageview) al sito. Questo viene fatto perchè le visualizzazioni delle pagine vengono conteggiate come misura del traffico sviluppato su un sito e quindi sono direttamente correlate al valore di quel sito in termini di appetibilità per gli inserzionisti che pagano per mostrare degli annunci pubblicitari su tale sito. Semplificando si può proporre l’equivalenza”più visualizzazioni = più pubblicità = a più guadagno per il gestore del sito o l’editore del giornale online”. Nella maggioranza dei casi quando questi titoli ad effetto sortono il loro scopo ed il lettore in effetti li clicca e apre l’articolo collegato non gli viene rivelato chi è il Defunto che ha causato tanta Disperazione e tanto meno il ‚”segreto per Fare Soldi senza lavorare‚” ma invece viene proposto del contenuto privo di valore e deludente rispetto alle promesse del titolone ch serve agenerare delle pageview e, quindi, del valore per l’editore, ma è però deludente per il lettore. Alla lunga anche questi comportamenti portano all’erosione della fiducia nei media che Edelman2 riferisce.

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Web 2.0 Il termine, comparso nel 2005, indica genericamente la seconda fase di sviluppo e diffusione di Internet, caratterizzata da un forte incremento dell’interazione tra sito e utente: maggiore partecipazione dei fruitori, che spesso diventano anche autori (blog, chat, forum, wiki); più efficiente condivisione delle informazioni, che possono essere più facilmente recuperate e scambiate con strumenti peer to peer o con sistemi di diffusione di contenuti multimediali come Youtube; affermazione dei social network. Nuovi linguaggi di programmazione consentono un rapido e costante aggiornamento dei siti web anche per chi non possieda una preparazione tecnica specifica. Il fenomeno è ancora in fortissima evoluzione. 

Media Tradizionali: o Media Mainstream o media convezionali o media industriali Questi termini indicano I mass media generalisti che, a dfferenza dei media sociali e del web 2.0, richiedono investimenti e professionalità per essere creati e sono caratterizzati da permanenza, minore interattività e generalmente non sono basati su internet. Si veda anche la tabella X contenuta nel CapitoloXY

1  Giornalismo e nuovi media “Giornalismo e nuovi media. L’informazione al tempo del citizen journalism” Apogeo-Feltrinelli, 2010

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5 https%3A%2F%2Fwww.edelman.com%/trust/2017