Categorie
cultura generale giornalismo riflessioni

il governo dei furboni

Questa volta l’ha pensata furba: c’è una pandemia e nonostante le misure prese, i sondaggi indicano che il gradimento del governo, sia nel suo complesso che, preso nelle singole componenti, a scelta, partitiche o personali, è in calo, mentre cresce il gradimento delle opposizioni. Tutto farebbe pensare che la prima tornata elettorale, quale che sia, regionali o politiche, determinerà un rivolgimento delle forze politiche in campo e comporterà la creazione di un nuovo governo con differenti equilibri che lo tengono in piedi, quindi, qual è la soluzione pensata da questo governo per rimandare l’inevitabile?

xv

Rinviare le elezioni sine die, anche le regionali, e far fronte ai problemi del paese con: annunci di iniziative, iniziative che non ci sono e non ci saranno ne oggi ne domani, e neppure il mese prossimo, è solo un gioco, quello di calciare il pallone, o la lattina, un po’ più in là, fingere di corrergli dietro e poi rimandare di nuovo, almeno, per un po’ chi è in parlamento, godrà dei benefit della sua posizione, non ultimo lo stipendio da parlamentare, deputato o senatore a seconda dei casi… perchè? perchè le elezioni del 2018, per chi non se ne fosse accorto, hanno portato in parlamento un carico di persone che non possono tornare alla loro attività precedente, semplicemente perchè non ne hanno una, ne l’hanno mai avuta, salvo pochissimi e, in quei pochi casi, non garantisce certo un reddito equivalente a quello di deputato, poco meno di 12000 ( 11703 per la precisione alla camera, e 11.555 al senato, più i vari rimborsi, importi che difficilmente un libero professionista e un autonomo in genere, può anche solo sognarsi di incassare, certo non con la sicurezza di un parlamentare, e poi li si accusa di essere attaccati alla poltrona? che altro dovrebbe fare gente che, venendo eletta, ha vinto la lotteria della vita, e poi ovviamente, come da tradizione italiana, cerca di estendere i benefici ad amici e parenti, è normale e non mi aspetterei niente di diverso. Tutto questo per chiarire le idee, non offro soluzioni, perchè non ce le ho, casomai, non potendoli battere, cercherò di imitarli e di unirmi a loro, candidandomi non appena e se mai, ne avrò l’occasione, si sa vincere la lotteria è difficile, ma senza comprare il biglietto diventa impossibile. Peraltro è normale che il governo in carica perda alle elezioni, fa parte della logica dell’alternanza che, in italia, nonostante ottanta o più governi succedutisi in altrettanti anni, specialmente durante la prima repubblica, non sembra essere stata recepita, preferendo atteggiamenti tipo cartel party, come teorizzato dal Politologo Peter Mair:Scomparso nel 2011

Categorie
cultura generale società

Resilienza

Resilienza

xv

Negli ultimi anni, la parola Resilienza ha acquisito una grande popolarità ed un’altrettanto ampia, diffusione, al punto quasi, da poterla definire un termine decisamente in voga.

Come accade a tutte le parole che entrano in voga, anche Resilienza vive un periodo in cui è molto usata, diffusa e, diciamo, portata in palmo di mano, per poi, quando la moda, cesserà, Resilienza tornerà ad occupare il suo posto di pari rango con tantissime altre parole della lingua italiana, in una pagina, non necessariamente oscura, del dizionario o di una enciclopedia, ma proprio perchè “parola di moda” rendiamole omaggio con un approfondimento su cosa si intende con questo termine e al concetto stesso di Resilienza che, proviene dalla Psicologia, e vediamo in che modo è stato preso dal pubblico ed in che modo viene utilizzato nella sua parabola effimera ma attualmente al picco della sua diffusione-sempre che anche per i vocaboli, si possa-come credo-utilizzare il modello di “ciclo di hype” che negli ultimi decenni del 20° secolo e-in modo particolare-con la nascita e la diggusione di internet si è affermato anche in questi primi quasi 20 anni del XXI° secolo come un percorso ideale che molte idee, e novità di mercato, attraversano nella loro carriera di passaggio dall’oscurità, più o meno profonda, attraverso un periodo di luce che, fatalmente, le riconduce poi nell’oscurità di partenza che, nel caso di resilienza si nasconde addirittura tra i lemmi del dizionario di Latino, a scelta o a preferenza del lettore se IL Castiglioni e Mariotti o altro dizionario con cui si è diventati “amici” ai tempi della scuola.

Resilienza, infatti, ha origine dal verbo latino resiliere che nasce dall’unione del prefisso “re-” ql verbo “salire” che significa l’a azione del salire come attualmente in italiano ma anche saltare indietro, ritornare rapidamente, di colpo e poi, si è esteso al significato di rimbalzare, ripercuotersi e tti i termini simili, per caso, adatti anche a descrivere anche l’atteggiamento della persona resiliente ovvero di chi ha la caratteristica della resilienza. Oggi sempre più,apprezzata come caratteristica psicologica più che come caratteristica fisica di un materiale, cosa per cui il termine era originariamente in uso. In particolare vale la pena di notare come Resilienza, pur derivando, come abbiamo appena detto, dal latino, è arrivata in italiano non direttamente ma, di rimbalzo, dal francese e dall’inglese, per il tramite della rete, e di quale rete? Questa domanda non può avere, nel 2020, che una risposta: internet ovviamente, che, negli anni ha preso su di sé, fino a racchiudere e a identificarsi interamente con il significato stesso di rete, con una traslazione, da “rete di computer” a Rete tout-court”. Internet è nata e si è svilupata negli Stati Uniti e , quindi, è nata in inglese e sulla base della lingua inglese, e poi, quando si è allargata a partire dai server del Cern di Ginevra dopo l’idea di Tim Berners Lee, di creare il sistema del world wide web, ovvero la rete mondiale, e, ritornando al nome originale, possiamo ricordare che ce ne è rimasta traccia in quel www, che sono le tre lettere iniziali del protocollo, o, più propriamente, servizio:  W3, appunto iniziali dell’acronimo World Wide Web che ancora oggi troviamo alla radice di ogni URL o indirizzo internet, le celeberrime “www”come, ad esempio in , “www..il sito che mi pare…” ed è così che resilienza è partita dal latino, ha poi girato quasi tutto il mondo per poi tornare a noi, in forma quasi immutata come ortografia ma, durante questo viaggio di lunghissima durata, quasi 2000 anni, si è caricata di moltissimi significati ed ha giocato diversi ruoli, in diversi ambiti: dalla filosofia alle scienze sociali, passando anche per la psicologia e per l’ingegneria, l’economia e la scienza dei materiali, in ogni caso è  rimasto sostanzialmente identico il significato: un materiale o una persona, il cui carattere o, meglio, le caratteristiche del cui carattere, hanno un’attitudine, un talento o una qualità tali da consentirgli di “rimbalzare” dopo l’urto contro una difficoltà, un ostacolo o, metaforicamente, uno scoglio che gli si para di fronte, sempre in modo metaforico potremmo identificare la resilienza con i mare le cui onde battono e ribattono su uno scoglio che, per la  natura rocciosa che gli è propria, usualmente non si sposta nè si altera, almeno nel breve periodo, sotto l’azione delle onde, e poi, l’acqua si ritira  e torna a scontrarsi con la roccia, ancora e ancora, senza lasciarsi abbattere dall’inamovibilità della roccia stessa. Per maggiore precisione va dato al significato del termine una ulteriore accezione: quella rappresentata dal derivare la resilienza dalla capacità, della persona o dell’oggetto che viene definito “resiliente” di evolvere se stessa e nelle condizioni avverse nelle quali si trova o si è trovata per un periodo, e resistere o, meglio, resiliere, alla situazione di avversità attraverso una attività evolutiva o un comportamento di adattamento ed evoluzione che permetta all’oggetto di, appunto, sopravvivere alla situazione sfavorevole esibendo appunto la caratteristica di essere resiliente di fronte all’attacco o alla minaccia rappresentata dalla situazione

Può trattarsi di un’attitudine, di un talento, di una risorsa positiva, di una qualità che ci appartiene. Una volta scoperta possiamo perfezionare quella qualità e pensare all’ambito della nostra vita in cui la utilizziamo naturalmente per estenderla anche alla situazione problematica che stiamo vivendo. In questo modo è possibile un cambiamento.

Categorie
giornalismo riflessioni

Guerra Civile in Italia ?

Sì, è evidente che,

xv
Categorie
cultura generale riflessioni

Abbandonato

Mi sento abbandonato, al di là della solitudine affettiva, ma abbandonato dalla società della quale una volta facevo parte,finchè avevo un lavoro dal mio Paese, dalla città in cui vivo, dalla società in genere, ovviamente dalla politica che non sa fare altro che prendere come un tumore , dal corpo che la ospita, la nutre e le da potere, l’Antipolitica per me sarebbe giustificata a mo’ di intervento chirurgico per rimuovere il tumore, tumore che dice di volere il benessere di tutti i cittadini, mentre invece altro non fa che, nascondendosi dietro a promesse non mantenibili, spartirsi il potere e le poche risorse che, in Italia vanno sempre agli amici degli amici, a chi ha di più e vengono tolte a chi ha di meno, pur sempre dietro il paravento dello stato sociale che è stato smantellato dalla poltiica per alimentare, con le risorse una volta date alla sanità e allo stato sociale, una mera corsa ad accaparrarsi dei voti, ad esempio con l’assistenzialismo a sud, esempio, la cassa del mezzogiorno che, negli anni dal 1950 al 1992, ha bruciato quattrocento miliardi, di lire al tempo, senza, in realtà dare nessun aiuto al sud, inteso come popolazione che vive nei territori del sud, ma solo soldi regalati in pratica a qualche potente locale che ha avuto la furbizia di creare società in grado di racimolare i soldi e riversarsi a subappaltatori di altri subappaltatori, scelti sempre per logiche amicali, clientelari, che hanno realizzato infrastrutture pagate per buone ma fatte al risparmio e che hanno comportato farraginose burocrazie di supporto che hanno dato uno stipendio ai lavoratori locali, ma senza che venisse prodotto alcun lavoro effettivo. E proprio vero che “i soldi vanno ai soldi e i pidocchi alle costure”

xv
Categorie
cultura generale giornalismo

è normale

che Il presidente del Consiglio Conte, continui a prendersi responsabilità di Governo, è una tendenza iniziata con Tony Blair in UK  e proseguita con i Presidenti Americani, anche se le due figure sono diverse sotto numerosi punti di Vista, ma il mondo continua a cambiare anche se le forme della Politica sono sempre le stesse, specialmente in Italia, almeno le figure che ricoprono i ruoli impostati dalla sceneggiatura, la Costituzione nel Caso Italiano ed Americano, cambiano e sono in grado, talvolta di adattarsi, ovviamente che, come il Carisma del singolo Leader Politico, molto dipende dalle caratteristiche e dalle attitudini della Figura, della Persona, di volta in volta posta sotto osservazione, fare paragoni comparativi, credo che possa essere interessante da un punto di vista di intrattenimento salottiero, ma non credo sia opportuno, al di là di un thought experiment nè sia particolarmente utile o produttivo di alcunchè, oltre ad un ripasso dei ruoli, la scienza politica ci dice che è normale anche che la comunicazione con il Pubblico sia sempre più diretta e disintermediata, anche se il presidente del Consiglio dovrebbe, secondo la costituzione, parlare non al Popolo, ma al Parlamento e Conte il parlare con il Popolo evidentemente lo preferisce come ha abbondantemente dimostrato nel corso dell’emergenza Covid19, quando ha fatto spesso ricorso o a Conferenze Stampa o, più spesso a dirette Facebook rivolte direttamente all’universo mondo, di fatto esautorando sia il consiglio dei ministri che il parlamento stesso. Questo nuovo mondo, è comunque improntato da dinamiche e comportamenti che derivano in linea diretta dal secolo scorso, esattamente come quelli del secolo scorso erano derivati, e influenzati, dalle dinamiche, ideologie e comportamenti del 19° secolo, cos’ quelle del 21° secolo risentono delle tradizioni del 20°… è una normale, di nuovo, conseguenza della storia, e non credete a chi dice che negli anni ’70 del 20° secolo l’economia era fiorente, semplicemente perchè non lo era, si ricordi la crisi petrolifera degli anni, appunto ’70, mi pare, per amor di precisione, che la prima risalga al 1973, per la precisione al triennio 1973-1976, come rispose la politica del tempo? esattamente come quella attuale: annunciando piani di rilancio, sostegno e salvataggio ma lasciandoli poi alla fase di annuncio, c’è chi l’ha definita annuncite, ma in realtà non è solo una malattia della Politica, quanto il combinato disposto dal cortocircuito tra polica, in constante ricerca di soluzioni semplici a problemi complessi, e i media, che da parte loro, sono alla costante ricerca del “titolo da prima pagina” anche se le pagine, prime o terze che possano essere, ormai non esistono quasi più

xv
Categorie
cultura generale

Il desiderio di essere ricordati

Aneddoticamente è una caratteristica dei Presidenti degli Stati Uniti, che, prima di lasciare la carica al termine dell’ultimo incarico che la Costituzione consente loro, cercano di fare qualcosa per la quale essere ricordati dai posteri, che sia risolvere la questione palestinese o fermare una guerra, o vincerne un altra o, almeno, fondare una biblioteca o donare fondi ad una università. La Tradizione delle Presidential Libraries, fu inaugurata da Franklin Delano Roosevelt che donò una sua proprietà a Hyde Park e conferì un fondo librario contenente tutti i suoi scritti durante la presidenza, i Presidenti Successivi hanno continuato questa tradizione ed ormai la Biblioteca Presidenziale è una tradizione affermata che conclude il periodo in carica del Presidente, una sorta di moderno mausoleo con forme differenti, ma intento simile a quello che motivò i Faraoni d’egitto a costruire le Piramidi e i monumenti funebri da Mausolo circa 400 anni prima di cristo (353AC, che costruì il primo mausoleo, che, difatti, si chiama così proprio perchè battezzato con il nome del suo primo utilizzatore. appunto Mausolo e del suo mausoleo costruito ad Alicarnasso, oggi diventato la città di Bodrum in Turchia, ex Alicarnasso, info su wikipedia, qui .

xv

Il desiderio di essere ricordati è comune a tutti gli uomini, quando si rendono conto , ntorno ai 50 anni di età, della loro mortalità, ed è così che la storia ci ha regalato tanti politici che, ad una certa età, decidono di iniziare progetti assurdi che li farannoricordare, ovvio che c’è anche…

Categorie
cultura generale riflessioni

Da vari segnali credo che lo stato italiano stia spingendo molto

universitàSulle Università perchè vengano incrementate le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale, credo che il motivo sia da ricercarsi in una serie di intenzioni:

xv

A- la volontà di ridurre il numero di disoccupati impegnandoli in corsi di studio e quindi facendoli figurare come studenti e spiegare così il perchè lo stato non è capace di trovare loro un lavoro ” è sta ancora Studiando”

B- il desiderio di dare lavoro alle università stesse, impegnando docenti e personale, parastatale come portieri, impiegati delle varie burocrazie che, non vengano fatti lavorare ma mantengano il posto a bassa produttività, per lo strano cortocircuito per il quale in italia le persone che lavorano per lo stato non devono produrre del lavoro effettivo, bensì solo scaldare delle sedie e delle scrivanie e riscuotere degli stipendi per il solo fatto di presentarsi al lavoro, pur lamentandosi che il lavoro è troppo ed hanno poco tempo libero,

C- aumentare il numero di laureati che in Italia, in confronto agli altri paesi Europei, continua ad essere inferiore, Ecco che dopo l’orgia dei primi anni 2000 con lauree ad honorem date a chiunque per promuovere i corsi in scienze della comunicazione, vedasi le lauree a VAsco Rossi, a Valentino Rossi e chissà a quanti altri, ora si comincia con le lauree Magistrali ad onorem come quella che verrà conferita lunedì 22 a firenze al direttore d’orchestra DAniel Barenboim, annncio ufficiale qui, .  Una laurea che, al di là dei meriti del direttore d’orchestra, è data ad un israeliano e quindi rinforza l’immagine antifascista del Sindaco Di Firenze, il Renziano Nardella, insomma di nuovo la “sinistra” che forse sarebbe ormai da definire sinistrata, che lavora dagli anni ’50 non per la rivoluzione proletaria, quanto per conquistare e mantenere il potere, a tutti i livelli, sinistrando il paese, ormai più danni di quelli fatti sarà impossibile farne ulteriore, ma i Grillini che ne copiano metodi e tecniche, potrebbero peggiorare le cose, anche se si tratta ormai di vilipendio di cadavere, in quanto uccidere un morto risulta difficile anche a quasi 500 anni, 490 per la precisione da quando Francesco Ferrucci usò questa frase “Vile tu uccidi un uomo morto” rivolto a Maramaldo a Gavinana nel 1530

Categorie
cultura generale riflessioni scienza società

riflessioni sulla pandemia

Sono classe 1971, sono vecchio, lo so da solo, 48 anni, 50 a dicembre 2021, ma essere vecchio, se si è vecchi a 50 anni…. ha alcuni privilegi, prima di tutto quello di non essere morto prima, poi quello di avere vissuto gli anni intercorsi ed essere stato testimone di varie cose, ad esempio essere cresciuto negli anni 80, mi ha consentito di vivere la prima pandemia dei tempi moderni, anche quella di una malattia non immediatamente letale: quella dell’AIDS, convenzionalmente fatta iniziare nel1981 e che tanto ci ha ossessionato in quegli anni, al puntoda essere definita, la “peste del secolo” e avere scatenato visioni millenariste del tipo “il genere umano si estinguerà per l’AIDS, siamo ancora, temporaneamente, tutti qui, o quasi, si possono certo tracciare dei paralleli tra Pandemia da AIDS e Pandemia da COVID, ma credo ci siano da fare delle distinzioni, prima di tutto, l’AIDS inizia come sieropositività dopo contagio da virus HIV e, solo dopo anni, diviene AIDS conclamato, mentre il covid da polmonite nel giro di pochi giorni, le stime parlano di un periodo di incubazione che va da 2 giorni a 2 settimane, ben più rapida degli anni richiesti all’AIDS. La Pandemia da AIDS si è evoluta fino alla situazione attuale in cui la pandemia si è trasformata in Endemia, cioè è diventata una malattia conosciuta, dalla quale forse non c’èuna guarigione rapida come avviene con altre malattie infettive, ma con la quale abbiamo imparato a convivere, adottanto misure preventive, quali la diffusione del preservativo come mezzo di protezione nei rapporti sessuali e si sono sviluppati dei metodi se non di cura, quantomeno di contenimento della malattia, AZT ed altri farmaci chemioterapici, che io mi aspetto arriveranno, nel giro di qualche anno, per l’AIDS ce ne volle una dozzina, anche per il COVID, anche in questo caso una svolta è stata determinata con lo sbarco del Covid negli Stati Uniti, così come avvenne con l’AIDS, finchè uccideva milioni di persone sconosciute in Africa, non importava nessuno, ma quando uccise il primo personaggio Famoso, l’attore Rock Hudson nel 1985, i riflettori si accesero sull’AIDS ed inizio la corsa dei personaggi famosi di Hollywod a finanziare ricerca e cura che, nel tempo, portarono a trovare delle terapie,via via più efficaci.L’AIDS ci ha portato via anche Keith Haring, Rudolf Nureyev,Freddy Mercury e vari altri artisti, curiosamente anche lo scienziato e Scrittore Isaac Asimov, nel 1992.

xv

Riflessione conclusiva: il mondo negli anni 80 era molto, molto differente da quello attuale l il compito di elencare le differenze principalie più importanti nei commenti, lo lascio ascio a chi, dei lettori, vorrà cimentarsi in questo esercizio stimolante

Categorie
cultura generale riflessioni

che la democrazia sia in crisi

è ormaiun dato di fatto, non solo in italia, si moltiplicano i movimenti, principalmente di protesta, che cercano di incanalare e convogliare il disagio dei cittadini e, spesso, in italia, vengono usati per portare dentro la Casta, personaggi che non erano riusciti ad entrarci per vie normali, ad esempio i 5 stelle, nel contesto della pluridecennale crisi dei partiti di popolo, ormai in declino, come in declino sono le ideologia che li avevano generati, la cosa assume forme diverse a seconda delle differenti peculiarità dei vari paesi in cui si mostrano gli aspetti diversi di questo disagio, quello sì un fenomeno veramente globale e globalizzato, manifestatosi negli stati uniti con il Occupy Wall Street, poi  trasformatosi e ricomparso sotto forma della primavera araba del 2011, in medio oriente e nord africa, il tutto innescato, attraversato e, in un certo senso, innervato dai social media, che, di fatto avevano già assunto una potenza inattesa, nel 2011, anche se in Europa ce ne si è resi conti, solo molti anni dopo., come tradizione almeno dal 1968, le forze politiche di orientamento di sinistra, in difficoltà ed in ritirata un po’ ovunque ci si sono lanciate dentro alla ricerca di una occasione di riscatto, nel 1968 si appropriarono della protesta e cercaroono di farla propria, con i risultati che purtroppo stiamo patendo ancora adesso, in Italia nel mondo della scuola, con una classe dirigente sulla quale dire qualsiasi cosa significa esprimere giudizi ed esprimere giudizi, a sua volta, è come sparare sulla croce rossa, d’altra parte viviamo in un mondo che continua a cambiare più alla svelta di quanto possiamo riuscire ad addattarsi al cambiamento, e anche le ideologie che nel XX° secolo avevano dato all’opinione pubblica una qualcheidea di come orientarsi, sono scomparse, in particolare quella comunista che ha prima mostrato i suoi limiti giànegli anni ’50 del secolo scorso con i fatti di ungheria, poi si è logorata anche nei paesi in cui era al potere e, soprattutto, mai ha mostrato da qualche parte di poter avverare le promesse dell’utopia socialista, dall’altra parte le ideologie nazifasciste, anch’esse derivanti dal socialismo, come una specie di tuomore del socialismo, hanno fallito già negli anni ’40, il superouomo nazista e l’uomo nuovo sovietico non si sono manifestati come prototipi valenti di un uomo nuovo e questo ha portato allo svuotamento dei partiti di massa, che, privi della loro ideologia guida, si sono afflosciati su ro stessi, e, di conseguenza anno dato il via ai movimenti di protesta che hanno contribuito a determinare l’exitus della democrazia, sempre meno efficace come sistema per inverare i desideri del popolo, questo insieme allo svuotamento di senso di altre istituzioni fondamentali, come i corpi intermedi e la scuola, ha portato ad una disaffezione degli elettori che hanno cominciato a disertare sempre di più le elezioni, vero momento chiave della democrazia, ma che richiede un demos che abbia delle competenze per quanto minime, che vadano un po’ oltre la capacità di impugnare una matita e tracciare una X su una scheda elettorale

xv
Categorie
biografia cultura generale

vittima di Bullismo

Oggi è un fenomeno noto a tutti, se ne parla spesso anche sui media e quindi viene costantemente posto all’attenzione del pubblico, in più penso che sia dovuto ad una caratteristica fondamentale degli essere umani, che, animali sociali, vivono in branchi, che oggi chiamiamo “60 del società” ma in fondo non siamo molto distantidalle tribù di cacciatori-raccoglitori dei primordi dell’umanità, prima ancora che il fuoco, la scoperta dell’agricoltura e le conseguenze di queste innovazioni tecnologiche, sì si considera tecnologia anche se parliamo di migliaia di anni fa, tecnologia non è nata nel XX° secolo con l’invenzione dei transistor e, decisamente, non è un sinonimo di cose elettroniche, è tecnologica anche la ruota, applicata ad una cariola come ad un carretto o ad un mulino, l’idea che la tecnologia sia sinonimo di elettronica è recente, data dagli anni ‘ 60 del XX° secolo, quando si diffusero le radio a transistor, ma è tecnologia anche tutta la strada che ha portato all’invenzione del transistor negli anni ’30 del secolo scorso, cioè meo di 100 anni fa, oggi si parla tanto di bullismo anzi, di cyberbullismo, ma è la stessa cosa, fatta con mezzi differenti, del bullismo, o del mobbing o del nonnismo delle caserme, io sono stato vittima di bullismo alle scuole elementari, ero infatti un bambino grassottello e, già allora, si faceva body shaming, senza che nessuno avesse ancora coniato il termine, ma era diffuso, i bambini, è notorio, sono cattivi, avevo gli occhiali e venivo preso molto in giro per questo, erano anni diversi, ma i bambini erano e sono cattivi e la scuola pare esaltare questo ruolo. la cosa, in modo molto meno fisico ma molto più psicologico, è proseguita alle scuole medie ed poi anche alle superiori, è possibile che la sfortuna abbia fatto sì che nelle classi che ho frequentato ci fosse una concentrazione inaturalmente elevata di stronzi,ma credo che sia improbabile, c’erano anche vari casi umani e, forse per un andamento della società, in quel periodo cominciò a diffondersi il “ma devi capire che” e, insomma, quel bambino aveva i genitori che divorziavano, quell’altro aveva un fratello drogato, l’altro ancora aveva qualcos’altro e quindi gli doveva essere perdonato qualunque comportamento, poi le cose per me sono migliorate quando ho imparato, molto tardi, a fregarmene delle prese in giro.

xv