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Bidone 1, Bidone 2, Bidone 3 l’illusione della laurea in tre anni2 min read

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Sono disoccupato da 5 anni, e continuo a studiare all’università senza potermelo permettere, perchè lo faccio? non lo so, ho una laurea triennale che non vale nemmeno la cornice da 4 euro al discount che ne incornicia, appunto, il diploma, vero che ci ho messo 15 anni a conseguirla, e poi perchè mi sono iscritto alla magistrale, i 2 anni del 3+2 dello stramaledetto processo di Bologna, grande fregatura per tutti gli studenti che, prima sono stati illusi e indotti a conseguire una laurea triennale che ha contenuti pari a quelli di una buona scuola superiore, e, intanto a consentire alle università di avere tanti mila iscritti e quindi attrarre tanti mila investimenti e sovvenzioni, per cosa, per poter mantenere tanti professori, far diventare professori altri precari e tenere al lavoro il personale delle università, personale delle segreterie, uscieri e via dicendo, gente che passa le giornate a scaldare delle sedie e tratta gli studenti con suffficienza e maleducazione perchè osa pretendere che svolga il lavoro per cui sono pagati, posti simil-pubblici ma lavoro inesistente, e poi si scopre che i concorsi funzionano per logiche di familismo, come mai succederà? in Italia? domanda retorica che vuole denunciare questo andazzo, e la magistrale a cosa serve? a dare l’illusione di imparare qualcosa a chi si è trovato, come me, con una “laurea” falsa, intrapresa nel periodo in cui “una laurea in scienze della comunicazione” non si nega a nessuno, e via con le lauree honoris causa a Valentino Rossi, Vasco Rossi e chissà chi altro, e che onore potevano vantare? quello di essere famosi e quindi di attirare altri polli nelle facoltà, e parcheggiare altri studenti in attesa di lavoro, lavoro che, nel frattempo, continuava la sua discesa verso la scomparsa, accompagnato da un coro di sindacati che credono ancora che l lavoro sia quello alienante di Chaplin in tempi moderni, un lavoro che non esiste più come i dinosauri, ma i dinosauri sindacali continuano a combattere battaglie impostate su quel concetto di lavoro, oppure ad attaccare briga con aziende che hanno le tasche profonde per paagarli purchè smettano di rompere le scatole, assistiti in questo dal sistema legale italiano e dalla sua lentezza ormai proverbiale che difende i lavoratori in modo molto italiano e con tempi biblici che possono fermare una azienda, se esistesse per anni prima di arrivare a giudizio, quindi meglio pagare, tipo pizzo e continuare con il proprio lavoro, il mondo è cambiato per altro, in italia la laurea continua ad essere vissuta come il lasciapassare per una vita di agi, senza fatica e un posto fisso, appunto il sogno italiano par excellence

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