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Resilienza

Resilienza

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Negli ultimi anni, la parola Resilienza ha acquisito una grande popolarità ed un’altrettanto ampia, diffusione, al punto quasi, da poterla definire un termine decisamente in voga.

Come accade a tutte le parole che entrano in voga, anche Resilienza vive un periodo in cui è molto usata, diffusa e, diciamo, portata in palmo di mano, per poi, quando la moda, cesserà, Resilienza tornerà ad occupare il suo posto di pari rango con tantissime altre parole della lingua italiana, in una pagina, non necessariamente oscura, del dizionario o di una enciclopedia, ma proprio perchè “parola di moda” rendiamole omaggio con un approfondimento su cosa si intende con questo termine e al concetto stesso di Resilienza che, proviene dalla Psicologia, e vediamo in che modo è stato preso dal pubblico ed in che modo viene utilizzato nella sua parabola effimera ma attualmente al picco della sua diffusione-sempre che anche per i vocaboli, si possa-come credo-utilizzare il modello di “ciclo di hype” che negli ultimi decenni del 20° secolo e-in modo particolare-con la nascita e la diggusione di internet si è affermato anche in questi primi quasi 20 anni del XXI° secolo come un percorso ideale che molte idee, e novità di mercato, attraversano nella loro carriera di passaggio dall’oscurità, più o meno profonda, attraverso un periodo di luce che, fatalmente, le riconduce poi nell’oscurità di partenza che, nel caso di resilienza si nasconde addirittura tra i lemmi del dizionario di Latino, a scelta o a preferenza del lettore se IL Castiglioni e Mariotti o altro dizionario con cui si è diventati “amici” ai tempi della scuola.

Resilienza, infatti, ha origine dal verbo latino resiliere che nasce dall’unione del prefisso “re-” ql verbo “salire” che significa l’a azione del salire come attualmente in italiano ma anche saltare indietro, ritornare rapidamente, di colpo e poi, si è esteso al significato di rimbalzare, ripercuotersi e tti i termini simili, per caso, adatti anche a descrivere anche l’atteggiamento della persona resiliente ovvero di chi ha la caratteristica della resilienza. Oggi sempre più,apprezzata come caratteristica psicologica più che come caratteristica fisica di un materiale, cosa per cui il termine era originariamente in uso. In particolare vale la pena di notare come Resilienza, pur derivando, come abbiamo appena detto, dal latino, è arrivata in italiano non direttamente ma, di rimbalzo, dal francese e dall’inglese, per il tramite della rete, e di quale rete? Questa domanda non può avere, nel 2020, che una risposta: internet ovviamente, che, negli anni ha preso su di sé, fino a racchiudere e a identificarsi interamente con il significato stesso di rete, con una traslazione, da “rete di computer” a Rete tout-court”. Internet è nata e si è svilupata negli Stati Uniti e , quindi, è nata in inglese e sulla base della lingua inglese, e poi, quando si è allargata a partire dai server del Cern di Ginevra dopo l’idea di Tim Berners Lee, di creare il sistema del world wide web, ovvero la rete mondiale, e, ritornando al nome originale, possiamo ricordare che ce ne è rimasta traccia in quel www, che sono le tre lettere iniziali del protocollo, o, più propriamente, servizio:  W3, appunto iniziali dell’acronimo World Wide Web che ancora oggi troviamo alla radice di ogni URL o indirizzo internet, le celeberrime “www”come, ad esempio in , “www..il sito che mi pare…” ed è così che resilienza è partita dal latino, ha poi girato quasi tutto il mondo per poi tornare a noi, in forma quasi immutata come ortografia ma, durante questo viaggio di lunghissima durata, quasi 2000 anni, si è caricata di moltissimi significati ed ha giocato diversi ruoli, in diversi ambiti: dalla filosofia alle scienze sociali, passando anche per la psicologia e per l’ingegneria, l’economia e la scienza dei materiali, in ogni caso è  rimasto sostanzialmente identico il significato: un materiale o una persona, il cui carattere o, meglio, le caratteristiche del cui carattere, hanno un’attitudine, un talento o una qualità tali da consentirgli di “rimbalzare” dopo l’urto contro una difficoltà, un ostacolo o, metaforicamente, uno scoglio che gli si para di fronte, sempre in modo metaforico potremmo identificare la resilienza con i mare le cui onde battono e ribattono su uno scoglio che, per la  natura rocciosa che gli è propria, usualmente non si sposta nè si altera, almeno nel breve periodo, sotto l’azione delle onde, e poi, l’acqua si ritira  e torna a scontrarsi con la roccia, ancora e ancora, senza lasciarsi abbattere dall’inamovibilità della roccia stessa. Per maggiore precisione va dato al significato del termine una ulteriore accezione: quella rappresentata dal derivare la resilienza dalla capacità, della persona o dell’oggetto che viene definito “resiliente” di evolvere se stessa e nelle condizioni avverse nelle quali si trova o si è trovata per un periodo, e resistere o, meglio, resiliere, alla situazione di avversità attraverso una attività evolutiva o un comportamento di adattamento ed evoluzione che permetta all’oggetto di, appunto, sopravvivere alla situazione sfavorevole esibendo appunto la caratteristica di essere resiliente di fronte all’attacco o alla minaccia rappresentata dalla situazione

Può trattarsi di un’attitudine, di un talento, di una risorsa positiva, di una qualità che ci appartiene. Una volta scoperta possiamo perfezionare quella qualità e pensare all’ambito della nostra vita in cui la utilizziamo naturalmente per estenderla anche alla situazione problematica che stiamo vivendo. In questo modo è possibile un cambiamento.

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riflessioni sulla pandemia

Sono classe 1971, sono vecchio, lo so da solo, 48 anni, 50 a dicembre 2021, ma essere vecchio, se si è vecchi a 50 anni…. ha alcuni privilegi, prima di tutto quello di non essere morto prima, poi quello di avere vissuto gli anni intercorsi ed essere stato testimone di varie cose, ad esempio essere cresciuto negli anni 80, mi ha consentito di vivere la prima pandemia dei tempi moderni, anche quella di una malattia non immediatamente letale: quella dell’AIDS, convenzionalmente fatta iniziare nel1981 e che tanto ci ha ossessionato in quegli anni, al puntoda essere definita, la “peste del secolo” e avere scatenato visioni millenariste del tipo “il genere umano si estinguerà per l’AIDS, siamo ancora, temporaneamente, tutti qui, o quasi, si possono certo tracciare dei paralleli tra Pandemia da AIDS e Pandemia da COVID, ma credo ci siano da fare delle distinzioni, prima di tutto, l’AIDS inizia come sieropositività dopo contagio da virus HIV e, solo dopo anni, diviene AIDS conclamato, mentre il covid da polmonite nel giro di pochi giorni, le stime parlano di un periodo di incubazione che va da 2 giorni a 2 settimane, ben più rapida degli anni richiesti all’AIDS. La Pandemia da AIDS si è evoluta fino alla situazione attuale in cui la pandemia si è trasformata in Endemia, cioè è diventata una malattia conosciuta, dalla quale forse non c’èuna guarigione rapida come avviene con altre malattie infettive, ma con la quale abbiamo imparato a convivere, adottanto misure preventive, quali la diffusione del preservativo come mezzo di protezione nei rapporti sessuali e si sono sviluppati dei metodi se non di cura, quantomeno di contenimento della malattia, AZT ed altri farmaci chemioterapici, che io mi aspetto arriveranno, nel giro di qualche anno, per l’AIDS ce ne volle una dozzina, anche per il COVID, anche in questo caso una svolta è stata determinata con lo sbarco del Covid negli Stati Uniti, così come avvenne con l’AIDS, finchè uccideva milioni di persone sconosciute in Africa, non importava nessuno, ma quando uccise il primo personaggio Famoso, l’attore Rock Hudson nel 1985, i riflettori si accesero sull’AIDS ed inizio la corsa dei personaggi famosi di Hollywod a finanziare ricerca e cura che, nel tempo, portarono a trovare delle terapie,via via più efficaci.L’AIDS ci ha portato via anche Keith Haring, Rudolf Nureyev,Freddy Mercury e vari altri artisti, curiosamente anche lo scienziato e Scrittore Isaac Asimov, nel 1992.

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Riflessione conclusiva: il mondo negli anni 80 era molto, molto differente da quello attuale l il compito di elencare le differenze principalie più importanti nei commenti, lo lascio ascio a chi, dei lettori, vorrà cimentarsi in questo esercizio stimolante

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Sul ritorno di Silvia Romano, l’editoria oggi

Silvia Romano è stata liberata dopo 18 mesi di Prigionia in Africa, e questa è una cosa di cui essere tutti lieti, eccetto chi cercherà qualcosa per giustificare il suo disagio mediante la creazione di teorie del complotto riguardo alla vicenda, certo è stata spostata dal Kenya in Somalia e forse in Etiopia, quindi ha sicuramente a che vedere con l’Arca dell’alleanza che viene venerata e conservata in Etiopia ad Axum, dove è arrivata dopo varie vicende storiche e come confermato nel 2009 dal patriarca della Chiesa Copta di Etiopia in una Conferenza stampa, ma l’arca, che, ripeto, sarà  richiamata da qualche complottista, non è il focus di questo post, che, in realtà vorrebbe distaccarsi anche da Silvia Romano, che, essendo tornata, per qualche giorno sarà ospite di tutte le trasmissioni e talk show di tendenza, in seguito al clamore relativo alla sua conversione all’Islam, che  è, e rimane, un affare suo privato, in Italia, alla fine dei conti, c’è libertà di Fede e quindi nessum magistrato dovrebbe poter interferire, però, essendo stata liberata e rientrata, offrendo un palcoscenico alla penosa politica che ci siamo procurati, per una sfilata, con il Ministro degli esteri di Maio, che usa la vicenda per riportare su di sè la luce dei riflettori, cercando di tenere il movimento 5Stelle a galla, pur essendo ormai destinato all’affondamento, ma tutto il circo dei media e della sinistra, ha deciso che la Romano sia la nuova bandiera attorno alla quale radunarsi per ribadire che l’occidente è brutto, sporco e cattivo e sfrutta l’africa perchè, anzi perkè gli americani sono cattivi mentre la Russia e buona e così vuole MArx… e quindi la Romano, celebrata ormai come eroina, troverà qualcuno che le scriverà qualche pagina che poi verrà pubblicata con un titolo accattivante, tipo “Memorie di un anno e mezzo in Africa” e dopo un nuovo giro celebrativo-promozionale nei salotti TV, verrà messo in vendita e avremo un nuovo personaggio da ammirare, e l’unica domanda che rimane in sospeso è: l’operazione editorial-pubblicitaria, sarà fatta subito, prima che l’eco della fama della liberazione scompaia, o sarà tenuta pronta per ottobre-novembre in modo da avere la strenna pronta per essere messa sotto l’albero di natale e, chi la pubblicherà? Mondadori o Giunti? Altre domande ed altri commenti non ce  ne sono. il problema vero, che mi preme sottolineare è come gli editori oggi, pubblichino solo personaggi che non hanno bisogno di promozione perchè sono già noti ai più e, o, hanno già i loro follower pronti a comprare qualunque cosa esca con il loro nome, i fabio volo, i saviano, le chiara ferragni, giulia delellis e compagnia bella oppure i maitres à penser dei salotti televisi e/o gli sportivi, cioè, in italia, i calciatori

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italiani, popolo di accattoni

Le uscite “forti”  come il titolo, all’apparenza offensivo, di questo post sono ormai tra i pochi mdi di ottenere attenzione dal pubblico, è una mia ipotesi e questo post, serve, appunto per mettere alla prova l’ipotesi che, può benissimo essere sbagliata,ma, siccome è una ipotesi, non possiamo sapere se sia giusta o sbagliata finchè non la si mette ala prova, c’è chi chiama questo sistema di fare una ipotesi e verificarla: metodo scientifico. Vedremo… Comunque, vengo al punto: come è possibile che un paese intero, o, almeno secondo questo articolo di Sussidiario.net, il sito dell’istituto avrebbe ricevuto un traffico monstre pari a 100 richieste al secondo, per fare domanda del bonus di 600 euro per lavoratori autonomi, legato all’emergenza coronavirus, gli utenti che si sarebbero affollati al sito già dalla mezzanotte di ieri, sarebbero circa 5 milioni, ovvero quasi il 10% della popolazione italiana. Oggi, sull’argomento sono intervenuti sia il presidente dell’INPS Tridico che, addirittura il presidente del Consiglio dei Ministri Conte, è anch epossibile che, come hanno indicato, la colpa sia degli hacker, creature misterioriese, sempre chiamate in causa per essere in colpate di qualunque problema informatico, ma, appunto l’abitudine di incolpare gli hacker di tutto, a me fa pensare che siano una scusa di comodo, come i  folletti della tradizione o i Nargilli di Luna Lovegood in Harry Potter, A conclusione del loro intervento Conte e Tridico hanno detto che i problemi sarebbero stati risolti alle 16 di oggi, che gli hacker facciano il riposino pomeridiano?

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Collins e l’energia emozionale al tempo del coronavirus

In Italia siamo tutti rinchiusi in casa da quasi due mesi e rinchiusi in casa  significa non avere interazioni con nessuno, ad eccezione dei call center che chiamano per convincere a passare ad un altro fornitore di luce o di gas o a cercare di vendere qualcosa, io queste interazioni le considero negative in termini di energia emozionale, oltre che in termini di costo economico. LaTeoria del Sociologo Statunitense Randall Collins sostiene che l’energia emozionale si crea nelle interazioni sociali di successo, mentre si consuma nelle interazioni sociali che non  hanno successo,  lo stare tutti in casa e quindi senza alcuna interazione sociale, che è lo scopo primario e principe degli arresti domiciliari comminati a livello nazionale, per ridurre le possibilità di interazione e quindi di contagio, porta necessariamente alla scomparsa delle interazioni sociali positive e quindi il capitale di energia emozionale, che non è bancabile, è inevitabilmente destinato a ridursi, quali saranno le conseguenze di questa riduzione è opinione di chiunque, traduzione “a braccio” del modo di dire inglese, credo di origine americana “anyone’s guess” frase idiomatica che vuol dire che nessuno lo sa.

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Assalto allaDiligenza

L’italia è incorreggibile, non appena la BCE e la presidentessa della commissione, no mi spiace, la Presidente, la Sindaca, sono forme linguistiche che mi risultano difficili da usare, come dare del tu a qualcuno appena conosciuto, per me un medico donna è una dottoressa, un presidente donna una presidentessa, chi ritiene che sia un atteggiamento non consono alla moda del politicamente corretto, mi dispiace per lui, ma ha varie opzioni: 1) farsi una ragione del fatto che io sono una voce non convenzionale 2) non farsene una ragione 3) andarsene a quel paese. Nell’istante in cui si sno intravisti quei soldi, è parito l’assalto alla diligenza: tutti a chiederne un pezzo per se o per i suoi consociati, in italia in modo particolare, come sempre accade, nessunoche dica, non dateli a me, ma dateli a chi ha più bisogno, no, scatta una mollta che fa pensare “intanto prendiamoli, poi capiremodove e come spenderli” siamoitaliani, onori ed oneri di questa cittadinanza, in  uno stato che sa solo mangiare senza saper proteggere i propri cittadini, vedasi il caso del reddito di cittadinanza che, una volta fatto legge e distribuito a pioggia lo scorso anno, per ripagare i voti presi nel 2018, qui la mia analisi socio-geografica . L’emergenza CoronaVirus o COVID19, chiamatelo come preferite, è stata affrontata all’italiana: ignorare il problema finchè possibile e epoi prendere provveimenti più di immagine che di sostanza, nel tentativo di mostrarsi attivi ed efficienti, ma, come tutte le manovre d’immagine, destinata a sfasciarsi all’urto non delle legioni  del nemico, ma nell’urto con la realtà… In un mondo nuovo che vede rinsaldarsi da una parte le posizioni di chi ha soldi e potere contro chi non ha niente, la Politica Italiana è stata chiamata ad una prova che avrebbe richiesto l’abbandono di qualsiasi interesse particolare e posizioni politiche vere, supportate da idee chiare, e, ovviamente, la Politica si è dichiarata assente, come aspettarsi, d’altro canto, atteggiamenti da Politico o da Statista da persone con la Cultura di una Capsula Petri, come di Maio e Salvini, che hanno una maturità presa senza imparare e non hanno mai affrontato la realtà del lavoro vero nel mondo reale, Conte, lo vedo un po’ come una sorta di Re Travicello che cerca di rimanere in equilibrio su una precaria zattera per non finire in mare, dando un contentino a tutti in modalità round robin, insomma, cerchiobottismo, ma non supportato da idee di alcun tipo, solo una disperata sopravvivenza per rimanere attaccato alla poltrona, calciando la palla un po’ più avanti e sperando che non si arrivi mai ad un redde rationem elettorale. Sarà un caso che l’Italia è in emergenza continua, o meglio passa da una emergenza alla successiva di continuo, anzi, senza soluzione di continuità. Tra Proclami e lanci di agenzia che facciano credere che si lavora per risolvere il problema mentre, invece si sta solo cercando di procrastinare la resa dei conti, che tra ‘altro è proprio il significato della espressione latina Redde Rationem.

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IL RE TRAVICELLO.

Al Re Travicello
Piovuto ai ranocchi,
Mi levo il cappello
4E piego i ginocchi;
Lo predico anch’io
Cascato da Dio:
Oh comodo, oh bello
8Un Re Travicello!

Calò nel suo regno
Con molto fracasso;
Le teste di legno
12Fan sempre del chiasso:
Ma subito tacque,
E al sommo dell’acque
Rimase un corbello
16Il Re Travicello.

Da tutto il pantano
Veduto quel coso,
«È questo il Sovrano
20Così rumoroso?
(s’udì gracidare).
Per farsi fischiare
Fa tanto bordello
24Un Re Travicello?

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Un tronco piallato
Avrà la corona?
O Giove ha sbagliato,
28Oppur ci minchiona:
Sia dato lo sfratto
Al Re mentecatto,
Si mandi in appello
32il Re Travicello.»

Tacete, tacete;
Lasciate il reame,
O bestie che siete,
36A un Re di legname.
Non tira a pelare,
Vi lascia cantare,
Non apre macello
40Un Re Travicello.

Là là per la reggia
Dal vento portato,
Tentenna, galleggia,
44E mai dello Stato
Non pesca nel fondo:
Che scienza di mondo!
Che Re di cervello
48È un Re Travicello!

Se a caso s’adopra
D’intingere il capo,
Vedete? di sopra
52Lo porta daccapo
La sua leggerezza.
Chiamatelo Altezza,
Chè torna a capello
56A un Re Travicello.

[p. 131 modifica]

Volete il serpente
Che il sonno vi scuota?
Dormite contente
60Costì nella mota,
O bestie impotenti:
Per chi non ha denti,
È fatto a pennello
64Un Re Travicello!

Un popolo pieno
Di tante fortune,
Può farne di meno
68Del senso comune.
Che popolo ammodo,
Che Principe sodo,
Che santo modello
72Un Re Travicello!

Di seguito riorto il testo de Il Re Travicello di Giuseppe Giusti, Poetaa di Monsummano:

 

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La tranvia… perchè no?

C’è a Bordeaux, A Bruxelles, A Edimburgo, A Dresda,A milano, A Roma, quelli celeberrimi di San Francisco, quelli Super-fotografati di Lisbona, q Torino che collegano con varie zone della città metropolitana,e ancora, Tram presenti anche a Vercelli, Tortona, Savona Oneglia, Genova e Anche se arrivata e completata di Recente a Firenze, per una lista esaustiva, vedere qui. In Valdinievole ne è esistita una, quella Lucca Pescia Monsummano, esistita dal 1906 al 1957 Poi fu ritenuta obsoleta e, per darsi un’aria di modernità e per accontentare gli interessi della famiglia Lazzi, fu rimpiazzata da un servizio con Autocorse, Autobus, gestita dalla Compagnia-combinazione?-LAzzi, forse la commistione impura di interessi tra politica e aziende private non è una caratteristica solo dell’italia Attuale cito da Wikipedia “Nel 1934 subentrò alla presidenza Jacopo Lazzi, i cui interessi nel campo dei trasporti automobilistici agevolarono la soppressione dei servizi urbani di Pescia e di quello verso Monsummano:” Qui maggiori informazioni sulla storia dell’Azienda.

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Io Abito a Pistoia e, quindi, ovviamente le mie considerazioni sono influenzate dalla mia prospettiva ma, visto che la piana Firenze-Prato-Pistoia-Valdinievole è un asse viario molto frequentato, pensate alla Firenze MAre, autostrada che collega Firenze e Lucca con Viareggio e agli ingorghi quotidiani, specialmente al mattino tra prato Est e Firenze.. è anche una zona molto antropizzata circa 667530 abitanti solo contando gli abitanti di Prato, Firenze, Pistoia e Lucca, senza considerare gli abitati delle ampie zone montane e collinari a nordi dei comuni della piana, che contribuiscono altri abitanti e, soprattuto, lavoratori che si spostano quotidianamente verso firenze e da firenze, e poi aggiungiamo anche il peso antropico del Valdarno, Pontedera, Empoli e comuni Circostanti, con le loro zone di pertinenza ed abbiamo una massa umana che stimo essere intorno a milione, a cui aggiungere uteriomente i veicoli di passaggio, ad esempio chi, va a Firenze per poi proseguire verso Roma o Bologna che vanno ad incrementare il già rilevante traffico veicolare ed il conseguente inquinamento da gas di scarico e polveri sottili, più tutto il traffico locale in quanto in molte zone le superstrade e l’autostrada vengono usate come circonvallazioni per aggirare i centri città, quindi, a fronte di tutto questo e considerato che la piana è, per definizione pianeggiante, i soli ostacoli naturali sarebbero la piccola propaggine di montagna pistoiese, appennino, che si insinua nella piana tra pistoia e montecatini in direzione dell’area del padule di fucecchio ed è attraversata dalla galleria ferroviaria di Serravalle, in fase di raddoppio per il potenziamento della linea ferroviaria, a conti fatti credo che la creazione di una vera linea tranviaria tra viareggio e firenze, avrebbe numerosi vanraggi e farebbe facilmente le veci di una auspicabile linea metropolitana, non realizzabile per la presenza di acqua sotto larghe aree della piana stessa, che, seppure i tunnel potrebbero essere realizzati ugualmente, vedasi il tunnel sotto la manica, avrebbero costi imponenti. D’altra parte la funzione di una tranvia a lunga percorrenza, risolverebbe anche vari problemi di mobilità e di traffico locali, sgravando e strade provinciali dal traffico e permettendo ad esempio agli studenti, di muoversi agevolmente senza ricorrere a bus o ad auto private, inoltre la tranvia avrebbe alimentazione elettrica e quindi un impatto inquinante limitato. Inoltre dei circuiti locali nelle città permetterebbero di semplificare la mobilità entro le città, sto pensando specialmente a lucca, Prato e Pistoia, visto che firenze si è giò dotata di tale infrastruttura con i risultati di traffico che sono illustrati qui .

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Dopo il Capitalismo Cosa?

Fermos ubito quelli con la risposta in tasca: “il post capitalismo!”, è una risposta facile, immediata, tranchant (Francese per tranciante) e, quasi per definizione, ogni risposta immediata e tranchant è anche …

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Coronavirus, riflessioni alla “vedo prevedo Stravedo”

Se ben ricordo Vedo, Prevedo, Stravedo era il titolo di una

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da dentro la zona rossa

10 marzo 2020.

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Da questa mattina 10 marzo 2020, la Toscana, anzi l’italia intera è