Categorie
cultura generale guccini nuovi media scienza

perseguitato dal numero 3

oggi 21 febbraio 2020 sono due anni da che ho preso la laurea, preso nel senso che due anni fa, come oggi, ho discusso la mia tesi nell’aula del D15 alle ore 9, i numeri sono numeri, non significano niente e al lotto li ho già giocati, non ho giocato il voto 104/110 perchè al lotto non ci sono, ma le altre combinazioni, inclusa la data dell’ultimo esame, 14 13 2016 li ho provati giù io inutilmente, la numerologia per me è, è sempre stata e sempre sarà una stupidaggine, e non mi addentro nelle follie numerologiche di Gregory Grabovoi perchè hanno ancora meno senso della numerologia spicciola basata su fatti storici,infatti hanno accesso esclusivamente perchè in questi anni la crescita dell’ignoranza ed il regresso della cultura generale, hanno portato ad un ritorno di cose che si sa da secoli che sono pie illusioni, eppure la gente, in questo nuovo medioevo crede di nuovo nella magia alla harry potter, sena naturalmente averlo letto, ma crede che Dire Pugnakkulum possa servire a difenderli dal coronavirus, allo stesso tempo evita i vaccini ed il pensiero magico si diffonde sempre di più. Resta inteso che ognuno ha titolo e diritto ad avere una opinione diversa e credere in quello che vuole, per quanto assurdo sia, per dire, c’è anche chi crede nell’esistenza di Dio, meno male che siamo ancora in un paese libero, ma io rivendico il diritto di pensarla a modo mio su questo e su mille altre cose che non condivido con “tutti” quei tutti della frase “ma fanno tutti così quindi è giusto!” da cui l’unica conseguenza che logicamente si può trarre è mangiate la merda, dopotutto piace a milioni di mosche… appunto, quasi quasi faccio un punto d’onore di distinguermi dalla massa non pensante, nel senso che non pensa, e non perchè non abbia cervello ma perchè, pur avendolo non lo usa per pensare, non si pone domande e dubbi e, in definitiva vive bene, per citare come mi capita Spesso, Francesco Guccini che in un concerto disse: “Purtroppo in tanti, e molti qui davanti, ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero”

xv
Categorie
cultura generale nuovi media

è solo questione di tempo

o, meglio, del tempo che servirà perché

xv
Categorie
biografia cultura generale media nuovi media

Analfabetismo Funzionale e disinformazione

CONTINUO A PUBBLICARE CAPITOLI  della mia tesi di laurea in media e giornalismo/sociologia/scienze politiche che non serve per il lavoro ma seolo per poter scrivere Dott sul campanello, le pubblico perchè spero così di contribuitre a quella cultura generale che è tanto in calo in italiaLa situazione attuale di ignoranza, semplice, o aggravata dal cosiddetto analfabetismo funzionale,ritengo che sia adeguatamente fotografata dai dati che l‚ÄôIstat ha pubblicato in ‚”Percorsi Evolutivi dei Territori Italiani, 60 anni di storia socio-demografica attraverso i dati

xv

censuari‚”, pubblicato nel 2017, i dati dell‚’Istituto nazionale di statistica, infatti, mostrano un Paese che tutt’oggi legge ancora molto poco, per non dire Pochissimo, e che, per questo Motivo ha un livello di ignoranza elevato che espone i cittadini, specialmente quelli con i

livelli più bassi di scolarizzazione, ad essere facile preda delle numerose bufale e leggende metropolitane che circolano sia in internet e che, ormai, dilagano anche sui media tradizionali. quelli che il cittadino spesso utilizza come fonte principale, quando non esclusiva, di informazioni , attraverso i quali si forma un‚’opinione sulla politica e costruisce ed orienta anche la propria visione del mondo. Questo si vede anche nell‚’uso che viene fatto dei social media e nel ritorno di interesse per temi che si ritenevano superati, nel senso di passati di moda, come il complottismo ed un rinnovato interesse per l‚’occultismo ed i misteri in genere. I media tradizionali che oggi si trovano ad essere sussunti e, in buona parte, rimpiazzati dai nuovi media e dai social media (come dimostrano i dati del rapporto 2017 del Reuters Institute “Digital news report” 1. I sono degli aggregatori e dei contenitori di UGC( iniziali di User Generated Content) () – Ovvero ; se da una parte questo equivale a dire che la produzione ed il consumo di notizie si trovano ad essere riuniti nella stessa persona, spesso, se non addirittura sempre, priva di professionalità specifiche ed ancor più spesso particolarmente ignorante e quindi priva dei mezzi culturali e, spesso purtroppo, anche intellettivi per leggere e descrivere la realtà (ma che si autovaluta spesso un esperto a causa dell‚’effetto Dunning Kruger2. La situazione della Cultura degli Italiani o, meglio, della loro Incultura è esaminata e ben descritta da Tullio de Mauro (ExMinistro dell‚’istruzione scomparso agli inizi del 2017) che ne ha scritto sia in “ Storia Linguistica dell‚ÄôItalia Repubblicana ed anche in “LA Cultura degli Italiani”3 Saggio pubblicato da Laterza nel 2010 dove illustra anche ‚Äll‚”effetto meno cinque‚” ovvero la regressione di circa -5 anni di istruzione una volta che si interrompono gli studi per dedicarsi ad altro quindi, per capire l‚£entità del problema, chi è uscito dalle superiori da più di cinque anni sarebbe regredito al livello di conoscenza cheaveva al conseguimento della licenza di terza media anche se ha proseguito negli studi ma in un settore differente da quello in esame, per esempio le conoscenze di matematica se ha completato le superiori ma poi si è laureato, per esempio,in lettere.

Capitolo 3 1Definizione di Analfabetismo Strutturale e Analfabetismo Funzionale

3.1 Facciamo chiarezza sui termini Analfabetismo e Analfabetismo Funzionale. L‚’Analfabetismo deve essere ulteriormente distinto in illetteratismo (o Analfabetismo strutturale) che indica quelle persone per le quali una pagina di testo è solo un insieme di segni che loro non riescono a tradurre in alcun significato, il termine‚’Analfabetismo funzionale invece indica chi è in grado di decifrare i segni dello scritto ma non è in grado di ricavarne il significato, analoga descrizione può essere fatta per l‚’analfabetismo numerico e ancora De Mauro (opera citata) riporta i dati dell’indagine PIAAC(Programme for the International Assessment of Adult Competencies) Programma per la valutazione internazionale delle competenze degli Adulti condotta dall‚’Organizzazione per la cooperazione Economica e lo sviluppo (OECD). che dimostrano come l‚’Italia o meglio gli italiani si piazzino all‚’ultimo posto rispetto agli abitanti degli altri 40 paesi oggetto dell‚’indagine ‚livello intermedio (3) o superiore (4 o 5) nella scala delle competenze linguistiche. In particolare, solo il 3.3% degli adulti italiani raggiunge livelli di competenza linguistica 4 o 5 ‚ i più alti ‚ contro l‚’11.8% nella media dei 24 paesi partecipanti e il 22.6% in Giappone, il paese in testa alla classifica. Inoltre, solo il 26.4% raggiunge il livello 3 di competenza linguistica‚” Secondo me questo chiarisce il perchè i contenuti generati sui social media siano, quando si tralasciano i selfie e le fotografie di qualità altrettanto scadente, siano caratterizzati da un”espressione scritta con grammatica e ortografia, a dir poco, traballanti; Per non parlare dei dei contenuti scritti in lingue straniere, praticamente sconosciute all’atto pratico, e che costituiscono una parte rilevante del Web; nonostante il vezzo italiano di vantarne comunque una conoscenza, seppur minima, con risultati che vanno dal sembrare il Pieraccioni de ‚”Il Ciclone‚” (1996),secondo cui parlare spagnolo basta aggiungere una ‚”S‚” alla fine delle parole, ¶≤≤≤≤ uso dell’inglese da parte dei nostri Esponenti Politici (Spesso usato come bersaglio dalla Satira in quanto produce effetti più comici che comunicativi proprio a livello di significato, tralasciando quindi la pronuncia approssimativa che imita più i suoni che il parlare di un parlante reale della lingua in cui si sta cercando di esprimersi.).

Considerando la lingua conosciuta meglio, il 7,6% degli intervistati che parlano almeno una lingua straniera ritiene di avere un livello di competenza ottimo, il 24,3% un livello buono, il 37,7% ritiene di avere un livello di competenza s)ufficiente e il 30,4% scarso (dati da leggere ricordando l‚’effetto Dunning Kruger sopra citato). Sommando coloro che ritengono di avere un livello di competenza buono o ottimo, , si nota che tale quota è più elevata tra le donne (34%) rispetto agli uomini (29,9%) e tra i giovani di 25-34 anni (34,1%) (cfr. Tavola 11). Forti le differenze legate al titolo di studio: tra i laureati la quota di coloro che ritengono di avere un livello di competenza buono o ottimo è del 58,3% rispetto al 33,2% dei diplomati e al 22,8% delle persone con licenza media. Le persone intervistate dichiarano, dunque, un livello di conoscenza delle lingue straniere abbastanza modesto. Per l‚’inglese il livello di conoscenza √® scarso per più del 30% degli intervistati. La quota di persone che dichiarano una conoscenza ottima dell‚’inglese è ristretta, il 5,7%, mentre il 23,6% dichiara un buonlivello di conoscenza.

1

 http://digitalnewsreport.org

2

 Effetto Dunning Kruger, Una distorsione cognitiva che viene attribuita all’incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori.] Il possesso di una reale competenza, al contrario, può produrre la distorsione inversa, con un’affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della fiducia in sé stessi, poiché individui competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente al proprio. David Dunning e Justin Kruger, della Cornell University, hanno tratto la conclusione che: «l’errore di valutazione dell’incompetente deriva da un giudizio errato sul proprio conto, mentre quello di chi è altamente competente deriva da un equivoco sul conto degli altri». e Dunning e Kruger ne hanno scritto nel 1999 nel loro lavoro “Unskilled and unaware of it” (Justin Kruger, David Dunning,  How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments, in Journal of Personality and Social Psychology, vol. 77, nº 6, 1999, pp. 1121-1134, DOI:10.1037/0022-3514.77.6.1121PMID 10626367.)

3

 sia in Storia Linguistica dell‚’Italia Repubblicana, Laterza 2010

Categorie
Europa media nuovi media politica

Erpetologia meristematica comparata

Signore e signori, state per assistere alla nascita di una nnuova disciplina, un momento, più unico che raro, nasce infatti in questo momento l’erpetologia meristematica comparata, della quale il sottoscritto è

xv
Categorie
Europa nuovi media politica

Indietro Savoia!

Emanuele Filiberto di Savoia, figlio del figlio dell’ex Re d’Italia, Umberto 2°, ha annunciato che la Famiglia Savoia è pronta a Tornare in Italia, paese dal quale sono stati espulsi, esiliati per la precisione, in seguito all’entrata in vigore della Costituzione del 1948 il primo gennaio del 1948 appunto, Emanuele Filiberto, nato e cresciuto in svizzera e che ama farsi chiamare principe di Piemonte, per quanto il piemonte sia una regione da ormai 70 anni e quindi non abbia più un Principe, non essendo un principato, per me se lo desidera, può anche farsi chiamre principe di Galles o delle Asturie e, perchè no? anche principe di piemonte… in Italia, al momento, nel 2019 l’idea di monarchia sembra un filo anacronistica a l sottoscritto almeno e sarebbe un grande salto indietro nella nostra storia, un po’ come se, visto che la Raggi non riesce a fare molto a Roma, si proponesse di reintrodurre i Cesari ed il senato Romano, un salto indietro di circa 2000 anni che ignorerebbe, appunto 2000 anni di progresso sociale, politico e umano che, piaccia o no, sono intercorsi da quando Roma fu fondata, si stima intorno al 750 avanti Cristo, ma nel tempo e , al tempo, non c’era l’attenzione al tempo che è una ossessione che come genere umano abbiamo sviluppato solo recentemente, tra il 19 ed il 20esimo secolo, ma il tempo scorreva come prima e come sempre ha fatto, solo che, presi da cose più impellenti, come il sopravvivere, l’uomo semplicemente, ci faceva meno caso, oi l’esistenza dell’uomo  e anche dell’intero mondo è cambiata da una serie di cambiamenti che si sono affastellati sempre più rapidamente, direi a partire dalla rivoluzione industriale in avanti, è stato creato l’orologio, prima,e  poi i trasporti veloci, vapori, treni ecc. e siamo diventati più attenti agli orari e anche al passaggio dei giorni, dei mesi e degli anni, ma, al contempo, si è persa anche la sensazione della dimensione del tempo, nel senso che, se diciamo, ci vuole un secolo, anche se si intende che occorreranno 100 anni, non sarà molto diverso, nel sentire della persona, dal dire, no ci vogliono altre 4 ore, sensazione che viene anche modificata dal senso interiore di dover fare qualcos’altro o dover essere in qualche altro posto.

xv

Concludendo, l’uscita di Emanuele filiberto a me sembra perfettamente calata in questo nuovo mondo e nuovo tempo e una società dominata da un sentire nuovo che si forma sui e nei social network, al quale e e ai quali non siamo abituati e che ci lasciamo scorrere addosso e intorno, travolti dal torrente dei media (cit. Todd Gitlin) ma unritorno alla monarchia per me sarebbe del tutto anacronistico e, se mi fosse chiesto se votare a favore o meno, io voterei contro, anche se, nella realtà dei fatti, la democrazia o la monarchia in italia non sarebbero molto diverse, rimarrebbe un Paese basato sulle relazione, solo che invece di essere amici del politico di turno, si cercherebbe l’amico dell’amico del re, e parlo di amicizia nel senso del rapporto amicale vero e differente di per sé dall’amicizia su facebook, Ripeto Savoia? INdietro.

Categorie
nuovi media politica

Documento Identità sì, identità no

La proposta di legge del Deputato Marattin, di Italia Viva (Già PD), di legare il possesso di un account social alla registrazione di un documento di identità, per fortuna, si è arenata prima ancora di iniziare l’iter parlamentare, e, per una volta, forse è un bene che sia andata così, visto che più che una proposta di legge, sitratta, credo, di una boutade per cavalcare la vicenda della senatrice Segre e dimostrarsi allineati a valori identitari della sinistra, come l’essere contro a prescindere, in questo caso contro il nazifascismo, e anche per approfittare dell’occasione per infangare la lega dichiarandoli fascisti e quindi, ipso facto, ineleggibili, sic transit gloria mundi. il fine elettorale non ha funzionato molto bene alla luce dei risultati delle elezioni in Umbria ma tant’è. Il punto che vorrei esprimere non è nemmeno tanto politico o di opportunità, quanto piuttosto, dire che la proposta in se e per se è una stupidaggine, perchè gli offensori anonimi in realtà non lo sono affatto. d’altro canto su internet di anonimo c’è ben poco. ogni qualvolta il nostro laptop o computer fisso o smartphone, va online, specialmente in ambienti wi-fi, in particolare se si usa il sistema DHCP , l’accesspoint wi-fi o il router in caso di rete cablata, assegna al dispositivo, PC o Smartphone che sia, un indirizzo IP, cioè un numero che lo identifica ai fini dei pacchetti di dati che vengono ricevuti ed inviati da tale dispositivo, lo stesso accade anche con connessioni su doppino telefonico, e non c’è dietro un complotto nè nessuno che gestisce la cosa, oppure internet funzionerebbe solo quando gli addetti sono al lavoro e stanno lavorando, tutto sommato meglio un sistema automatizzato il più possibile, più rapido e non dipendente dalle manchevolezze umane. In ogni caso, da quando si riceve quell”indirizzo IP, chiave portante del sistema che si basa, per altro, sul protocollo TCP-IP (per i pochi eletti che volessero approfondire, quihttps://en.wikipedia.org/wiki/Internetworking la spiegazione su wikipedia. In altri termini, l’anonimato delle chiamate non rintracciabili, è un concetto da film di spionaggio, invece questo nuovo mondo. tende ad identificare ciascun abitante sesso, se non di continuo e tenere traccia, grazie ai computer diffusi in sempre più luoghi computer appunto di cosa fa, quando la fa e dove va… una quantità di dati difficile da immaginare nella sua sterminata ampiezza, descritta ad esempio piuttosto bene in un libro come  Mondo Dato di Cosimo Accoto, che, se volete, trovate su amazon https://www.amazon.it/mondo-dato-lezioni-filosofia-digitale-ebook/dp/B01N6SBLYX. si potrebbe pensare che la filosofia abbia poco o niente a cnhe fare o a che vedere con il mondo dei computer, infatti, si tratterebbe più che altro di un problema politico, ma visto che la politica non se ne occupa, la filosofia può, quantomeno, indicare alcune linee di riflessione su cui, è importante che ognuno si formiuna propria opinione

xv
Categorie
biografia nuovi media

L’Era dei CMS

Io sono arrivato tardi alla realtà ed al lavoro di Internet, solo ai primi del 2000, poi ho recuperato ed ho avuto una partita IVA dal 2002 al 2009 e realizzavo siti web per terzi, a quei tempi si creavano le pagine HTML, prima, poi HTML più CSS e per imparare c’era internet e i manulai, ma, dalla prospettiva di oggi 2019, quella era la preistoria, eppure i dinosauri non c’erano già più, eccetto che in Jurassic Park, già i siti web dinamici, cioè che mostravano, sulle pagine HTML dei fati estratti da un database erano visti come una tecnologia più futuribile che attuale edi i CMS ancora erano in fase embrionale, si cominciava allora ad affacciare sulle scene il PHP, che poi sarebbe esploso e diventato una tecnologia comune ed alla portata di chiunque, ma allora era, ripeto, appena una novità, c’erano ancora in giro siti web realizzati con Coldfusion, io lavoravo principalmente con Dreamweaver che al tempo, era ancora un software, costosissimo, sviluppato da Macromedia, che lo avrebbe poi ceduto ad Adobe nel2005, ma al tempo era uno standard, così come, in precedenza lo era stato, per fortuna per breve tempo, Microsoft Frontpage, che, divenuto celebre e famigerato perchè faceva molte cose con tecnologie allora oscure come Intellisense che, poi, sono state sussunte (dal verbo, italiano sussumere, spiegato qui da Javascript e dalle librerie di funzioni preconfezionate presenti ad esempio in Adobe Dreamweaver, comunque, a quei tempi, una volta creata una pagina web, statica o dinamica che fosse, era necessario caricarla sul server web, di solito una cartella specifica indicata dall’hosting scelto, per anni ho usato, con soddisfazione, Seeweb che poi, è diventato la base di Tophost, che uso con soddisfazione e consiglio, a chiunque anche prima dei più celebri Aruba e certamente prima di Wix e Squarespace, innanzitutto perchè la server Farm è in italia e ciò semplifica molto gli adempimenti se si devono rispettare le prescrizioni del GDPR e raccogliere dati degli utenti, altrimenti con server all’estero diventa una cosa davvero complicata soddisfare quanto previsto dalla normativa e dalle imposizioni della mai abbastanza maledetta, normativa sulla privacy, che ono 16 anni che ci impone di mettere firme in quantità su moduli assortiti per fare qualunque cosa, anche se stiamo utilizzando dati nostri e non sensibili e non siamo personalità politiche, insomma una complicazione del tutto non necessaria della burocrazia italiana che più che un vezzo è un vero e proprio vizio tutto italiano, non proprio definibile come un vanto nazionale. Comunque, avanti veloce fino agli anni 2010 e questa dimensione artigianale del web sostanzialmente scomparsa, travolta ed affossata dalla diffusione massiccia dei CMS, cosa sono i CMS? prima di tutto spiego l’acronimo Content, Management, Sistem, ovvero, Sistema di Gestione dei Contenuti. Wikipedia lo definisce: “In informatica un content management system, in acronimo CMS (sistema di gestione dei contenuti in italiano), è uno strumento software, installato su un server web, il cui compito è facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando il webmaster da conoscenze tecniche specifiche di programmazione Web.” che di fatto è quello che fa, articolo originale qui.
Fondamentalmente si tratta di una serie di interfacce che semplificano all’utente finale il lavoro di inserire i propri contenuti nel sito web, se fosse così facile sarebbe bello non vedere più le pagine news, o i blog aziendali, aggiornati a una data ormai passata da qualche anno come spesso accade, ma sic transit gloria mundi e far capire ad un titolare di azienda per quanto piccola “giovane e dinamica” si descriva nelle brochure aziendali, che le news, per essere tali, devono essere aggiornate quotidianamente, è una sfida quasi impossibile, da qui l’agenzizzazione dilagante, cioè l TENDENZA DI CHIUNQUE Dalle aziende ai piccoli artigiani di rivolgersi non più ai webmaster professionisti, artigiani come loro, ma sempre più spesso affidarsi ad una agenzia che si occupa di tutto, o promette di occuparsi di tutto, con costi promozionali che sono più bassi di quelli del singolo e che, dovrebbe, grazie al supposto maggiore personale, poter curare ogni aspetto del sito internet, ivi compresi SEO e SEM senza costi aggiuntivi, ma quando mai?, la chiave sono gli account manager, bravissimi a vendere pacchetti di servizi, un po’ eno a garantire che i servizi vengano effettivamente erogati, ma tando nessuno controlla mai…

xv
Categorie
media nuovi media Senza categoria social società

Anche in italia la FOMO?

FOMO è un acronimo che è stato brevemente famoso, come accade spesso anche alle parole che hanno i loro 5 minuti di celebrità, negli USA a partire dal 2016, da noi è arrivata a gennaio del 2019 con i consueti due, tre anni di ritardo rispetto agli USA, ma che cosa vuole dire FOMO?

xv
Categorie
nuovi media società

L’Era della Disinformazione

Ho deciso di Condividere qui il primo Capitolo della mia tesi in scienze della Comunicazione, discussa all’università di firenze il 21 febbraio 2018
Capitolo 1 L’Era della disinformazione

xv
Categorie
media nuovi media

è un mondo di video

Alla fine dello scorso anno, a dicembre, secondo dati Nielsen/Audiweb, nel nostro Paese si è verificato il sorpasso di

xv