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pensieri sparsi2 min read

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Oggi non scriverò di Covid19, e meno male diranno alcuni di voi, in realtà non ne ho scritto molto, e d’altro canto, l’ho fatto quando eravamo nel pieno dell’emergenza e la vita di tutta la nazione era dominata da un’unica moda informativa, il covid 29 appunto, quindi mi sono accodato pur dicendo cose, spero, diverse da quelle del pensiero unico. Oggi vorrei dire qualcosa sui traslochi, voce del verbo traslocare, di origine evidentemente latina, dal latino, trans locare, cioè porre in altro luogo e che in toscano, metonimicamente, sta ad indicare l’atto del cambiare casa, anche trasferimento detto anche, con lemma più prosaico:Sgombero dal fatto di sgomberare l’abitazione precedentemente abitata per trasferirsi con i propri mobili, nella nuova abitazione, da non confondere con l’azione di polizia che costringe qualcuno a sgomberare un luogo e che deriva evidentemente da sgombrare. Comunque, fino al 1993 vivevo in una abitazione su due piani, di quasi 400mq, poi da lì è stata, per così dire, tutta discesa, riducendo la metratura, prima a 100 mq su un piano e mezzo, e spostandosi da margine coperta al centro pieno di montecatini, per poi spostarsi di nuovo da montecatini a pieve a nievole nel 1997, e andando in un appartamento monopiano di circa 80 mq, da cui mi sono spostato ancora nel 2016 arrivando a pistoia in un appartamento di 75mq più una soffitta di circa 24mq, tanti spostamenti in circa un quarto di secolo per una distanza totale di appena 15km, e sempre con una quantità esagerata di libri, risultato della somma della collezione libraria di mio nonno e delle mie nonne, tutti appassionati lettori ed accumulatori di libri quasi compulsivi, peccato che la mobilia, pur abbondante, non abbia incluso molte librerie, anzi l’unica che c’era è stata abbandonata nel secolo scorso in un fondo che mio padre aveva affittato per un periodo per mettervi un laboratorio di analisi, progetto morto visti i costi imposti dal rispetto delle normative in continua mutazione dettate dall’asl, e due, visto che c’era stato un altro laboratorio di analisi, che ebbe successo finchè la suddetta asl non preferì dare la convenzione ad un altro istituto, ma queste sono vicende degli anni 80 del 20simo secolo. visto ho scritto senza nemmeno nominare il covid19, ed ho scritto cose che non importeranno a nessuno, giustamente, ma che ripescherò se e quando mai dovessi dedicarmi a scrivere una mia biografia, cosa che non credo che succederà almeno nel breve periodo, in quanto comunque non sono una persona di alcuna importanza e, soprattutto, non è che abbia da raccontare chissà che cosa, sarebbe una semplice storia lineare, senza grandi insegnamenti, più che altro una raccolta di cose che mi sono successe negli scorsi 50 anni, anzi fino 48, 50 saranno nel 2021, e fino ad allora dirò che ho 48anni fino al dicembre 2020, poi 49 fino al compimento dei 50…

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