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la terza Guerra Mondiale3 min read

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A grande richiesta,eccola, è dagli inizi di 1uesto 2020, che le Cassandre contemporanee che adombrano complotti e trame oscure di Big Pharma, delle Multinazionali e di altri nemici reali quanto i giganti mulini a vento di Cervantes, in Don Quixote (Don Chisciotte NdA), sono tutte strategie per interpretare una realtà che non piace e spaventa e, quindi, che ha bisogno di essere riletta con chiavi le più varie pur di semplificare una realtà caotica a termini più comprensibili, invece delle sfumature di grigio del mondoreale, meglio il manicheo bianco e nero del i buoni siamo noi, tutto il resto del mondo sono i cattivi, in questo clima è facile dividersi in pro immigrazione e anti immigrazione, semplice, facile distinguere i buoni, bianchi, dai neri, diversi e, quindi, ipso facto, cattivi, semplice e lineare, quanto stupido e miope, comunisti, fascioleghisti, un nuovo epiteto per avere una casella in cui infilare il nemico, e, già che si può, attaccare anche i leghisti, che a me più che di destra, sembrano per la maggior parte degli spaesati che brancolano nella nebbia alla ricerca di un appiglio qualsiasi, ma, rileggendo il tutto con le categorie Marxiste in testa, è facile piegare le cose alla semplificazione più truce, che poi queste categorie ricadano entro quelle che la società racconta da anni, è un beneficio in più, direi un sovrappiù, fortuito ma subito accolto. LaTerza guerra mondiale, vista scoppiare ovunque tra fine 2019 e 2020, nella tensione tra corea del nord e stati uniti, tra cina e Russia, che , in realtà, sono in una guerra fredda da almeno 50 anni, ua guerra fredda tra ex alleati, da una parte la Russia con le Risorse Naturali Della Sterminata Siberia, e dall’altra una Cina Stracolma di… cinesi, che ambiscono alle risorse naturali dalla Siberia, che è lì, a portata di mano ed è una tentazione quasi irresistibile, Putin viene visto come un nemico assoluto, ma mettiamoci nei suoi panni, deve difendere un Paese immenso, non più dalla minaccia capitalista come era ai tempi di Stalin, ma dalle mire espansionistiche deilla Cina, dalle idee secessioniste della Georgia e delle regioni che circondano l’Afghanistan ed anche dalle idee isolazioniste di qualche ex repubblica Sovietica, il mondo è cambiato anche per i Russi, inoltre tutti tacciono sull’Africa, ormai da decenni paese “colonia” cinese, ma comunque lasciata sobbollire nei suoi problemi. Ovvio che, trattandosi di una serie di problemi complessi, che possono essere affrontati solo imparando e leggendo e documentandosi, si preferiscano le semplificazioni trucide che riducono il carico di lavoro cognitivo necessario per approcciare il problema e farsi una opinionepropria e ragionata, più semplice adottare i punti di vista distillati dai Guru di Riferimento, meglio se della propia parte politica per avere una sorta di denominazione di origine controllata, cioè: A la pensa come me, l’opinione di A non posso giudicarla nel merito perchè dovrei studiare e, si sa, studiare è fatica, ma, d’altro canto, A odia il mio nemico, ultimamente identificato in Matteo Salvini, ma prima in Silvio Berlusconi,e quindi, se è nemico del mio nemico, è mio amico, in una forma distorta della proprietà transitiva. in realtà, un concetto con varie origini, molte storiche, che vanno dalla Bibbia a un trattato di arte della guerra indiano  del IV quarto secolo… e del detto, popolare nel 18° secolo “amicus meus, inimicus inimici mei (amico mio, nemico del mio nemico)”, insomma , un luogo comune, poco sofisticato ma adatto, in tempi di crisi di idee e di cervelli, ad essere ripescato e applicato, un tanto al kilo.

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